Sinner non si ferma più: Rublev ko, Roma sogna il ritorno di un italiano sul trono dopo 50 anni

Il Centrale del Foro Italico ormai lo sa: quando Jannik Sinner entra in campo, l’atmosfera cambia. Non è più soltanto una partita di tennis. È attesa, pressione, entusiasmo collettivo. È la sensazione che qualcosa di storico possa davvero accadere.

E il numero uno azzurro continua a rispondere presente.

Nei quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia, Sinner ha superato il russo Andrey Rublev con un netto 6-2, 6-4, conquistando la semifinale del Masters 1000 romano e firmando un altro record impressionante: 32 vittorie consecutive nei tornei Masters 1000, nessuno come lui nell’era moderna.

Un dominio costruito con lucidità, intensità e una freddezza che ormai sembra diventata il suo marchio di fabbrica.

Il match contro Rublev è durato un’ora e 32 minuti, ma la sensazione è che il controllo della partita sia stato quasi sempre nelle mani dell’azzurro. Sinner ha imposto subito il ritmo, togliendo il servizio al russo nel game iniziale del primo set e replicando il break nel settimo gioco per chiudere rapidamente sul 6-2.

Nel secondo parziale il copione sembrava identico. Ancora break immediato, ancora pressione costante da fondo campo, ancora Rublev costretto a rincorrere. Poi, improvvisamente, un piccolo passaggio a vuoto: Sinner ha ceduto il servizio, lasciando intravedere per qualche minuto la possibilità di una riapertura del match.

Ma è stato solo un episodio isolato.

L’altoatesino ha immediatamente ritrovato profondità, velocità e precisione, spegnendo ogni tentativo di rimonta del russo e chiudendo la sfida con la calma dei campioni veri.

A impressionare, oltre al risultato, è la continuità mentale. Anche nelle giornate meno brillanti, Sinner riesce comunque a vincere, adattandosi alle condizioni e gestendo i momenti complicati senza perdere lucidità.

Nel post partita lo stesso azzurro ha ammesso di non sentirsi al massimo:

“Non gioco per i record, ma per la mia storia.”

Una frase semplice, quasi fredda, che però racconta bene la mentalità di un giocatore ormai entrato in una dimensione diversa rispetto al resto del circuito.

Roma adesso sogna davvero.

L’ultimo italiano a vincere gli Internazionali fu Adriano Panatta nel 1976. Sono passati cinquant’anni. Mezzo secolo di attese, illusioni e occasioni sfumate. Oggi però il pubblico del Foro Italico sente che questa potrebbe essere la volta giusta.

In semifinale Sinner affronterà il vincente della sfida tra Daniil Medvedev e Martin Landaluce, in una partita che si preannuncia molto più complicata dal punto di vista tattico e mentale.

Ma la sensazione, sempre più evidente, è che ormai gli avversari scendano in campo contro Sinner sapendo di dover affrontare non soltanto il miglior giocatore del momento, ma una macchina quasi perfetta.

Intanto l’Italia del tennis continua a sorridere anche grazie a Luciano Darderi, che ha conquistato l’accesso alla semifinale battendo Rafael Jodar e ora aspetta Casper Ruud.

Roma sogna una doppia impresa azzurra.

E il Foro Italico, sera dopo sera, sembra trasformarsi sempre più nella casa di Jannik Sinner.