JB Hi-Fi dovrà rimborsare oltre 250.000 dollari australiani ai propri clienti dopo l’intervento dell’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC), che ha contestato l’utilizzo di pratiche promozionali ritenute potenzialmente fuorvianti.
L’autorità australiana per la concorrenza e la tutela dei consumatori ha annunciato che il gigante dell’elettronica ha accettato di procedere ai rimborsi dopo che un’indagine aveva sollevato dubbi sulla correttezza di alcune campagne di sconto pubblicizzate sul sito web dell’azienda.
Secondo l’ACCC, il problema riguarda l’utilizzo della formula di prezzo comparativo “Was/Is” (“Prima/Ora”), comunemente impiegata dai rivenditori per evidenziare il risparmio ottenuto dai consumatori.
L’indagine, che ha monitorato i prezzi online di JB Hi-Fi tra marzo e settembre dello scorso anno, avrebbe individuato almeno 17 prodotti promossi come scontati rispetto a un prezzo precedente più elevato.
Tuttavia, secondo il regolatore, alcuni di questi articoli non sarebbero mai stati realmente venduti al prezzo indicato come riferimento, oppure sarebbero stati offerti a quel prezzo soltanto per un periodo molto limitato o in una fase troppo lontana rispetto alla promozione pubblicizzata.
Tra i prodotti coinvolti figurano computer portatili, dispositivi elettronici e un visore per la realtà virtuale.
L’ACCC sostiene che queste pratiche possano aver indotto i consumatori a credere di ottenere uno sconto più vantaggioso rispetto a quello effettivamente disponibile sul mercato.
In totale sono stati identificati 206 clienti che hanno acquistato prodotti interessati dalle promozioni contestate. Tutti riceveranno un rimborso da parte del rivenditore, per un valore complessivo superiore ai 250.000 dollari australiani.
La vicenda rappresenta un nuovo richiamo all’attenzione per il settore retail australiano, dove le autorità stanno intensificando i controlli sulle strategie di prezzo e sulle campagne pubblicitarie utilizzate durante periodi di forte promozione come Black Friday, Cyber Monday e saldi stagionali.
L’ACCC ha più volte sottolineato che i prezzi comparativi devono riflettere fedelmente il reale storico di vendita di un prodotto e non possono essere utilizzati per creare artificialmente l’impressione di uno sconto particolarmente vantaggioso.
Per JB Hi-Fi non sono state annunciate sanzioni pecuniarie, ma il caso evidenzia l’importanza della trasparenza nelle strategie commerciali e della corretta informazione ai consumatori.
L’azienda resta uno dei principali rivenditori di elettronica in Australia e continua a rappresentare un punto di riferimento nel settore tecnologico nazionale, ma l’intervento del regolatore dimostra come anche i grandi marchi siano sottoposti a un crescente scrutinio da parte delle autorità di vigilanza.
