di Tommaso Scandroglio
Si parla anche di aborto, eutanasia e utero in affitto nell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV. Il Pontefice articola il suo pensiero su queste tematiche partendo da una premessa fondamentale:
«È importante vigilare affinché questa crescita nella coscienza della dignità umana non venga offuscata sotto la pressione di nuove ideologie o di determinati interessi molto potenti nel mondo di oggi. Tra queste ideologie ritengo particolarmente insidiosa quella che lascia intendere che ogni persona debba guadagnarsi o giustificare il proprio valore, al punto da attribuire maggior pregio a coloro che sono più efficienti e performanti. Ma il valore della persona non dipende da ciò che realizza o produce, ed esistono diritti che spettano a tutti per il solo fatto di essere persone. Nessun potere umano può legittimamente negarli o limitarli arbitrariamente».
La critica all’utilitarismo antropologico, però, necessita di un fondamento solido per poter essere considerata valida. Questo fondamento viene individuato nel concetto di dignità naturale della persona, o dignità ontologica:
«È la dignità che appartiene a ogni essere umano semplicemente per il fatto di esistere, di essere stato voluto, creato e amato da Dio: nessun peccato, nessun fallimento, nessuna umiliazione, nessuna esclusione può intaccare il valore profondo di una vita umana che Lui ha voluto e chiamato all’essere. Perciò, la dignità fondamentale di ogni persona non si acquisisce e non si merita» (nn. 52-53).
In modo più analitico possiamo ricordare che il termine “dignità” significa anzitutto “preziosità”. La preziosità dell’uomo deriva dai due principi di cui egli è costituito: corpo e anima. L’anima razionale comunica la propria preziosità al corpo che informa. Di conseguenza, la dignità personale deriva dalla natura razionale dell’anima che informa il corpo umano.
Da ciò consegue che nessuna imperfezione fisica, nessuna limitazione funzionale, nessun insuccesso esistenziale può intaccare questa dignità, poiché essa esiste sul piano metafisico dell’essere. La persona è preziosa non per come appare — sana o malata, giovane o anziana — né per ciò che realizza — capace o incapace — ma semplicemente per ciò che è. Anzi, per chi è.
Basta esistere per vedersi riconosciuta la dignità di persona. Non sono richieste ulteriori condizioni. La dignità personale è dunque intrinseca e non estrinseca.
Tale dignità esige il riconoscimento di alcuni diritti fondamentali. A un soggetto di così alto valore devono essere riconosciuti i diritti che gli competono proprio in ragione della sua dignità.
Così scrive il Papa:
«Nella prospettiva cristiana, i diritti umani non sono un’aggiunta esterna alla persona, ma una traduzione storica della sua dignità intrinseca, che la comunità internazionale è chiamata a tutelare e promuovere. I diritti umani sono inviolabili, poiché inerenti alla persona umana e alla sua dignità».
Tra questi diritti, Leone XIV pone in primo piano il diritto alla vita:
«Il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale, senza il quale è impossibile esercitare qualsiasi altro diritto. Quando questo diritto fondamentale viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite» (nn. 54-55).
Interessante notare come, per il Pontefice, l’attacco ai diritti fondamentali della persona e, in particolare, al diritto alla vita, nasca anzitutto dalla perdita del riconoscimento del loro fondamento penultimo: la natura umana. Il fondamento ultimo rimane Dio.
Scrive infatti Leone XIV:
«Guardando al nostro tempo, non possiamo ignorare che la tutela dei diritti umani è oggi esposta a due rischi particolarmente gravi. Il primo è quello di una loro dichiarazione puramente formale. Il secondo, che in realtà è alla radice del primo, è quello di non poter più riconoscere il fondamento della loro universalità, perché si è rinunciato alla ricerca dei fondamenti più solidi che stanno alla base delle nostre scelte e delle nostre leggi».
E conclude:
«Quando la ragione si lascia interrogare seriamente sulla natura umana, è in grado di scoprire valori che valgono per tutti, perché derivano da essa».
Per Papa Leone XIV il richiamo alla natura umana come fondamento dei diritti universali rappresenta dunque uno strumento essenziale per difendere la dignità della persona e affrontare le grandi sfide etiche contemporanee. In questa prospettiva, il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale costituisce il primo e più fondamentale dei diritti umani, poiché da esso dipende la possibilità stessa di esercitare tutti gli altri.
