di Pepe Escobar
L’Iran detiene un vantaggio schiacciante in termini di escalation rispetto agli Stati Uniti. È questa la tesi sostenuta da Pepe Escobar in un’analisi che ripercorre gli ultimi sviluppi della tensione tra Washington e Teheran.
Secondo l’autore, la risposta dell’IRGC agli attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani e alleati regionali rappresenterebbe un messaggio chiaro: qualsiasi ulteriore provocazione riceverà una risposta immediata e proporzionata, senza però sfociare necessariamente in una guerra totale.
Escobar sostiene che gli attacchi mirati contro infrastrutture e basi americane nella regione siano stati concepiti come strumenti di deterrenza, volti a dimostrare la capacità iraniana di colpire obiettivi strategici e di mettere in discussione la supremazia militare statunitense nel Golfo Persico.
L’articolo analizza inoltre il ruolo dello Stretto di Hormuz, considerato uno dei punti nevralgici del commercio energetico mondiale, e il crescente coordinamento tra Iran, Cina, Russia e altri attori regionali in un contesto geopolitico sempre più complesso.
Secondo questa lettura, la vera partita si gioca non solo sul piano militare, ma anche su quello economico, energetico e diplomatico, in un confronto che potrebbe ridefinire gli equilibri del Medio Oriente e dell’Asia occidentale.
