Il referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, che chiede agli elettori di esprimersi sulla separazione delle carriere dei magistrati, torna al centro del dibattito politico grazie a un intervento di Riccardo Merlo, presidente del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero).
Secondo Merlo, gli italiani residenti fuori dai confini nazionali guardano con favore alla riforma. “Gli italiani all’estero voteranno Sì alla separazione delle carriere. Non è una questione ideologica, ma di buon senso: milioni di connazionali vivono già in Paesi dove questa riforma è realtà”, ha dichiarato.
In un’intervista rilasciata a Il Tempo il 27 febbraio 2026, il presidente del MAIE ha spiegato che il sostegno delle comunità italiane all’estero nasce soprattutto dall’esperienza diretta maturata nei Paesi di residenza. Molti connazionali vivono infatti in Stati come Brasile, Argentina, Stati Uniti e Canada, dove la distinzione tra magistratura requirente e giudicante è già consolidata da tempo.
“Noi come MAIE siamo assolutamente convinti che questa sia una riforma necessaria e positiva per l’Italia e per tutti gli italiani”, ha affermato Merlo, sottolineando come il movimento consideri il referendum una questione che va oltre gli schieramenti politici.
“Non interpretiamo questa riforma come una battaglia politica, né di destra né di sinistra. Ci interessa soltanto che sia utile al Paese”, ha aggiunto.
Secondo il presidente del MAIE, il voto degli italiani all’estero potrebbe avere un ruolo significativo nell’esito finale della consultazione. Con oltre un milione di potenziali elettori distribuiti tra Europa e Americhe, dove il modello della separazione delle carriere è già ampiamente conosciuto, anche un numero relativamente contenuto di voti potrebbe incidere su un risultato che, secondo diversi osservatori, si presenta particolarmente equilibrato.
La consultazione rappresenta uno dei passaggi più importanti del percorso di riforma della giustizia avviato dal governo e sarà osservata con attenzione non solo in Italia ma anche dalle comunità italiane nel mondo, chiamate ancora una volta a far sentire la propria voce attraverso il voto.
(Italia Chiama Italia)

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