di Emanuele Esposito
Ci sono fenomeni paranormali nella politica di comunità. Una specie ancora da studiare: dorme per l’intera durata di un governo, poi sente il profumo delle elezioni e miracolosamente si risveglia. Tornano la voce, le fotografie, le promesse. Ricomincia lo spettacolo.
Le frasi sono sempre quelle, le pose pure. Cambia, quando conviene, la casacca. Perché questi personaggi avranno il sonno pesante, ma quando individuano il presunto cavallo vincente diventano sveglissimi. Il simbolo di ieri? Dimenticato. Quello di oggi? Una convinzione profondissima. Almeno fino a domani.
Una domanda, però, bisognerà farla: dove stavano?
Dove erano quando si discuteva di cittadinanza, sanità per gli italiani all’estero, circoscrizioni e rappresentanza? Avevano perso la voce? Silenzio assoluto. Evidentemente i problemi della comunità non svegliano nessuno. Una candidatura, invece, funziona meglio della sveglia.
Poi eccoli saltare da un simbolo all’altro alla velocità del fulmine. Un fulmine che, ascoltando certi ragionamenti, deve averli colpiti direttamente in testa. Diciamolo: a certi aspiranti protagonisti non importa una mazza della comunità italiana. Importa apparire, conquistare una fotografia, impugnare un microfono, ricevere qualche applauso.
Commedianti allo sbaraglio. La Corrida di Corrado, ve la ricordate? Almeno lì si rideva. Qui dovremmo prendere tutto sul serio.
C’è chi fatica persino a formulare una frase compiuta in italiano e pretende di rappresentare gli italiani. Ma chi decide di candidarlo, almeno una domanda gliela fa?
Agli italiani d’Australia viene riproposto questo teatrino. Promesse, sorrisi, dichiarazioni solenni. E anni di assenza da cancellare con una fotografia. Come se gli elettori fossero spettatori senza memoria né giudizio. Una presunzione davvero offensiva per tutta la nostra comunità.
Ne riparleremo quando arriveranno le elezioni. Faremo il bilancio, con nomi e cognomi, delle presenze, delle assenze e dei silenzi. Intanto ripassino le frasi, sistemino la casacca, preparino il sorriso migliore. Questa volta i candidati passeranno sotto esame come dentro una TAC: la superficie la conosciamo già. Adesso vogliamo vedere cosa c’è
