Circa l’80% dei prodotti del tabacco e della nicotina consumati in Australia proviene oggi dal mercato illegale. È il dato che emerge dalle stime dell’Australian Bureau of Statistics e che sta alimentando un acceso dibattito politico sul futuro delle accise sul tabacco.
A intervenire nelle ultime ore è stato il Premier del New South Wales, Chris Minns, che ha collegato l’espansione del mercato nero all’ondata di violenza che negli ultimi mesi ha colpito Sydney e Melbourne.
Secondo Minns, le organizzazioni criminali stanno approfittando degli enormi profitti generati dal commercio illecito di sigarette e prodotti contenenti nicotina, trasformando il settore in una delle attività più redditizie per la criminalità organizzata.
Le dichiarazioni del premier aumentano la pressione sul governo federale guidato da Anthony Albanese, finora deciso a mantenere l’attuale politica fiscale e a contrastare il fenomeno attraverso operazioni di polizia e controlli più severi.
Il problema nasce dalla crescente differenza di prezzo tra il mercato legale e quello illegale.
Oggi un pacchetto di sigarette acquistato legalmente può costare tra i 45 e i 50 dollari australiani, mentre sul mercato nero viene spesso venduto a circa 15 dollari.
Una differenza che, secondo molti osservatori, sta spingendo un numero crescente di fumatori verso canali non autorizzati.
Lo stesso bilancio federale ha evidenziato una riduzione prevista di circa 8 miliardi di dollari nelle entrate derivanti dalle accise sul tabacco nei prossimi cinque anni, segnale di un cambiamento significativo nei comportamenti dei consumatori.
Minns ha chiesto un approccio più pragmatico, sostenendo che l’obiettivo originario delle accise – ridurre il consumo di sigarette – rischia di essere vanificato se il mercato illegale continua a crescere.
Il Primo Ministro Albanese, tuttavia, ha escluso qualsiasi ripensamento immediato della politica fiscale.
Il governo federale sostiene di aver avviato la più ampia operazione mai realizzata contro il traffico illecito di tabacco e promette ulteriori interventi per contrastare le reti criminali coinvolte.
Il dibattito arriva mentre il New South Wales continua a registrare episodi di violenza attribuiti alla criminalità organizzata.
Negli ultimi due anni Sydney ha visto decine di sparatorie, incendi dolosi e sequestri di persona collegati alle guerre tra gruppi criminali che si contendono il controllo di attività illecite ad alto rendimento.
Per gli esperti il tema va ormai oltre la semplice questione fiscale. La crescita del mercato nero del tabacco sta diventando un problema di ordine pubblico, sicurezza e perdita di gettito per lo Stato.
La domanda che si pongono oggi politici ed economisti è se l’attuale livello delle accise stia ancora raggiungendo il suo obiettivo sanitario oppure se, al contrario, stia contribuendo ad alimentare un mercato illegale sempre più vasto e difficile da controllare.
Fonte: Australian Bureau of Statistics (ABS), dichiarazioni del Premier del NSW Chris Minns e dati del Bilancio Federale australiano 2026.
