A cura di Guglielmo Credentino
Risultati delle partite della 5ª Giornata di Serie A
Monza 2 – Sassuolo 1
Monza e Sassuolo partono col turbo: ritmo alto, duelli accesi e occasioni da una parte e dall’altra. Il pallone viaggia veloce, le difese tremano, Varela punge due volte. Nel finale cresce la tensione: accorcia Adzic ma il Monza resiste.
Bologna 1 – Torino 1
Bologna subito in vantaggio: Bernardeschi al 14’ fa esplodere il Dall’Ara! Il Torino reagisce, Mandragora ci prova, ma Skorupski resiste. Poi Kulenovic entra e al 77’ punisce: 1-1! Finale acceso, Oristanio sfiora il colpo.
Udinese 0 – Cagliari 1
Udinese all’assalto: Davis e Gueye sfiorano il gol, ma Caprile abbassa la saracinesca! Nella ripresa Maldini approfitta del pasticcio friulano, salta Okoye e firma lo 0-1. I padroni di casa insistono, domina l’Udinese ma il Cagliari resiste.
Roma 2 – Inter 2
Roma dominante nel primo tempo: Koné firma la doppietta e manda l’Olimpico in delirio! L’Inter traballa, ma nella ripresa Lautaro Martinez si scatena: due zampate, doppia festa e rimonta completata.
Venezia 0 – Lazio 2
Il Venezia parte forte: Yeboah ha l’occasione dal dischetto, ma Mandas dice no! Ripresa biancoceleste: Zaccagni trasforma il rigore, poi Noslin incontra l’assist di Tavares. Adams prova a riaprirla, Mandas risponde presente.
Milan 3 – Lecce 0
San Siro applaude: Pulisic inventa una magia e firma l’1-0. Poi Rabiot, servito da Gonçalo Ramos, raddoppia con classe. Moreira entra e fa subito centro, gelando Falcone. Il Milan accelera, il Lecce sbanda: 3-0 e festa rossonera.
Juventus 2 – Atalanta 0
All’Allianz la Juve accelera: Conceição fulmina Carnesecchi e accende la serata. L’Atalanta reagisce, Kristensen sfiora il pari, ma Bremer svetta su corner di Zhegrova e chiude i conti. Vicario protegge il fortino: 2-0 bianconero.
Parma 2 – Genoa 1
Al Tardini il Parma parte piano, poi Romero al 38’ accende la miccia con un diagonale da applausi. Osmajic riporta il Genoa in quota al 70’, ma Almqvist scappa via e firma il 2-1 finale. Corvi blinda il risultato.
Frosinone 2 – Como 0
Frosinone impazzisce: Calò apre le danze con un guizzo da applausi, poi Kvernadze raddoppia in contropiede. Il Como spinge con Nico Paz e Kean, ma Palmisani abbassa la saracinesca. Frosinone cinico e brillante: finisce 2-0.
Fiorentina 1 – Napoli 1
Al Franchi è scintilla: Napoli avanti con Gilmour, servito da Politano. La Fiorentina reagisce e Jimenez, con una deviazione decisiva di Rafa Marin, firma l’1-1. Atta e Fagioli sfiorano il colpo, De Gea vola nel finale.
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Nazionale: I convocati per la Nations League
Nove azzurri alla prima chiamata e tanta attesa per l’esordio contro il Belgio
A cura di Guglielmo Credentino
Quattro partite in undici giorni, un vero e proprio tour de force per ritrovare entusiasmo e fiducia dopo la mancata qualificazione al Mondiale.
Riparte dalla Nations League il cammino della Nazionale, con Roberto Mancini che per il suo ritorno sulla panchina azzurra ha deciso di puntare su un gruppo di 34 calciatori.
