NASCE L’EUROPA DEGLI ITALIANI. ROMAGNOLI: “BASTA SFRUTTARE LE NOSTRE COMUNITÀ ALL’ESTERO”

Da Francoforte l’appello di Alternativa Popolare: gli italiani nel mondo devono diventare una forza organizzata e protagonista delle scelte europee.

Gli italiani all’estero non vogliono più essere considerati soltanto un serbatoio di voti da riscoprire durante le campagne elettorali o una comunità da celebrare nelle ricorrenze ufficiali. Vogliono contare, partecipare e contribuire alle decisioni che riguardano il loro futuro.

È il messaggio emerso con forza dall’incontro organizzato a Francoforte da Alternativa Popolare Germania, appuntamento che ha riunito rappresentanti delle comunità italiane provenienti da diversi Paesi europei.

Al centro del dibattito il ruolo degli italiani nel mondo e la necessità di costruire una rete capace di valorizzare il patrimonio umano, professionale e culturale rappresentato da milioni di connazionali residenti fuori dai confini nazionali.

Tra gli interventi più significativi quello di Massimo Romagnoli, responsabile di Alternativa Popolare Italiani nel Mondo, che ha lanciato un duro richiamo alla politica italiana.

“Mi arrabbio perché tanti politici sfruttano e vogliono sfruttare le nostre comunità”, ha dichiarato Romagnoli, denunciando un atteggiamento che da troppo tempo considera gli italiani all’estero soltanto in funzione elettorale.

Secondo Romagnoli, la presenza italiana nel mondo rappresenta una delle più grandi risorse strategiche del Paese. Una rete composta da imprenditori, professionisti, lavoratori, ricercatori e giovani talenti che contribuiscono quotidianamente allo sviluppo economico e sociale dei Paesi di residenza mantenendo al tempo stesso un forte legame con l’Italia.

Da questa visione nasce il progetto dell’“Europa degli Italiani”, un’iniziativa che punta a creare collegamenti stabili tra le comunità italiane presenti nel continente, favorendo nuove forme di collaborazione, rappresentanza e partecipazione.

“Questa nostra forza non può più essere dispersa. Deve diventare una rete. Deve diventare rappresentanza”, ha sottolineato Romagnoli.

L’obiettivo dichiarato è quello di superare frammentazioni, personalismi e divisioni che negli anni hanno spesso indebolito il mondo dell’associazionismo e della rappresentanza degli italiani all’estero, costruendo invece una piattaforma comune capace di dare voce alle esigenze reali delle comunità.

Il tema assume un peso sempre maggiore anche alla luce della continua crescita degli iscritti all’AIRE e del ruolo sempre più rilevante che gli italiani all’estero svolgono nei rapporti economici, culturali e istituzionali tra l’Italia e il resto del mondo.

Da Francoforte arriva dunque un segnale politico preciso: gli italiani residenti fuori dai confini nazionali non intendono più essere semplici spettatori delle decisioni prese altrove, ma protagonisti di un progetto europeo che sappia riconoscere il loro valore e la loro esperienza.

Una sfida ambiziosa che punta a trasformare una vasta diaspora in una comunità più coesa, organizzata e capace di incidere realmente nel dibattito politico europeo.

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