di Marco Testa
Melbourne è stata protagonista questa settimana dell’Area Meeting 2026 delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) per l’Asia e l’Australia, un evento di grande rilevanza strategica che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, imprenditori e membri della comunità italiana. Per due giorni, la città australiana è diventata un punto di incontro per il dialogo su priorità geopolitiche, cooperazione economica e innovazione tecnologica, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale.
L’incontro, ospitato dalla Italian Chamber of Commerce in Melbourne (ICCI Melbourne), ha aperto con il seminario “Strategic Priorities and Artificial Intelligence”, che ha visto i saluti istituzionali di figure chiave come Adrian Lo Giudice, Presidente ICCI Melbourne, Veronica Misciattelli, Segretaria Generale, il Console Generale Chiara Mauri, l’Ambasciatore Nicola Lener e il Senatore Francesco Giacobbe. Hanno partecipato anche il deputato Nicola Carè e i vertici di Assocamerestero, il Presidente Mario Pozza e il Segretario Generale Domenico Mauriello, sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e imprese italiane all’estero.
Il presidente Pozza ha evidenziato la vitalità dell’export Made in Italy, ricordando come l’Italia e l’Australia collaborino già nei settori dell’aerospazio, dell’energia verde e dell’idrogeno. “Le CCIE rappresentano ponti fondamentali tra l’Italia e i mercati internazionali — ha detto Pozza — sostenere le nostre imprese significa valorizzare le comunità italiane e costruire nuove alleanze su innovazione, transizione digitale e sviluppo sostenibile.”
Il focus sull’innovazione è proseguito con il panel “The GenAI Multiplier”, moderato dall’esperto Stefano Martinotti, con la partecipazione di specialisti come Mario Margotta (Vection Technologies), Giuseppe M.J. Barca (Monash University) e Richard Ralphsmith (DPR&CO). Il dibattito ha affrontato non solo le sfide tecnologiche, ma anche le implicazioni industriali, etiche e strategiche dell’intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di una governance capace di coniugare competitività, tutela del lavoro e centralità della persona.
Un elemento centrale emerso dal meeting è stato il ruolo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero come motore di internazionalizzazione e promozione dell’italianità. Come ha ricordato Francesco Giacobbe, “le Camere rappresentano una risorsa straordinaria: oltre 70 milioni di italiani nel mondo. Dai nostri genitori e nonni emigrati, che hanno diffuso lo stile di vita italiano contribuendo a plasmare società come quella australiana, ai nuovi professionisti italiani all’estero che dimostrano talento e genialità.
Le seconde e terze generazioni, anche nate fuori dall’Italia, ricoprono oggi ruoli decisionali in politica, imprese e università, diventando veri ambasciatori dell’italianità.” Giacobbe ha sottolineato la necessità di investire nell’internazionalizzazione, puntando su semplificazione, credito e integrazione tra reti diplomatiche, culturali e commerciali, per costruire una nuova stagione di cooperazione economica nell’Indo-Pacifico.
Oltre ai dibattiti strategici, l’incontro ha offerto momenti di networking tra i presidenti e delegati delle CCIE presenti in tutta la regione, rafforzando relazioni e sinergie tra il sistema camerale italiano nel mondo. “Voi siete molto più di rappresentanti istituzionali — ha dichiarato Carè — siete ponti vivi tra l’Italia e i mercati internazionali, tra le nostre imprese e le opportunità globali. Il Made in Italy non è solo un marchio, ma identità, qualità, cultura industriale e creatività.”
Il meeting ha anche ribadito il ruolo dell’Italia come protagonista nei mercati globali, capace di trasformare innovazione e relazioni internazionali in opportunità concrete per le imprese e le comunità italiane. La cooperazione tra Parlamento, imprese e reti camerali è stata indicata come chiave per consolidare il posizionamento strategico italiano nella regione Asia-Pacifico.
In conclusione, l’incontro ha confermato l’importanza delle CCIE come strumenti concreti di diplomazia economica e sviluppo internazionale, evidenziando il valore dell’italianità come asset strategico.
Melbourne ha così consolidato il proprio ruolo di hub per il dialogo tra Italia e Asia-Pacifico, mentre le Camere di Commercio Italiane all’Estero continuano a costruire ponti solidi tra imprese, istituzioni e comunità italiane nel mondo.