In 9 sono alla prima convocazione in Nazionale: il portiere del Bologna Massimo Pessina, il difensore della Roma Daniele Ghilardi, il difensore del Brentford Michael Kayode, il difensore del Monza Eddy Kouadio, il centrocampista del Cagliari Alessandro Romano, il centrocampista dello Sporting CP Issa Doumbia, l’attaccante del Sassuolo Sebastiano Esposito, l’attaccante del Napoli Antonio Vergara e l’attaccante del Norimberga Mohamed Ali Zoma.
Confermati, dopo la convocazione dello scorso giugno per le amichevoli con Lussemburgo e Grecia, Honest Ahanor (Crystal Palace) e Samuele Inacio (Borussia Dortmund), mentre a distanza di tempo tornano a indossare la maglia azzurra Nicolò Fagioli e Nicolò Zaniolo, entrambi assenti dall’ottobre 2024, e Rolando Mandragora, convocato per l’ultima volta nel marzo 2021.
L’Italia sosterrà lunedì 21 settembre la prima seduta di allenamento a Coverciano per fare il suo esordio nella quinta edizione della Nations League venerdì 25 settembre (sabato 26 ore 04:45am a Sydney) con il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma. Tre giorni dopo gli Azzurri faranno visita alla Turchia all’Atatürk Spor Kompleksi di Bursa per poi affrontare venerdì 2 ottobre la Francia a Saint-Denis.
A chiudere la prima finestra stagionale dedicata alle nazionali sarà il secondo match casalingo con la Turchia in programma lunedì 5 ottobre allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna.
Nations League – Date e orari Sydney time
| Data | Ora | Partita |
|---|---|---|
| Sabato 26/09 | 04:45am | Italia – Belgio |
| Martedì 29/09 | 04:45am | Turchia – Italia |
| Sabato 03/10 | 04:45am | Francia – Italia |
| Martedì 06/10 | 05:45am | Italia – Turchia |
| Venerdì 13/11 | 06:45am | Italia – Francia |
| Lunedì 16/11 | 06:45am | Belgio – Italia |
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EL: male il Milan, bene la Juve
Rossoneri deludenti in casa, Juve travolgente a Torino
A cura di Guglielmo Credentino
Milan 0 – Benfica 2
Serata amara per il Milan, che davanti al proprio pubblico inciampa contro un Benfica cinico e organizzato. I rossoneri partono con entusiasmo, provano a prendere in mano il gioco e costruiscono qualche buona occasione, ma senza trovare il guizzo decisivo. Il Benfica, invece, aspetta il momento giusto e colpisce con precisione, trasformando le opportunità in gol. Nella ripresa il Milan prova a reagire, alza il ritmo e cerca di riaprire la partita, ma la difesa portoghese resiste senza troppi affanni.
Il raddoppio spegne definitivamente le speranze rossonere. Finisce 0-2: per il Milan, una serata decisamente da dimenticare.
Juventus 5 – NEC 0
Serata europea da applausi per la Juventus, che all’Allianz Stadium travolge il NEC con un rotondo 5-0. I bianconeri partono col turbo: al 9’ Nico Gonzalez approfitta di un’uscita incerta del portiere e apre le danze. Al 24’ Alajbegovic raddoppia con una conclusione dalla distanza, poi Woltemade cala il tris su rigore al 35’.
Nella ripresa la Juve gestisce, senza però togliere il piede dall’acceleratore: al 75’ Celik firma il poker e all’82’ Kolo Muani mette la ciliegina sulla torta. Cinque gol, cinque marcatori diversi e una notte europea davvero da ricordare.
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Addio a Mazzola, leggenda della grande Inter
Simbolo del calcio romantico, vinse 4 campionati, 2 Coppe Campioni e 2 Intercontinentali
A cura di Guglielmo Credentino
Il mondo del calcio piange una delle sue icone più lucenti ed eleganti. All’età di 83 anni si è spento Sandro Mazzola leggendario numero 10, bandiera assoluta dell’Inter e pilastro della Nazionale italiana.
