Strage di Bondi Junction, il governo del NSW accoglie tutte le raccomandazioni dell’inchiesta

Interventi su salute mentale, coordinamento delle emergenze, sicurezza nei luoghi affollati e formazione dei soccorritori. Undici raccomandazioni accolte integralmente, due in linea di principio

Il governo del New South Wales ha annunciato che darà seguito a tutte le raccomandazioni di propria competenza formulate al termine dell’inchiesta coroniale sulla strage del Westfield Bondi Junction.

La decisione arriva sei mesi dopo la pubblicazione delle conclusioni sull’attacco del 13 aprile 2024, quando Joel Cauchi uccise sei persone e ne ferì altre dieci all’interno del centro commerciale di Sydney.

Le vittime furono Yixuan Cheng, Faraz Tahir, Jade Young, Pikria Darchia, Dawn Singleton e Ashlee Good.

Cauchi, descritto durante l’inchiesta come affetto da una grave condizione psicotica, venne ucciso dalla polizia meno di sei minuti dopo l’inizio dell’aggressione.

Nel corso di cinque settimane di udienze, svoltesi nel 2025, la coroner del New South Wales Teresa O’Sullivan ha ascoltato familiari delle vittime, rappresentanti delle forze dell’ordine, operatori sanitari, specialisti della salute mentale e responsabili dei servizi di emergenza.

L’obiettivo era ricostruire quanto accaduto, individuare le carenze nei sistemi di assistenza e sicurezza e stabilire quali cambiamenti fossero necessari per prevenire o affrontare più efficacemente tragedie simili.

La coroner ha formulato complessivamente 23 raccomandazioni. Tredici erano rivolte direttamente al governo statale, a NSW Ambulance e al commissario della NSW Police Force.

Il governo ha comunicato di sostenerne undici integralmente e due in linea di principio.

Salute mentale, più continuità nell’assistenza

Una parte rilevante delle raccomandazioni riguarda il sistema pubblico di salute mentale, con particolare attenzione alle persone affette da patologie gravi e complesse.

NSW Health dovrà valutare l’impatto della riduzione dei servizi territoriali di assistenza psichiatrica, l’aumento della domanda e le risorse necessarie per rafforzare la presa in carico nelle comunità.

Dovrà inoltre essere predisposto un rapporto completo sulle possibili soluzioni per migliorare il sistema e garantire maggiore continuità delle cure.

La coroner ha raccomandato anche che i medici dei centri sanitari comunitari abbiano accesso a linee guida aggiornate sulla progressiva sospensione dei farmaci psicotropi e sui rischi legati all’interruzione delle terapie.

Accolta in linea di principio anche la richiesta di creare strutture abitative temporanee nella Greater Sydney per persone con problemi di salute mentale e senza una sistemazione stabile, insieme a soluzioni di lungo periodo.

Il governo ha indicato come riferimenti programmi già esistenti, tra cui Habilis, HAVEN e Pathways to Community Living.

La ministra della Salute mentale Rose Jackson ha sottolineato che l’inchiesta ha mostrato la necessità di un sistema accessibile, coordinato e capace di assistere persone con esigenze particolarmente complesse.

Operatori sanitari al fianco della polizia

Tra le misure sostenute figura l’ampliamento dei modelli di intervento congiunto tra agenti di polizia e professionisti specializzati nella gestione delle crisi psichiatriche.

Il governo ha già confermato che, in un numero crescente di emergenze legate alla salute mentale, saranno gli operatori sanitari a intervenire direttamente, riducendo il ricorso automatico alla polizia.

È stato inoltre istituito un gruppo di lavoro con la partecipazione delle forze di polizia del New South Wales e del Queensland e del Royal Australian and New Zealand College of Psychiatrists.

Il gruppo dovrà valutare quale ruolo possano avere gli psichiatri nelle procedure per stabilire l’idoneità di una persona a ottenere una licenza per il possesso di armi.

Coltelli e controlli nei luoghi affollati

Alla luce dell’interesse manifestato da Cauchi per i coltelli e del loro utilizzo durante l’attacco, la coroner ha raccomandato di monitorare l’efficacia delle norme che consentono alla polizia di effettuare controlli con metal detector portatili.

