Potevamo rifilarvi l’ennesima notizia di prima pagina copiata da uno dei tanti giornali italiani su Trump e lo stretto di Hormuz, come accade per le testate “normali”, ma noi di Allora! “normali” probabilmente non lo siamo mai stati. Oltre ad avere molte pagine da chiudere, come gli altri, cerchiamo di dare a questa testata un’anima e un cuore, proprio come la mamma ai propri figli.
Ogni settimana, a furia di stancarci, dopo le tante ore passate davanti allo schermo, finiamo quasi per non voler sentire parlare di Allora! Poi, quando lo vediamo uscire dalla stamperia, nelle pedane, tutto bello e impacchettato, ci sentiamo un po’ come la mamma che da alla luce un nuovo nascituro.
Davanti a quelle pagine stampate non vediamo più solo il lavoro, gli errori, le corse contro il tempo, ma vediamo qualcosa che ci somiglia, frutto di sacrifici.
Quasi come una madre, che osserva il proprio figlio e si chiede dove sia finito quel tempo in cui era solo un’idea, un’attesa, un battito sotto pelle, Allora! è esattamente questo, un’idea che ogni settimana prova a diventare corpo, voce, sguardo. A volte riesce meglio, a volte meno, ma non smette mai di provarci.
E allora, sì, auguri mamma! Non solo quella che ci ha messi al mondo, ma anche quella che ogni giorno, senza rumore, continua a tenere insieme pezzi di vita, pazienza e amore, anche quando nessuno se ne accorge, anche quando tutto sembra scontato.

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