A dare il triste annuncio è stato lo stesso club nerazzurro con una nota ufficiale: “È stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra”. Nato a Cassano d’Adda nel 1942, Sandro porta con sé fin da bambino un cognome monumentale e drammatico.
È il figlio di Valentino Mazzola, il capitano e simbolo del Grande Torino scomparso tragicamente nella secolare tragedia di Superga nel 1949. Crescere sotto l’ala di quel ricordo non era facile, ma Sandro, scoperto dal carisma di Benito “Veleno” Lorenzi e svezzato nelle giovanili da Giuseppe Meazza, ha saputo tracciare un percorso unico, trasformando quel peso in un’immensa spinta d’orgoglio.
Mazzola ha rappresentato l’essenza del romanticismo calcistico, legando la sua intera carriera professionistica a un solo colore: il nerazzurro. Dal suo debutto nel 1960 fino al ritiro nel 1977, ha collezionato 565 presenze e 160 gol, diventando l’alfiere sul campo della celeberrima Grande Inter di Helenio Herrera.
Memorabile la finale di Coppa dei Campioni del 1964 a Vienna, in cui una sua straordinaria doppietta stese il Real Madrid di Ferenc Puskás e Alfredo Di Stéfano, i suoi idoli d’infanzia.
Quella notte consacrò definitivamente il giovane Mazzola sulla scena internazionale, aprendo una stagione irripetibile di successi, emozioni e pagine leggendarie scritte con la maglia dell’Inter.
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Coppa Italia: ottavi di finale
A dicembre scontri molto interessanti, in campo tutte le grandi
A cura di Guglielmo Credentino
La Coppa Italia entra nel vivo e gli ottavi di finale promettono spettacolo. Le grandi del calcio italiano sono pronte a tornare in campo per conquistare un posto nei quarti, in sfide da dentro o fuori che non concedono distrazioni. Tra gli appuntamenti più attesi spicca Juventus-Sassuolo, mentre Inter-Genoa, Milan-Monza e Napoli-Fiorentina aggiungono ulteriore interesse al programma. Attenzione anche a Roma-Verona, Como-Cremonese, Bologna-Palermo e Atalanta-Udinese: partite all’apparenza facili. Otto sfide e una sola certezza: per continuare la corsa verso la finale serviranno concentrazione, carattere e, soprattutto, la capacità di gestire la pressione delle grandi occasioni. Buon calcio a tutti!
Prossimo turno – Ottavi, dicembre
| Partita | Data e ora |
|---|---|
| Milan – Monza | nd |
| Inter – Genoa | nd |
| Napoli – Fiorentina | nd |
| Atalanta – Udinese | nd |
| Juventus – Sassuolo | nd |
| Bologna – Palermo | nd |
| Roma – Verona | nd |
| Como – Cremonese | nd |
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AFL: Sydney Swans beaten
Grand Final will be played between Fremantle and Brisbane
A cura di Guglielmo Credentino
The Swans looked in control against Fremantle, leading by 21 points at three-quarter time, but the Dockers exploded late, kicking five unanswered goals to storm home 83-71 and book a Grand Final spot. At the MCG, Hawthorn produced a stunning final-quarter fightback, briefly hitting the lead, before Brisbane steadied through Hugh McCluggage and Kai Lohmann to win 131-122. Both thrillers delivered extraordinary comebacks, but Sydney and Hawthorn ultimately fell agonisingly short.
Ultimi risultati e finalissima
| Data | Partita | Risultato |
|---|---|---|
| 11/09/2026 | Fremantle – Geelong | 120–106 |
| 12/09/2026 | Brisbane – Adelaide | 144–91 |
| 18/09/2026 | Sydney Swans – Fremantle | 71–83 |
| 19/09/2026 | Hawthorn – Brisbane | 122–131 |
| 26/09/2026 | Fremantle – Brisbane | nd |
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NRL: Roosters and Knights move on
Cronulla Sharks and New Zealand the latest losers
A cura di Guglielmo Credentino
The Roosters produced a demolition job against Cronulla, racing away to a 46-10 victory after leading 18-10 at halftime.