Il governo del New South Wales ha già aumentato le pene per i reati commessi con coltelli e ampliato i poteri della polizia in materia di scansione e controllo.

Sarà ora valutata l’estensione di queste operazioni anche ai grandi luoghi di intrattenimento e ad altre aree particolarmente affollate, previa dichiarazione delle autorità competenti.

La campagna “Escape. Hide. Tell”

Il governo ha accolto anche la proposta di realizzare una campagna pubblica denominata “Escape. Hide. Tell”, traducibile in “Scappa, nasconditi, avvisa”.

L’iniziativa dovrà fornire alla popolazione indicazioni semplici e immediate su come comportarsi in presenza di un aggressore armato.

Le agenzie statali lavoreranno a una strategia di comunicazione a breve, medio e lungo termine, destinata a essere diffusa nei luoghi pubblici, nelle scuole, nei grandi centri commerciali e attraverso i principali mezzi di informazione.

Nuove procedure per ambulanze e soccorritori

Numerose raccomandazioni riguardano NSW Ambulance e il coordinamento operativo durante le emergenze con molte vittime.

Tra le misure già introdotte figura l’utilizzo dell’acido tranexamico, un farmaco impiegato per contrastare le emorragie gravi, ora incluso nelle dotazioni e nelle procedure dei paramedici.

È inoltre in fase di revisione finale il piano di risposta ai grandi incidenti. Il nuovo sistema dovrà chiarire i ruoli dei comandanti, le responsabilità operative, le strutture di comando e i percorsi di formazione.

È prevista anche l’introduzione di pettorine identificative più visibili per distinguere immediatamente i responsabili e le diverse funzioni presenti sul luogo di una tragedia.

NSW Ambulance ha inoltre completato una valutazione accelerata delle capacità della propria unità per le operazioni speciali, migliorando diversi moduli di intervento.

Un comando comune nelle grandi emergenze

Uno dei punti centrali riguarda la creazione di un quadro condiviso per la gestione delle grandi emergenze.

La coroner ha chiesto l’istituzione di un gruppo di lavoro urgente con rappresentanti dei diversi servizi statali, incaricato di sviluppare procedure operative comuni per gli interventi che coinvolgono contemporaneamente più agenzie.

Tra gli strumenti esaminati vi è il cosiddetto “triage dei dieci secondi”, un metodo rapido per valutare le condizioni delle persone ferite e stabilire le priorità di soccorso.

NSW Ambulance ha completato la revisione della validità clinica e delle possibilità di integrazione di questo strumento.

Polizia e servizio ambulanze dovranno inoltre riesaminare congiuntamente i sistemi di comunicazione radio utilizzati durante i grandi incidenti, individuando eventuali problemi e possibili miglioramenti.

Sarà valutata anche l’introduzione di una rescue task force, una squadra specializzata in grado di operare in scenari ancora pericolosi per raggiungere e assistere più rapidamente le persone ferite.

Il ricordo delle sei vittime

L’Attorney-General del New South Wales, Michael Daley, ha ringraziato Teresa O’Sullivan per il lavoro svolto e per la sensibilità dimostrata nei confronti delle famiglie.

Daley ha ricordato che le conseguenze della tragedia continueranno ad accompagnare per sempre i familiari delle vittime, i sopravvissuti e tutte le persone coinvolte nell’attacco.

L’accoglimento delle raccomandazioni rappresenta ora soltanto l’inizio della fase operativa.

Il governo sarà chiamato a trasformare le conclusioni dell’inchiesta in interventi concreti, verificabili e capaci di rendere più efficace il sistema di salute mentale, più sicuri i luoghi pubblici e più rapida la risposta dei soccorritori.

Per le famiglie di Yixuan Cheng, Faraz Tahir, Jade Young, Pikria Darchia, Dawn Singleton e Ashlee Good, nessuna riforma potrà cancellare quanto accaduto.

Potrà però contribuire a impedire che le fragilità e gli errori emersi durante l’inchiesta si ripetano.