Scorrendo Facebook, mi sono trovato davanti a una notizia che mi ha lasciato senza parole. Ignazio Battaglia non c’è più. Un amico vero. Una di quelle persone che entrano nella tua vita senza rumore e ci restano con valore.Ci siamo conosciuti nei primi anni ’90, quando sono arrivato in Australia. E da allora sono rimasti tanti momenti, semplici ma profondi. Ricordo le ore in laboratorio con lui, mentre preparava creme e torciglioni fritti, con quella dedizione che solo chi ama davvero il proprio lavoro riesce a trasmettere. E poi i ricordi più belli… Virginia che mi aspettava in pasticceria dopo scuola, e lui che, con una naturalezza disarmante, le preparava una cotoletta per farla stare bene. Sono gesti piccoli, ma sono quelli che restano. Ieri, al Rosario, ho vissuto un momento che non dimenticherò. Ho aspettato per ultimo. Sentivo il bisogno di rivederlo. Mi sono fermato davanti a lui. Prima l’ho guardato nel suo insieme… poi il viso… e infine le mani.
Quelle mani, anche se gelide e immobili, erano le stesse mani che impastavano, che creavano, che stringevano con forza e amicizia vera. Le mani di Ignazio. Quelle mani mi sono rimaste impresse più del suo volto. Perché in quelle mani c’era tutto: il suo lavoro, la sua passione, la sua generosità. Quelle mani hanno fatto felici migliaia di persone con le sue creazioni, senza mai cercare riconoscimenti, ma semplicemente facendo ciò che sapeva fare meglio: dare. Guardandole lì, ferme, ho capito una cosa che forse dovremmo ricordarci più spesso. Il valore di quello che facciamo non sta solo nel momento in cui lo facciamo. Sta in ciò che lasciamo. Nel segno che rimane nelle persone.
Nei ricordi che continuano a vivere anche quando noi non ci siamo più. E questo vale per tutti noi. Per chi lavora con le mani. Per chi crea. Per chi serve gli altri ogni giorno. Perché non stiamo solo facendo un lavoro. Stiamo costruendo qualcosa che un giorno parlerà di noi.
Ignazio questo lo aveva capito, senza bisogno di dirlo.
E oggi, quelle mani ferme… continuano a raccontarlo meglio di qualsiasi parola.
Un abbraccio sincero alla sua famiglia.
Cav. Luigi De Luca OMRI