Mark Nawaqanitawase scored twice, while James Tedesco was outstanding. At Eden Park, Newcastle stunned the Warriors 12-10 in a gripping thriller. Dom Young’s second-half try proved decisive, as Kalyn Ponga, Bradman Best and Fletcher Sharpe helped the Knights survive a frantic finish and reach the preliminary final.
The winner of the Preliminary Final will book a place in the Grand Final against Penrith.
Incontri Play-offs
| Data | Partita | Risultato |
|---|---|---|
| 19/09/2026 | Sydney Roosters – Cronulla | 46–10 |
| 20/09/2026 | New Zealand – Newcastle | 10–12 |
| 27/09/2026 | Sydney Roosters – Newcastle | nd |
| 4/10/2026 | Penrith – Vincente semifinale | nd |
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Europei Pallavolo: Italia batte Danimarca
Gli azzurri volano ai quarti di finale dove affronteranno la Finlandia
A cura di Guglielmo Credentino
È un’Italia che schiaccia, accelera e non fa sconti quella che sta attraversando l’Europeo di pallavolo. Gli azzurri di Ferdinando De Giorgi hanno iniziato la loro avventura con il piede giusto, trasformando la fase a gironi in una marcia quasi trionfale: cinque partite, cinque vittorie e primo posto nella Pool A con 14 punti.
Svezia, Grecia, Slovacchia e Repubblica Ceca sono cadute una dopo l’altra, mentre la Slovenia ha costretto Giannelli e compagni a sudare fino al tie-break: 3-2 e imbattibilità confermata. Un percorso che ha mostrato solidità, continuità e una squadra capace di mantenere alta la concentrazione anche nei momenti più delicati, qualità fondamentali nella fase decisiva del torneo.
Poi è arrivato il momento delle sfide senza appello. Agli ottavi, davanti al pubblico del PalaVela di Torino, l’Italia non ha lasciato spazio alla Danimarca: un secco 3-0, con parziali di 25-22, 25-16 e 25-11, che vale il pass per i quarti.
Gli azzurri hanno imposto ritmo e superiorità tecnica, chiudendo rapidamente la pratica e confermando le ambizioni maturate durante la prima fase.
E adesso arriva la Finlandia, capace di eliminare la Grecia al tie-break. Il prossimo appuntamento è fissato per il 24 settembre a Torino.
La corsa azzurra continua: il pallone scotta, il traguardo si avvicina e ogni set pesa sempre di più. In palio c’è un posto tra le migliori del torneo e l’Italia sa che da questo momento ogni errore può diventare decisivo.
Il cammino degli Azzurri
| Data | Partita | Risultato |
|---|---|---|
| 11 settembre | Italia – Svezia | 3–0 |
| 13 settembre | Grecia – Italia | 0–3 |
| 14 settembre | Italia – Slovacchia | 3–1 |
| 16 settembre | Repubblica Ceca – Italia | 1–3 |
| 18 settembre | Italia – Slovenia | 3–2 |
| 21 settembre, ottavi | Italia – Danimarca | 3–0 |
| 24 settembre, quarti | Italia – Finlandia | nd |
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MotoGP: Acosta vince in Austria poi Martin e terzo Marco Bezzecchi
In difficoltà Marc Marquez, solo quinto, che scivola a -12 dalla vetta del mondiale
A cura di Guglielmo Credentino
Pedro Acosta conquista in Austria la prima vittoria della sua carriera in una gara lunga della MotoGP, al termine di una corsa di cui ha prima preso il controllo per poi dominarla. Il pilota della Ktm ha preceduto le Aprilia di Jorge Martin e Marco Bezzecchi, protagonisti di un lungo duello per il secondo posto. Quarto Ai Ogura, quinto Marc Marquez, mentre Francesco Bagnaia chiude ottavo.
