Esordio da record per Boresight, la società australiana specializzata nella produzione di droni per l’addestramento militare, che ha chiuso la sua prima giornata di contrattazioni all’Australian Securities Exchange (ASX) con un balzo che ha attirato l’attenzione degli investitori.
Il titolo, collocato a 20 centesimi per azione, ha registrato un’impennata fino a 38 centesimi nel corso della seduta, chiudendo infine a 32 centesimi. Un risultato che rappresenta comunque un guadagno del 60% rispetto al prezzo iniziale e conferma il crescente interesse del mercato verso le tecnologie legate alla difesa e alla guerra elettronica.
Dietro il successo della giovane azienda c’è una storia nata direttamente dalle esigenze operative del settore militare.
Il CEO di Boresight, Justin Olde, ex maggiore dell’Esercito australiano, ha spiegato che l’idea è nata circa cinque anni fa osservando un problema concreto affrontato dalle unità specializzate nell’abbattimento dei droni.
Le esercitazioni anti-drone richiedevano infatti l’acquisto continuo di velivoli commerciali destinati a essere distrutti durante i test, con costi elevati e scarsa efficienza operativa.
Da qui la decisione di sviluppare droni specificamente progettati per essere utilizzati come bersagli durante l’addestramento delle forze armate e delle agenzie di sicurezza.
L’azienda ha costruito il proprio modello di business attorno a una soluzione relativamente semplice ma altamente richiesta: fornire droni affidabili, facili da utilizzare e sufficientemente economici da poter essere impiegati in grandi quantità durante le esercitazioni.
Secondo la società, dall’inizio delle attività sono già stati venduti circa 6.000 droni, ciascuno con un costo medio di circa 1.000 dollari australiani.
Olde sottolinea che il valore del drone è spesso inferiore al costo delle munizioni utilizzate per abbatterlo durante le esercitazioni, rendendo il prodotto economicamente sostenibile per le forze armate.
Uno dei principali punti di forza di Boresight è il sistema di controllo sviluppato internamente, che consente a un singolo operatore di gestire contemporaneamente fino a venti droni, riducendo tempi di formazione e costi operativi.
La crescita della domanda è stata ulteriormente accelerata dall’evoluzione dei conflitti moderni.
Le guerre in Ucraina e Medio Oriente hanno dimostrato il ruolo centrale assunto dai droni sul campo di battaglia, spingendo numerosi Paesi a investire in sistemi di difesa e addestramento specifici contro questa minaccia.
Anche l’Australia sta incrementando progressivamente i propri programmi di contrasto ai droni, aumentando il fabbisogno di strumenti per l’addestramento e la simulazione.
Gli investitori vedono in Boresight una possibile nuova protagonista del settore della difesa tecnologica australiana, seguendo un percorso simile a quello di DroneShield, altra società australiana specializzata in tecnologie anti-drone.
DroneShield, quotata all’ASX nel 2016 a soli 20 centesimi per azione, ha visto il proprio valore crescere negli anni fino a superare i 2,70 dollari per azione, beneficiando dell’espansione globale del mercato della sicurezza e della difesa.
Per Boresight il debutto in Borsa rappresenta soltanto il primo passo. Il vero test sarà trasformare l’interesse iniziale degli investitori in una crescita sostenibile in un settore destinato a diventare sempre più strategico nei prossimi anni.

Be the first to comment