di Pino Forconi
La politica non ha mai tremato: sono i politici che tremano. Quando viene a mancare il caviale e i toast Melba imburrati, allora cominciano a guardarsi intorno. “E mo’ che famo?”, direbbero a Roma. Tra una settimana, se ci fregano con il “SÌ”, ‘ndo s’attaccamo… il 27 barrato è già passato, e questo circola ogni morte di Papa. Sorge sempre un dubbio: ma sti quattro scavezzacolli, ti pare che non abbiano qualche asso nella manica da mettere sul piatto quando la tensione sale?
Il brutto di queste incertezze è che abbiamo davanti solo i burattini del sistema, ma chi regge veramente i fili è ben nascosto dietro i teloni di raso rosso. Da che mondo è mondo, in politica sono sempre esistiti i tre grossi gruppi del sistema: chi è di sinistra non lo smoverete mai dalle proprie idee, lo stesso dicasi per la destra; ma il terzo incomodo è quello che sta sempre al balcone o al mare e si sollazza nel guardare come gli altri due gruppi si scannano a vicenda. Sicuramente prenderanno una decisione, ma sempre all’ultimo momento e dopo essersi assicurati se potranno contare su una fetta della torta.
Analizzandoli, si può dedurre che molti di loro hanno in un certo modo seguito quello stornello romano che dice: “Bevevano i nostri padri? …E noi che figli siam, beviam, beviam, beviamo.” In altre parole, hanno seguito il pensiero dei loro padri, dei nonni e di ciò in cui credevano, ma non si sono minimamente interessati a osservare la realtà di molte situazioni odierne.
Basta dare uno sguardo alle boiate che si leggono sui social per capire quanta nullità e menefreghismo ci siano oggi tra la gente. Così facendo, abbiamo diviso l’Italia in due, se non in tre parti: il ricco, il povero e il “menefrego”. Ora capite perché alle Botteghe Oscure si lotta per il “NO”?
