di Emanuele Esposito
ROMA – Il consolato come un vero e proprio municipio d’Italia all’estero. È questo il messaggio emerso dalla Conferenza dei Consoli italiani nel mondo organizzata alla Farnesina, dove rappresentanti delle sedi consolari hanno risposto alle domande dei connazionali sui principali temi che riguardano la vita delle comunità italiane all’estero.
Tra gli interventi più seguiti vi è stato quello del Console Generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, che ha affrontato uno degli argomenti più discussi degli ultimi mesi: la riforma della cittadinanza.
Rubagotti ha riconosciuto che il nuovo impianto normativo ha generato reazioni molto forti all’interno della comunità italiana in Australia.
“La riforma della cittadinanza ha provocato reazioni molto aspre. A Sydney e in Australia era necessario illustrare con precisione e chiarezza l’assetto della nuova legge”, ha spiegato il Console.
Secondo Rubagotti, nel dibattito pubblico iniziale molti aspetti positivi della riforma sono stati messi in secondo piano dalle polemiche. Tra questi ha citato in particolare la possibilità di riacquistare la cittadinanza italiana, una misura che ha riscosso notevole interesse in Australia.
“L’ipotesi del riacquisto è stata molto ben accolta, soprattutto da molti italiani che avevano rinunciato alla cittadinanza dopo aver acquisito quella australiana”, ha sottolineato.
Per spiegare le novità introdotte dalla legge, il Consolato di Sydney ha avviato una vasta attività di informazione coinvolgendo Comites, associazioni e organi di stampa locali.
Sono stati organizzati incontri pubblici nelle aree con la maggiore presenza di connazionali con l’obiettivo di illustrare il contenuto della riforma e facilitare la comprensione delle nuove disposizioni.
Rubagotti ha inoltre evidenziato come la riforma abbia richiesto una profonda riorganizzazione interna del Consolato.
“La nuova normativa ci ha portato a creare dal nulla due nuovi servizi consolari”, ha spiegato, precisando che il cambiamento è stato possibile grazie al sostegno della Farnesina e della Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica.
L’intervento del Console di Sydney si inserisce nel più ampio dibattito sul ruolo della rete consolare italiana, chiamata oggi a gestire comunità sempre più numerose e servizi sempre più complessi.
Durante la conferenza è stato più volte ribadito come i consolati rappresentino il primo punto di contatto tra lo Stato italiano e gli oltre sette milioni di cittadini residenti all’estero, svolgendo funzioni che vanno ben oltre il rilascio di documenti e certificati.
Per la comunità italiana in Australia, le parole di Rubagotti rappresentano una conferma dell’impegno del Consolato nel garantire informazione, assistenza e accompagnamento in una fase di importanti cambiamenti normativi.
Fonte: Aise – Conferenza dei Consoli italiani nel mondo, Farnesina.
