Il settore benefico australiano continua a crescere e raggiunge livelli record, ma i nuovi dati diffusi dall’Australian Charities and Not-for-profits Commission (ACNC) evidenziano una forte concentrazione delle risorse economiche nelle mani di un numero molto limitato di organizzazioni.
Secondo il rapporto pubblicato dall’autorità di vigilanza, nel 2024 le 53.641 charity registrate in Australia hanno raccolto complessivamente 239 miliardi di dollari australiani, il livello più alto mai registrato e 17 miliardi in più rispetto all’anno precedente.
Tuttavia, dietro questi numeri emerge una realtà molto meno equilibrata.
Le 306 organizzazioni più grandi del Paese hanno raccolto da sole 136 miliardi di dollari, pari al 57% dell’intero fatturato del settore. In altre parole, appena lo 0,6% delle charity australiane concentra oltre la metà delle risorse disponibili.
All’estremo opposto, le 16.160 organizzazioni più piccole hanno raccolto complessivamente appena 200 milioni di dollari, mentre il successivo gruppo di 16.139 enti ha registrato entrate per soli 3,1 miliardi.
Secondo i calcoli dell’ACNC, il 60% delle charity australiane riceve appena l’1,4% delle risorse economiche complessive del settore.
La commissaria dell’ACNC, Sue Woodward, ha sottolineato come questi dati evidenzino la diversa capacità finanziaria tra le grandi organizzazioni e le realtà più piccole che operano sul territorio.
Nonostante la crescita delle entrate, il settore deve fare i conti con costi sempre più elevati.
Le spese complessive delle organizzazioni benefiche sono aumentate di 18 miliardi di dollari nel corso del 2024, raggiungendo quota 231 miliardi. Gran parte dell’incremento è legata all’aumento del costo del personale, ma incidono anche l’inflazione, i premi assicurativi e le utenze.
“La domanda di assistenza continua a crescere mentre sempre più persone subiscono la pressione del costo della vita”, ha dichiarato Woodward.
Uno dei dati più incoraggianti riguarda invece il volontariato.
Nel 2024 le organizzazioni benefiche australiane hanno registrato 3,9 milioni di volontari, il numero più alto mai registrato.
Tra le realtà con il maggior coinvolgimento figurano Clean Up Australia, che ha dichiarato oltre 1,1 milioni di volontari, e i club di Surf Life Saving Australia, che complessivamente superano le 250.000 persone impegnate nelle attività di soccorso e sicurezza sulle spiagge.
I dati confermano il ruolo fondamentale che il terzo settore continua a svolgere nell’economia e nella società australiana. Allo stesso tempo evidenziano una sfida crescente: garantire che anche le organizzazioni più piccole possano continuare a operare in un contesto caratterizzato da costi in aumento e da una distribuzione delle risorse sempre più concentrata.
Per molte charity locali, infatti, la difficoltà non è tanto trovare volontari quanto reperire i finanziamenti necessari per trasformare l’impegno della comunità in servizi concreti per chi ha bisogno.
Fonte: Australian Charities and Not-for-profits Commission (ACNC), dati 2024.
