Opera Gala Night

By Lorenzo Canu

At Sydney’s elegant Navarra Venue, Le Montage, 450 guests gathered in black tie for the annual gala dinner of the Italian Opera Foundation Australia, an institution that over nearly four decades has put together one of the most significant yearly cultural events for the Italian community in Australia.

Although founder Nick Scali was unable to attend following a minor accident earlier in the day, his presence was deeply felt throughout the evening. The foundation he built from the original Italian Opera Awards continues to champion young Australian operatic talent while celebrating the enduring legacy of Italian culture.

Guests included NSW Governor Her Excellency the Honourable Margaret Beazley, ambassadors from several nations and leading figures from Australia’s business and cultural worlds, reflecting the growing prestige of the foundation and the place Italian opera now occupies in Australia’s public life.

The musical highlight of the evening came from internationally acclaimed tenor Diego Torre, whose powerful performances of “La Donna è Mobile”, “O Sole Mio” and “Nessun Dorma” captivated the audience. Accompanied by pianist Glenn Amer, Torre brought both grandeur and warmth to the gala.

Italian Ambassador, His Excellency Dott. Nicola Lener gladly attended the event and described the occasion as a bridge between generations, while soprano Natalie Aroyan offered a personal testimony to the foundation’s impact, recalling how an IOFA scholarship helped launch her international career.

Elegant and forward-looking, the evening celebrated not only opera, but the broader future of Italian culture in Australia.

Le Montage, venerdì sera. Quattrocentocinquanta ospiti in abito da sera hanno riempito la sala di Lilyfield per il gala dinner annuale dell’Italian Opera Foundation Australia, una serata che nel corso di 37 anni è cresciuta da un modesto riconoscimento culturale a uno degli appuntamenti più attesi nel calendario della comunità italiana in Australia.

Il fondatore della Foundation, Nick Scali, non era in sala. A 93 anni, e dopo un piccolo incidente avvenuto nel corso della giornata, ha inviato il suo affetto da lontano. La sua assenza si è sentita, ma l’istituzione che ha costruito nel 2007 a partire dall’Italian Opera Award che presiedeva dal 1987 era presente in ogni momento della serata. Il presidente Dr Joseph Rizk AM, anche Managing Director e CEO di Arab Bank Australia, ha accolto la sala stabilendo il tono della serata: una celebrazione non solo dell’opera italiana, ma delle giovani voci australiane che la Foundation esiste per sostenere.

Il mondo diplomatico era particolarmente presente, gli ambasciatori d’Italia, Libano, Egitto, Zimbabwe e Costa Rica tra gli ospiti, insieme alla Governatrice del New South Wales, Sua Eccellenza The Honourable Margaret Beazley AC KC. La presenza diplomatica aveva una sua eloquenza, dimostrando la portata di questa Foundation, e sul posto che la cultura italiana occupa nella vita pubblica australiana. “Una serata che celebra l’eccellenza nell’opera, nella cultura e nello spirito di comunità,” ha detto il board member Dr Frank Alafaci.

Il cuore musicale della serata era Diego Torre. Nato a Città del Messico e artista principale da molti anni di Opera Australia, Torre ha portato la sua voce nei grandi teatri d’Europa, delle Americhe e dell’Asia. All’inizio della carriera ha sostituito Plácido Domingo a Los Angeles Opera. Venerdì sera, a Le Montage, ha aperto con La Donna è Mobile dal Rigoletto di Verdi, accompagnato al pianoforte da Glenn Amer, direttore del consiglio dell’IOFA e musicista la cui carriera abbraccia la Australian National Academy of Music e Opera Australia. Il board director Comm. Lyndon Terracini AM OSI, presentando Torre, ha ricordato che Verdi era così convinto che l’aria sarebbe diventata immediatamente popolare da tenerla nascosta al tenore fino al giorno prima della prima, temendo che venisse cantata per le strade prima ancora che si alzasse il sipario. Fu, com’è noto, un successo immediato.

Torre ha poi eseguito O Sole Mio e, a chiudere la serata, Nessun Dorma. La Governatrice, parlando in precedenza, aveva descritto la sua voce come quella di un arcangelo, aggiungendo che lo avrebbe ascoltato di nuovo la sera seguente in una produzione completa. Ha offerto anche quella che forse è la sintesi più precisa dell’occasione: “Italian opera is essentially a tautological phrase. You can’t have one without the other.”

L’ambasciatore italiano Nicola Lener, quattro mesi dopo il suo insediamento in Australia e già nominato Patron Onorario della Foundation, ha inquadrato il gala in termini che andavano oltre la celebrazione. La serata, ha detto, testimonia lo sforzo di passare il testimone alle nuove generazioni, e riflette il valore universale dell’opera, formalmente riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel 2023. Natalie Aroyan, vincitrice della borsa di studio IOFA nel 2009, è salita sul palco a dare corpo a quella promessa. Cantante armeno-australiana, aveva usato la borsa per recarsi in Italia e studiare con Mirella Freni, una delle soprani più importanti del Novecento. 

“Questa borsa di studio mi ha dato qualcosa di molto più grande del sostegno economico,” ha detto. “Mi ha dato la fiducia.” Da allora ha cantato ruoli da protagonista al Sydney Opera House. Tredici cantanti hanno percorso strade simili grazie alle borse dell’IOFA negli anni. L’asta, la lotteria, un montepremi complessivo superiore ai 16.000 dollari: tutto ha alimentato lo stesso scopo. 

Una serata elegante, con uno sguardo al futuro della cultura e dell’opera italiane.