Riparte manifattura della moda

A Canberra è stato presentato un piano decennale destinato a ridisegnare il futuro della produzione tessile e dell’abbigliamento in Australia. L’iniziativa, lanciata da Australian Fashion Council e dal marchio iconico R.M.Williams, prende il nome di National Manufacturing Strategy for Australian Fashion and Textiles 2026–2036 ed è la prima roadmap coordinata a livello nazionale per rafforzare la produzione locale nel settore della moda. La strategia è stata presentata presso Parliament House davanti a rappresentanti dell’industria, del mondo politico e delle istituzioni. Tra i sostenitori dell’iniziativa figurano i co-presidenti del gruppo parlamentare Parliamentary Friends of Australian Fashion & Textiles: Matt Burnell, Dai Le e Zoe McKenzie.

Il piano nasce dopo quasi un anno di consultazioni nazionali che hanno coinvolto oltre 300 stakeholder tra produttori, marchi, educatori e decisori politici. In totale sono state proposte più di mille iniziative per definire il futuro del comparto tessile, dell’abbigliamento e delle calzature, noto come settore TCF. L’urgenza dell’intervento è evidente: attualmente circa il 97 per cento dei capi di abbigliamento e dei prodotti tessili venduti in Australia viene fabbricato all’estero. Questa dipendenza espone il Paese alle turbolenze delle catene di approvvigionamento globali e alle instabilità del commercio internazionale.

Secondo il nuovo piano, invece di competere con la produzione di massa dei mercati offshore, l’Australia dovrebbe concentrarsi su una manifattura premium, sostenibile e tecnologicamente avanzata. Il Paese possiede infatti importanti vantaggi competitivi, a partire dalle sue fibre naturali: è uno dei maggiori produttori mondiali di lana e un importante esportatore di cotone, risorse che potrebbero sostenere una nuova filiera produttiva nazionale.