con il giornalista Generoso D’Agnese Un giornalista navigato, che ha saputo cogliere i momenti più peculiari di tanti Abruzzesi sparsi per il mondo. In “Abruzzo, I campioni siamo noi”, ultimo libro, pub blicato in ottobre/novembre 2025, con 240 storie. Deve molto al “Messaggero di Sant’Antonio” e a quel libro che non ha potuto pubblicizzare, “L’avventura della fede”.
lì al noto giornale il Messaggero di Sant’Antonio e quindi il prestigio di collaborare con il più antico giornale d’America, “America oggi” quotidiano in lingua italiana negli USA fondato il 14 novembre 1988 nel New Jersey.
Lo sport, così sostiene, è un veicolo importantissimo. Nelle storie rappre sentate in “Abruzzo, I campioni sia mo noi”, ultimo libro, pubblicato in ottobre/novembre, dove ci sono 240 storie, in cui si è ritrovato con altri au tori, Robottini, Mancini. Definisce lo sport un “riscatto sociale”, basterebbe citare Rocky Marciano, ci ricorda, ma anche nomi meno conosciuti.
Ci sono poi 150 citazioni di sportivi abruzzesi che hanno avuto medaglie per campionati anche mondiali o che hanno ottenuto notevoli risultati, pur rimanendo nell’ombra. Sostiene che ha imparato alla conservazione della memoria.
Ricorda che quando ha iniziato circa 40 anni fa si parlava degli emi granti quasi con fastidio. Essendo abruzzese e anche mezzo campano, si è interessato di entrambe le emigra zioni. Ciò che si propone è la rivalo rizzazione e il riscatto della memoria.
Storie perdute, storie che vanno ripre se! Studiate e ricomprese, sarebbe bel lo riprendere le storie degli emigranti del 600, 700 ed 800. Un cuore per l’appunto “generoso”, proprio come il suo nome, che ostenta la provenien za abruzzese come lui. Generoso è il nome di suo nonno paterno della pro vincia di Avellino, da Marano.
In questa circostanza rievoca il nome di un calciatore del posto, Wal ter Alfredo Novellino. Imparentato con questi ultimi, ma soprattutto con Generoso D’Agnese di Long Island, anche lui scrittore di America oggi, che si è occupato abbondantemen te della Tarantella Montemaranese.
Nato e cresciuto in Svizzera, a Zurigo, il nostro Generoso fino all’età di 14 anni, dove gli emigrati venivano chia mati secondi. Fu la mamma, portata dal padre che era stato in Argentina, poi in Belgio e dopo in Svizzera, ad andare a lavorare per prima, poi con l’atto di richiamo trovò lavoro chiamò il marito. Erano gli anni 1955/56 quando la famiglia fu riunita. La Sviz zera, ripeteva suo nonno, era come il Paradiso, rispetto al Belgio (si ricordi la tragedia di Marcinelle). L'incendio nella miniera di carbone Bois du Ca zier di Marcinelle, del 1956, provocò la morte di 262 minatori di cui 136 gli italiani, di cui 60 erano abruzzesi. Il suo ritorno in Italia nel 1975 è stato traumatico, perche si sentiva italiano in Svizzera, ma straniero in patria. Si poneva male con i coetanei e spesso si sentiva “bullizzato”. I genitori con i soldi guadagnati si fecero un’attività in proprio, una sartoria, che manten nero per 30 anni.
Avevano la possibilità di sceglie re Salerno o Pescara, ma avendo la nonna un appartamento a Pescara, optarono per quest’ultima. Litigava spesso con gli altri ragazzi, ma è stato salvato dallo sport, quando ha comin ciato a giocare a rugby. L’articolo, che ha preannunciato la sua vena di scrit tore, risale all’età di 10 anni, quando cominciò a scrivere il suo primo ar ticolo sul dirottamento di un aereo tedesco da parte dei Palestinesi, come ci precisa.
Il secondo articolo era un argo mento scelto sulla base dei mestieri e, poiché in Svizzera abitava vicino ad una teleferica, scelse di scrivere sul mestiere del manovratore della tele ferica. Da ragazzo talentuoso, Iniziò a fare l’intervista e viaggiare nel con tempo gratis. Dopo il diploma ha ini ziato a fare all’Università gli studi di Biologia, che purtroppo ha dovuto in terrompere. Il primo giornale che lo ha accolto è stato “Abruzzo nel Mon do” di Pescara. Ha alle spalle parecchi programmi radio: MADE IN ITALY RADIO PADOVA, Radio Speranza Pe scara, INSIEME: rubrica radiofonica del “Messaggero S.Antonio”. Trapela in Generoso quella forte fede, che lo ha condotto “All’Osservatore Romano del Vaticano”( con articoli sui Missio nari), al Messaggero di Sant’Antonio e a quel libro che non ha potuto pub blicizzare, “L’avventura della fede”, a causa di una brutta malattia, da cui è guarito e dalla quale si sente mira colato. Sono, infatti, 55 articoli che lo hanno arricchito moltissimo. Le collaborazioni importanti sono state con il Direttore Stefano Vaccara, Pa trizia Airos e Don Serafini, che hanno creduto in lui.
I suoi progetti imminenti sono di far conoscere l’ultimo suo libro “Abruzzo, i campioni siamo noi”(2025) Edizioni Masciulli-Giulianova. È pos sibile trovare sul web la rassegna di tutti i libri dello scrittore-giornalista Generoso D’Agnese. L’obiettivo per la sua carriera è quello di continuare con le testate con cui collabora, poi come scrittore gli piacerebbe passare alla narrativa sempre con il filone su gli italiani nel mondo. Il suo obiettivo è continuare a scrivere e collaborare con le testate giornalistiche che lo sostengono oggi. L’Italia è una terra che unisce tutto l’universo, con una miriade di gente provenienti da tutte le regioni, con un abbraccio globale.
L’ultimo saluto di questa interessan te intervista la volge a tutti gli italiani nel mondo, dall’Europa, all’America, all’Australia. Insiste sull’affermazio ne della permanenza del ricordo della lingua, tradizioni, usanze di uomini e donne, che hanno lasciato l’Italia per andare all’estero.
L’Italia, ribadisce, va ricordata sempre, così come vanno rispettate le tradizioni della seconda patria, che ha accolto gli italiani come figli.
D’Agnese con Mancini e Robottini, coautori di “Abruzzo i campioni siamo noi”

Be the first to comment