La governatrice della Reserve Bank of Australia (RBA), Michele Bullock, ha escluso che l’economia australiana stia affrontando il rischio di una pericolosa spirale tra salari e inflazione, una delle principali preoccupazioni che aveva caratterizzato il dibattito economico negli anni successivi alla pandemia.
Intervenendo davanti a una commissione parlamentare, Bullock ha risposto in modo netto alle domande del senatore dei Verdi Nick McKim, che chiedeva se la banca centrale fosse ancora preoccupata che gli aumenti salariali potessero alimentare una nuova ondata inflazionistica.
«Non sono preoccupata per una spirale salari-prezzi. No», ha dichiarato senza esitazioni la governatrice della banca centrale australiana.
Una delle grandi paure del post-Covid
Negli anni immediatamente successivi alla pandemia, la Reserve Bank aveva più volte lanciato l’allarme sulla possibilità che l’aumento dei salari potesse innescare un ciclo pericoloso.
Lo scenario temuto era quello in cui i lavoratori chiedessero stipendi più elevati per compensare il caro vita, mentre le imprese trasferissero tali costi sui prezzi finali, alimentando ulteriore inflazione e generando nuove richieste salariali.
Oggi, però, la situazione appare molto diversa.
Secondo Bullock, i dati economici attuali non mostrano segnali di una dinamica di questo tipo, offrendo un messaggio rassicurante sia ai mercati sia alle famiglie australiane.
Nessun allarme sul bilancio federale
La governatrice ha affrontato anche un altro tema centrale del dibattito politico: l’impatto del recente bilancio federale presentato dal governo Albanese.
Negli ultimi mesi diversi economisti e partiti dell’opposizione avevano sostenuto che alcune misure di spesa pubblica potessero aumentare la domanda interna e quindi esercitare nuove pressioni inflazionistiche.
Bullock ha però chiarito che, secondo le analisi della Reserve Bank, il budget non sta generando un aumento della domanda aggregata superiore alle previsioni.
«C’è una certa quantità di domanda pubblica già incorporata nelle nostre previsioni economiche. Da quello che osserviamo, non vediamo ulteriore domanda pubblica aggiuntiva», ha spiegato.
Cosa significa per i tassi d’interesse
Le dichiarazioni della governatrice vengono interpretate dagli analisti come un segnale positivo per le prospettive dei tassi d’interesse.
Se infatti la banca centrale ritiene che i salari non rappresentino una minaccia per l’inflazione e che il bilancio federale non stia surriscaldando l’economia, diminuiscono le probabilità di nuovi aumenti del costo del denaro.
Molti osservatori ritengono che la RBA stia ormai concentrando la propria attenzione sul rallentamento della crescita economica e sulla tenuta del mercato del lavoro piuttosto che sul rischio di una nuova fiammata inflazionistica.
Un messaggio importante per famiglie e imprese
Le parole di Michele Bullock arrivano in un momento particolarmente delicato per milioni di australiani che continuano a fare i conti con il costo della vita, i mutui elevati e le incertezze economiche globali.
Il messaggio della banca centrale è chiaro: l’inflazione resta sotto osservazione, ma al momento non esistono segnali che gli aumenti salariali stiano alimentando una nuova emergenza economica.
Una valutazione che potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia dei consumatori e delle imprese nei prossimi mesi, mentre l’economia australiana cerca di consolidare il percorso verso una crescita più stabile e sostenibile.
