La retribuzione complessiva della chief executive di Telstra, Vicki Brady, è aumentata dell’11 per cento fino a 6,8 milioni di dollari nell’ultimo esercizio finanziario. Il dato arriva mentre il colosso delle telecomunicazioni ha tagliato oltre 1.200 posti di lavoro ed è finito sotto pressione per il grave blackout nazionale di luglio. Il bonus della CEO è stato ridotto di 607mila dollari.
La chief executive di Telstra, Vicki Brady, ha ricevuto un aumento significativo della propria retribuzione nell’ultimo esercizio finanziario, arrivando a guadagnare complessivamente 6,8 milioni di dollari.
Si tratta di un incremento di circa l’11 per cento, pari a 656mila dollari in più rispetto all’anno precedente.
Il dato emerge dai risultati annuali della compagnia e arriva in un momento particolarmente delicato per Telstra, dopo il grave blackout nazionale dell’8 luglio e dopo il taglio di oltre 1.200 posti di lavoro.
Bonus ridotto dopo il blackout
Nonostante l’interruzione dei servizi sia avvenuta pochi giorni dopo la chiusura dell’esercizio finanziario, il consiglio di amministrazione ha deciso di tenerne conto nella valutazione della performance della CEO.
Il bonus di Brady è stato quindi ridotto di 607mila dollari.
Anche altri membri del management hanno subito una riduzione degli incentivi.
La decisione riflette la gravità dell’incidente e il fatto che il problema sarebbe derivato da un guasto interno all’infrastruttura Telstra.
Milioni di australiani senza servizio
Il blackout dell’8 luglio ha provocato pesanti disagi in tutta l’Australia.
Milioni di clienti si sono trovati senza accesso alla rete, mentre alcuni servizi di emergenza Triple Zero hanno avuto problemi di connessione.
Anche i trasporti pubblici sono stati colpiti, con ripercussioni su diverse reti ferroviarie e infrastrutture collegate.
Telstra ha successivamente presentato le proprie scuse, riconoscendo che l’incidente ha avuto conseguenze molto serie per clienti, imprese e servizi essenziali.
Una falla che poteva costare appena 30mila dollari
Uno degli aspetti più controversi emersi dopo il blackout riguarda il costo relativamente basso che sarebbe stato necessario per aggiornare parte dell’infrastruttura coinvolta.
Telstra ha ammesso che un componente o sistema ormai obsoleto avrebbe potuto essere sostituito o aggiornato con una spesa di circa 30mila dollari.
Una cifra minima se confrontata con le dimensioni economiche del gruppo.
La rivelazione ha alimentato critiche sul livello di manutenzione, sugli investimenti in sicurezza e sulle priorità aziendali.
La stessa compagnia, in una submission a un’inchiesta parlamentare, ha ammesso che se un semplice intervento di manutenzione può provocare un blackout di questa portata, allora i controlli interni non erano sufficienti.
Oltre 1.200 posti di lavoro tagliati
Parallelamente, Telstra ha ridotto la propria forza lavoro del 4 per cento, eliminando 1.219 posti.
L’azienda conta ora circa 29.334 dipendenti.
La riduzione del personale ha permesso alla compagnia di risparmiare circa 275 milioni di dollari.
Il contrasto tra i tagli occupazionali e l’aumento della retribuzione della CEO rischia inevitabilmente di alimentare il dibattito pubblico, soprattutto in una fase in cui molte famiglie australiane continuano a fare i conti con l’aumento del costo della vita.
Utili in crescita
Nonostante le polemiche, Telstra ha chiuso l’anno con risultati finanziari solidi.
L’utile netto è aumentato del 2,4 per cento, raggiungendo circa 2,4 miliardi di dollari.
Gli utili core sono saliti del 3 per cento, arrivando a circa 8,2 miliardi di dollari.
I ricavi complessivi del gruppo sono invece scesi leggermente, dello 0,8 per cento.
Più clienti mobili e prezzi più alti
Telstra ha aggiunto circa 270mila nuovi utenti alla propria rete mobile.
La crescita degli utili è stata sostenuta anche dall’aumento dei prezzi di alcuni piani telefonici.
Per alcuni clienti, il costo mensile è salito fino a 5 dollari in più.
Brady ha descritto l’anno come positivo, sottolineando la crescita degli utili e gli investimenti effettuati sulla rete.
Retribuzioni manageriali sotto pressione
Il tema dei compensi dei top manager torna così al centro del dibattito.
Da una parte Telstra può rivendicare risultati finanziari solidi, crescita del mobile e un incremento degli utili.
Dall’altra, nello stesso periodo, la compagnia ha tagliato più di 1.200 posti di lavoro, ha aumentato alcuni prezzi e ha subito uno dei peggiori blackout della propria storia recente.
Il taglio del bonus dimostra che il consiglio di amministrazione ha deciso di attribuire una parte di responsabilità al management.
Ma il fatto che la retribuzione complessiva della CEO sia comunque aumentata fino a 6,8 milioni di dollari resta destinato a far discutere.
Telstra resta un’infrastruttura cruciale
La questione va oltre il semplice rapporto tra stipendio e risultati economici.
Telstra gestisce una parte fondamentale delle comunicazioni australiane.
La sua rete supporta chiamate di emergenza, imprese, servizi pubblici, trasporti e milioni di cittadini.
Quando quella rete si ferma, quindi, il problema non è soltanto commerciale.
Diventa una questione di sicurezza nazionale e di affidabilità delle infrastrutture essenziali.
Ed è proprio per questo che il blackout di luglio continuerà a pesare sulla compagnia anche nei prossimi mesi.
La domanda che molti australiani si pongono resta inevitabile:
è giusto che la CEO riceva un aumento multimilionario mentre l’azienda taglia posti di lavoro e aff
