Andrea Purgatori, quattro medici rinviati a giudizio: processo al via il 12 gennaio 2027

Contestato il reato di omicidio colposo. I familiari: “Nella gestione sanitaria sono stati commessi gravi errori”

A oltre tre anni dalla morte del giornalista e autore televisivo Andrea Purgatori, arriva una svolta giudiziaria destinata a riaccendere il dibattito sul caso. Il giudice per l’udienza preliminare di Roma, Paola Petti, ha disposto il rinvio a giudizio di quattro medici che ebbero in cura il giornalista, deceduto il 19 luglio 2023 all’età di 70 anni.

Il processo inizierà il 12 gennaio 2027. Agli imputati viene contestato il reato di omicidio colposo.

Sul banco degli imputati compariranno il radiologo Gianfranco Gualdi, il suo assistente Claudio Di Biasi, la neuroradiologa Maria Chiara Colaiacomo e il cardiologo Guido Laudani.

Le accuse della Procura

Secondo la Procura di Roma, supportata dalle consulenze medico-legali acquisite nel corso delle indagini, il quadro clinico di Purgatori sarebbe stato interpretato in modo errato.

Pur convivendo da tempo con un tumore polmonare, il giornalista avrebbe avuto, secondo gli esperti incaricati dagli inquirenti, una prospettiva di vita significativamente più lunga rispetto a quella che si concretizzò.

L’accusa sostiene che furono diagnosticate metastasi cerebrali che in realtà non erano presenti, mentre sarebbero state sottovalutate altre patologie potenzialmente curabili. Tra queste, un’endocardite infettiva che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe provocato il decesso.

Gli investigatori ritengono che la malattia cardiaca avrebbe potuto essere trattata con una tempestiva terapia antibiotica, evitando l’evoluzione fatale del quadro clinico.

“Imperizia, negligenza e imprudenza”

Nel capo d’imputazione si fa riferimento a presunti comportamenti caratterizzati da:

  • imperizia;
  • negligenza;
  • imprudenza.

La Procura attribuisce particolare rilevanza alla lettura della risonanza magnetica effettuata l’8 maggio 2023, circa due mesi prima della morte del giornalista.

Secondo gli inquirenti, l’esame non sarebbe stato refertato correttamente, contribuendo a indirizzare il percorso terapeutico verso cure ritenute non adeguate rispetto alla reale condizione clinica del paziente.

La perizia: “Una catastrofica sequela di errori e omissioni”

Uno degli elementi centrali dell’inchiesta è rappresentato dalla perizia medico-legale disposta nel corso delle indagini.

Nel documento si parla di una “catastrofica sequela di errori e omissioni”, una definizione che ha avuto un peso significativo nella decisione di procedere nei confronti dei professionisti coinvolti.

Il giudice ha inoltre respinto le diverse eccezioni preliminari presentate dalle difese, ritenendo sufficienti gli elementi raccolti per celebrare il processo.

La soddisfazione della famiglia

La denuncia che ha dato origine all’indagine era stata presentata dai figli di Andrea Purgatori subito dopo la morte del giornalista, assistiti dagli avvocati Michele Gentiloni e Alessandro Gentiloni Silveri.

Dopo la decisione del GUP, l’avvocato Alessandro Gentiloni Silveri ha espresso soddisfazione per il rinvio a giudizio:

“Massima soddisfazione per il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e delle cliniche private. Una decisione che conferma la convinzione che nella gestione sanitaria di Andrea Purgatori siano stati commessi a diversi livelli gravi errori”.

Un processo destinato a fare chiarezza

Il procedimento che prenderà il via nel gennaio 2027 dovrà stabilire se gli errori contestati abbiano effettivamente inciso sul decorso della malattia e sulla morte del giornalista.

Sarà il dibattimento a chiarire le responsabilità individuali dei medici coinvolti e a verificare se le presunte omissioni diagnostiche e terapeutiche abbiano privato Andrea Purgatori di concrete possibilità di sopravvivenza.

La vicenda continua a suscitare forte attenzione nell’opinione pubblica italiana, sia per il profilo professionale di Purgatori, storico giornalista d’inchiesta e volto televisivo, sia per le delicate questioni legate alla responsabilità medica e alla corretta gestione dei pazienti oncologici.

Fonte: Procura di Roma, atti dell’udienza preliminare e dichiarazioni dei legali della famiglia Purgatori.