Instabilità politica e finanze pubbliche: Londra osservata speciale dei mercati
Secondo Patrick Jenkins del Financial Times, il Regno Unito starebbe vivendo una progressiva “italianizzazione” delle proprie finanze pubbliche e della propria instabilità politica.
Un paragone che fino a pochi anni fa sarebbe apparso impensabile. Per decenni Londra è stata considerata sinonimo di stabilità istituzionale, affidabilità fiscale e credibilità finanziaria. Oggi invece i mercati iniziano a guardare al Regno Unito con le stesse preoccupazioni che storicamente accompagnavano l’Italia.
Negli ultimi dieci anni Downing Street ha visto alternarsi rapidamente leader e governi: da Theresa May a Boris Johnson, passando per Liz Truss, Rishi Sunak fino all’attuale premier Keir Starmer.
Una volatilità politica che, secondo Jenkins, si riflette inevitabilmente anche sulla percezione della solidità economica britannica.
Gilt britannici sotto pressione: cresce la sfiducia degli investitori
L’episodio simbolo resta il caos finanziario provocato dal mini-budget di Liz Truss nel 2022, che fece impennare i rendimenti dei titoli di Stato britannici.
Oggi la situazione resta fragile. I rendimenti dei gilt trentennali britannici hanno raggiunto livelli superiori al 5,8%, alimentati dalle incertezze politiche interne, dalle tensioni inflazionistiche globali e dalle paure legate al rallentamento economico.
Patrick Jenkins evidenzia inoltre un altro elemento che avvicina Londra a Roma: la crescente dipendenza dagli investitori stranieri.
Circa un terzo dei titoli di Stato britannici è ormai detenuto all’estero, rendendo il Regno Unito più vulnerabile agli shock finanziari internazionali e ai cambiamenti di umore dei mercati.
Il paradosso italiano: Meloni e Giorgetti rassicurano i mercati
Nel frattempo, osserva il Financial Times, l’Italia sta vivendo una fase opposta rispetto alla propria tradizione recente.
Il governo guidato da Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti viene percepito dagli investitori come relativamente stabile e disciplinato sul piano fiscale.
Un dato simbolico colpisce particolarmente gli osservatori internazionali: oggi i rendimenti dei titoli di Stato italiani a lungo termine risultano inferiori rispetto a quelli britannici.
Uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato quasi impossibile.
Nigel Farage, Reform UK e il timore di nuove turbolenze
L’analisi di Jenkins si conclude con un avvertimento politico.
I mercati sembrano preoccuparsi soprattutto di una possibile svolta a sinistra del governo britannico, ma sottovalutano — secondo il Financial Times — i rischi legati all’ascesa di movimenti populisti come Nigel Farage e Reform UK.
Il parallelo evocato è quello dell’Italia del 2018, quando le tensioni politiche legate alle posizioni di Matteo Salvini fecero schizzare i rendimenti dei BTP e alimentarono forti timori sulla stabilità finanziaria del Paese.
Per Patrick Jenkins, il messaggio è chiaro: nessuna economia avanzata può considerarsi immune quando instabilità politica, deficit pubblici e sfiducia dei mercati iniziano ad alimentarsi a vicenda.
