Modena si è svegliata nel terrore dopo uno degli episodi più drammatici degli ultimi anni nel cuore del centro storico. Un’auto lanciata a folle velocità ha travolto nel pomeriggio diversi pedoni in via Emilia Centro, seminando panico, sangue e devastazione tra passanti e turisti. Il bilancio provvisorio è pesantissimo: otto feriti, quattro dei quali in gravissime condizioni. Una donna di 55 anni ha perso entrambe le gambe dopo essere stata schiacciata contro la vetrina di un negozio.
Alla guida dell’auto, secondo quanto riferito dagli investigatori, c’era Salim El Koudri, residente in provincia di Modena e laureato in economia. L’uomo è stato fermato dopo un tentativo di fuga durante il quale avrebbe anche accoltellato un cittadino che cercava di bloccarlo.
La dinamica: auto sul marciapiede a circa 100 km orari
Secondo le prime ricostruzioni e le immagini delle telecamere di videosorveglianza, l’auto proveniente da largo Garibaldi avrebbe improvvisamente sterzato verso il marciapiede accelerando violentemente, travolgendo i passanti prima di schiantarsi contro la vetrina del negozio Dallari Abbigliamento. Diversi testimoni parlano di una velocità “vicina ai 100 chilometri orari”.
“Abbiamo visto le persone volare”, raccontano alcuni presenti. Altri descrivono scene apocalittiche, con urla, corpi a terra e sangue ovunque.
L’impatto più devastante ha coinvolto una donna rimasta incastrata contro la vetrina. Le sue condizioni sono disperate.
La fuga con il coltello e il coraggio dei cittadini
Dopo lo schianto, El Koudri sarebbe uscito dall’auto armato di coltello tentando di fuggire tra le vie del centro. Ed è qui che la tragedia avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di ancora peggiore.
A fermarlo non sono stati soltanto gli agenti intervenuti sul posto, ma soprattutto un gruppo di cittadini che lo ha inseguito mettendo a rischio la propria vita. Tra loro Luca Signorelli, ferito durante la colluttazione.
“Mi ha colpito con due fendenti, uno alla testa e uno vicino al cuore. Poi gli ho bloccato il polso e lo abbiamo neutralizzato”, ha raccontato ancora sanguinante ai cronisti.
Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha ringraziato pubblicamente i cittadini intervenuti definendoli “eroi civici”.
Meloni e Salvini: “Gesto gravissimo”
La vicenda ha immediatamente assunto anche una dimensione politica nazionale.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di un fatto “gravissimo”, esprimendo vicinanza ai feriti e alle famiglie delle vittime.
“Ringrazio i cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e le forze dell’ordine per il loro intervento”, ha dichiarato la premier, confermando di essere in contatto diretto con il sindaco e con le autorità.
Durissimo anche il commento del vicepremier Matteo Salvini, che sui social ha pubblicato nome e cognome dell’uomo fermato definendolo “criminale di seconda generazione” e parlando di “delitto infame”.
Parole destinate inevitabilmente ad alimentare il dibattito politico su sicurezza, immigrazione, integrazione e gestione del disagio mentale.
Le indagini: gesto deliberato o follia?
Gli investigatori della Polizia di Stato stanno cercando di capire se si sia trattato di un attentato deliberato, di un gesto legato a instabilità psichica o di un’azione compiuta sotto effetto di sostanze.
Le prime verifiche, secondo fonti investigative, non avrebbero evidenziato collegamenti con ambienti estremisti o radicalizzati. Emergono invece precedenti cure psichiatriche e segnali di forte instabilità mentale.
Resta però un elemento inquietante: secondo diversi testimoni e secondo il sindaco stesso, dalle immagini delle telecamere sembrerebbe che l’uomo abbia puntato volontariamente il marciapiede.
Mattarella: “Grazie ai cittadini”
Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo quanto riferito da fonti del Quirinale, ha telefonato al sindaco di Modena per esprimere vicinanza alla città e ringraziare personalmente i cittadini che hanno fermato il responsabile.
Una città ferita
Quella di oggi non è soltanto una tragedia stradale.
È una ferita profonda nel cuore di una città tranquilla, colpita improvvisamente dalla violenza nel luogo più simbolico della vita quotidiana: il centro storico, le passeggiate del sabato, i negozi, le famiglie.
Le immagini dell’auto distrutta contro la vetrina, dei soccorritori che corrono tra le urla e dei cittadini che inseguono un uomo armato resteranno impresse a lungo nella memoria collettiva di Modena.
E mentre la Procura cerca di fare luce sulle motivazioni del gesto, una domanda resta sospesa sopra la città: come è potuto accadere tutto questo?
