America’s Cup, Napoli accende la sfida: sette team nel Golfo

La seconda regata preliminare porta la grande vela nelle acque napoletane. Outteridge guida i campioni neozelandesi, mentre la città accompagna l’evento con la Vespucci e la musica di Edoardo Bennato.

A cura della redazione sportiva

Napoli si prepara a vedere le barche dell’America’s Cup volare sull’acqua. Sette team, il Golfo come campo di gara e una città che comincia a vivere da protagonista l’avvicinamento alla sfida del 2027: la seconda regata preliminare della Louis Vuitton 38ª America’s Cup porta equipaggi e appassionati nel capoluogo campano dal 24 al 27 settembre.

Si gareggerà sugli AC40, imbarcazioni monotipo sulle quali le capacità degli equipaggi e le scelte tattiche diventano decisive. Il programma prevede otto prove di flotta, seguite da una finale in gara unica tra le due barche meglio classificate. La regata servirà a misurare preparazione e avversari, senza incidere sulla classifica dell’appuntamento principale del 2027. Per il pubblico è previsto un villaggio a ingresso gratuito tra la Rotonda Diaz e via Francesco Caracciolo, con maxischermi e incontri con i velisti. Programma ufficiale dell’America’s Cup.

Tra i protagonisti più attesi c’è Nathan Outteridge, lo skipper australiano di Emirates Team New Zealand, chiamato a guidare i detentori del trofeo. Per lui Napoli significa anche tornare alle origini della propria esperienza nella competizione: il primo incontro con il mondo dell’America’s Cup risale alle World Series disputate qui nel 2012.

«Siamo stati accolti in modo fantastico dalla gente, il campo di regata è pazzesco», racconta Outteridge, sottolineando lo spettacolo della città osservata dal mare. Campione olimpico a Londra nel 2012, lo skipper parla con orgoglio della responsabilità ricevuta e della cultura del lavoro costruita dalla squadra neozelandese.

Dietro le immagini delle barche lanciate ad alta velocità c’è infatti una preparazione fatta soprattutto di confronto, analisi e riunioni. Outteridge spiega che gli equipaggi trascorrono molto più tempo a discutere come migliorare che a navigare. A Nisida il lavoro del team prosegue tra gli ultimi preparativi e la ricerca dei dettagli capaci di fare la differenza in regata.

Intanto, in piazza Vittoria è stato acceso il grande orologio del conto alla rovescia verso il 2027. Un altro appuntamento porterà una delegazione dei team a bordo della nave Amerigo Vespucci, ormeggiata alla Stazione Marittima, al Molo Beverello. Grazie alla collaborazione con Sport e Salute, sulla nave tornerà anche il trofeo dell’America’s Cup, simbolo di una competizione che attraversa generazioni di velisti.

La manifestazione avrà anche la voce di Edoardo Bennato. Il cantautore ha annunciato un’esibizione per i ragazzi dell’Istituto penale minorile di Nisida in occasione dell’apertura dell’evento. Canterà «L’Isola che non c’è», scegliendo un brano che, in quel luogo, assume un significato particolare: richiamare l’attenzione su un’isola e su giovani che troppo spesso rimangono lontani dallo sguardo pubblico.

Bennato firmerà inoltre musicalmente l’America’s Cup 2027 con l’inno ufficiale, scritto partendo proprio dal nome della competizione. Per l’artista, già protagonista di «Un’estate italiana» con Gianna Nannini ai Mondiali di calcio del 1990, sarà un nuovo incontro tra musica e grande sport.

Il suo coinvolgimento ha anche una dimensione personale. Cresciuto a Bagnoli, figlio di un operaio dell’Italsider, Bennato osserva sorgere gli hangar dei team in un territorio al quale resta profondamente legato. Nelle sue parole, l’attesa delle regate si accompagna alla speranza di una Bagnoli più bella: un futuro che il cantautore evoca attraverso l’immagine della sua «Bella addormentata», ancora in attesa di risvegliarsi.