A caccia di rivincita dopo la caduta di ieri nella Sprint, Acosta si è portato in testa a metà gara, superando prima Bezzecchi e poi Martin, e da quel momento ha progressivamente aumentato il vantaggio. Lo spagnolo ha gestito senza particolari rischi l’ultimo giro, presentandosi al traguardo con oltre un secondo sulle due Aprilia.
Una prestazione costruita con ritmo costante e grande sicurezza, che gli ha permesso di controllare la fase decisiva della gara senza concedere occasioni concrete agli avversari. Il pilota spagnolo ha così trasformato una giornata iniziata con il desiderio di riscatto in un risultato destinato a segnare la sua stagione.
Martin ha così chiuso secondo, consolidando la leadership del Mondiale e portando a 12 punti il vantaggio su Marc Marquez. Bezzecchi, dal canto suo, ha provato fino alla fine ad attaccare il compagno di squadra, arrivando anche a pochi decimi, ma senza riuscire a completare il sorpasso.
Alle loro spalle, Ogura ha mantenuto la quarta posizione, mentre Marquez ha limitato i danni con il quinto posto. Bagnaia, invece, ha concluso ottavo dopo una gara lontana dalle posizioni di vertice.
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Sandro Mazzola il mito della grande Inter
A cura di Guglielmo Credentino
Il calcio italiano ha perso uno dei suoi più grandi protagonisti. Sandro Mazzola è morto a Milano all’età di 83 anni, lasciando un’eredità sportiva e umana che va ben oltre i colori della sua amata Inter. La sua scomparsa, avvenuta il 19 settembre 2026, ha suscitato profonda commozione nel mondo dello sport.
Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Sandro aveva portato sulle spalle fin da bambino un cognome importante. Ma, con il tempo, era riuscito a costruire una propria leggenda, diventando uno dei simboli più riconoscibili del calcio italiano.
La sua storia era soprattutto legata all’Inter, la squadra nella quale era entrato giovanissimo e con cui aveva disputato l’intera carriera professionistica. Con la maglia nerazzurra aveva vissuto gli anni straordinari della Grande Inter di Helenio Herrera, conquistando quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nella finale di Coppa dei Campioni del 1964 contro il Real Madrid, Mazzola aveva segnato una memorabile doppietta, contribuendo alla prima conquista europea dell’Inter.
Il suo talento, fatto di tecnica, velocità, intelligenza tattica e capacità realizzativa, lo aveva trasformato in un idolo per intere generazioni di tifosi. Nel 1965 era stato anche capocannoniere della Serie A, mentre nel 1971 aveva chiuso al secondo posto il Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruyff.
Con la Nazionale aveva collezionato 70 presenze e 22 gol, conquistando il Campionato Europeo del 1968 e raggiungendo la finale dei Mondiali del 1970 in Messico.
Proprio in quella Nazionale aveva condiviso il palcoscenico con Gianni Rivera, dando vita a quella che è passata alla storia come la celebre “staffetta”. Ma dietro la rivalità sportiva costruita dai giornali e dal calcio dell’epoca c’era un rapporto umano autentico. Dopo la morte dell’amico, Rivera ha ricordato semplicemente: «Eravamo amici». Mazzola aveva continuato a essere una presenza importante nel mondo del calcio anche dopo il ritiro, come dirigente e commentatore. La sua popolarità, però, non era mai venuta meno.
Anche lontano dal campo, aveva continuato a raccontare il calcio con passione, mantenendo un legame speciale con tifosi, colleghi e appassionati.
Per gli interisti resterà il volto della Grande Inter, il numero 10, il “Baffo” e soprattutto una bandiera. Per il calcio italiano, Sandro Mazzola resterà: un campione che aveva trasformato una maglia nerazzurra in una parte della propria vita e che, per generazioni di tifosi, era diventato semplicemente un mito.
