Per diciannove anni l’Italia ha vissuto con una verità giudiziaria che sembrava definitiva Alberto Stasi colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi
Una sentenza passata attraverso processi assoluzioni condanne ribaltamenti mediatici dibattiti televisivi libri speciali televisivi e anni di scontri tra innocentisti e colpevolisti
Ora però qualcosa sta cambiando davvero
Perché la nuova analisi depositata dalla Procura di Pavia e riportata da Luigi Grimaldi potrebbe rappresentare molto più di un semplice dettaglio tecnico Potrebbe demolire uno dei pilastri centrali della condanna di Alberto Stasi
Il punto non è marginale Il punto è il tempo
Secondo la ricostruzione definitiva della sentenza l’omicidio sarebbe avvenuto in una finestra strettissima tra le 9 12 e le 9 35 del mattino Il tempo necessario secondo i giudici perché Stasi potesse uscire raggiungere casa Poggi uccidere Chiara ripulirsi e tornare davanti al suo computer acceso alle 9 35
Quella finestra temporale è stata per anni uno dei cardini della condanna
Adesso però entra in scena la scienza
La Procura di Pavia ha affidato una nuova consulenza alla professoressa Cristina Cattaneo una delle massime autorità italiane in medicina legale La nuova analisi riguarda il contenuto gastrico di Chiara Poggi conservato congelato dal 2007 e mai realmente approfondito sotto questo profilo investigativo
Ed è qui che emerge il dato devastante
Secondo la consulenza la morte sarebbe avvenuta almeno trenta minuti dopo l’inizio della colazione e potenzialmente anche molto più tardi
Tradotto in termini semplici significa che Chiara Poggi alle 9 45 era ancora viva
E se alle 9 35 Alberto Stasi era già documentato davanti al computer a casa sua distante circa un chilometro e mezzo allora la ricostruzione temporale utilizzata per condannarlo entra in una crisi enorme
Qui non si parla di cavilli
Qui si parla di compatibilità fisica tra orari spostamenti attività biologica e dati oggettivi
La sensazione inquietante è che per anni ci si sia concentrati più sulla necessità di trovare un colpevole che sulla ricerca rigorosa della verità assoluta
Il caso Garlasco è diventato nel tempo uno dei simboli più controversi della giustizia italiana moderna proprio perché attorno a questa vicenda si sono accumulate ombre contraddizioni perizie discordanti errori investigativi fughe mediatiche e processi paralleli celebrati nei salotti televisivi
E oggi quella sensazione ritorna con forza
Perché la domanda inevitabile è una sola
Com’è possibile che un elemento biologico così importante sia rimasto praticamente congelato per diciannove anni senza che nessuno approfondisse davvero il suo potenziale investigativo
Se questa nuova consulenza verrà confermata il problema non riguarderà soltanto Alberto Stasi
Il problema riguarderà l’intero sistema investigativo e giudiziario italiano
Perché significherebbe che una condanna definitiva è stata costruita su una ricostruzione temporale forse incompatibile con la realtà scientifica
Ed è qui che entra il tema più delicato
In Italia troppo spesso le grandi inchieste mediatiche sembrano trasformarsi in una corsa contro il tempo per chiudere il caso tranquillizzare l’opinione pubblica e consegnare rapidamente un colpevole ai titoli dei giornali
Ma la giustizia non dovrebbe funzionare così
La giustizia dovrebbe avere un solo obiettivo arrivare alla verità anche quando è scomoda anche quando obbliga a rimettere tutto in discussione anche quando significa ammettere che qualcosa è stato sbagliato
Per questo l’analisi pubblicata da Luigi Grimaldi e Grimaldi Press non può essere liquidata con superficialità
Perché al di là delle posizioni personali sul caso Stasi ciò che emerge oggi è un dubbio enorme su come furono condotte certe indagini e su quanto alcune conclusioni investigative possano essere state costruite in modo fragile approssimativo e forse persino superficiale
E quando una persona è stata condannata definitivamente la superficialità non dovrebbe mai essere ammessa
Perché la giustizia senza certezza rischia di diventare soltanto una gigantesca scommessa sulla vita delle persone
