CASA, TAYLOR VUOLE PREZZI «PIÙ ACCESSIBILI» MA NON DICE SE DEBBANO SCENDERE

Il leader dell’opposizione attacca il governo Albanese sul costo delle abitazioni, ma evita di chiarire se l’obiettivo della Coalizione sia una riduzione dei valori immobiliari oppure soltanto una crescita più lenta

Angus Taylor vuole abitazioni più accessibili, ma non chiarisce se per raggiungere questo obiettivo i prezzi delle case debbano diminuire oppure continuare a salire a un ritmo più contenuto.

Interrogato direttamente sull’andamento del mercato immobiliare australiano, il leader dell’opposizione ha evitato di scegliere tra le due possibilità, limitandosi a ribadire che gli australiani devono poter acquistare una casa con maggiore facilità.

«Voglio vedere prezzi delle case più accessibili, voglio che l’abitazione sia più accessibile», ha dichiarato Taylor durante una conferenza stampa nella periferia di Canberra.

Il leader liberale ha indicato come strumenti principali la riduzione dei tassi d’interesse e dell’inflazione, insieme a un aumento dei redditi reali e del potere d’acquisto delle famiglie.

«Si ottiene con tassi d’interesse più bassi, un’inflazione più bassa, redditi reali più elevati e un maggiore potere d’acquisto dello stipendio», ha affermato, accusando il governo laburista di avere «completamente fallito sull’accessibilità».

La domanda rimasta senza risposta

La questione politica, tuttavia, rimane aperta: rendere le case più accessibili significa farne scendere il prezzo oppure fare in modo che gli stipendi crescano più velocemente del valore degli immobili?

Taylor non ha fornito una risposta precisa.

La distinzione è importante perché una riduzione dei prezzi potrebbe favorire chi cerca di acquistare la prima abitazione, ma allo stesso tempo diminuire il valore del patrimonio posseduto da milioni di famiglie australiane.

Una crescita più lenta, invece, permetterebbe teoricamente ai redditi di recuperare parte del divario accumulato negli ultimi anni senza determinare una brusca perdita di valore per i proprietari.

È proprio questo lo scenario indicato dalle valutazioni del Tesoro: un rallentamento della crescita dei prezzi nel breve periodo, seguito da una prosecuzione più moderata dell’aumento nel tempo.

Le aste scendono sotto il 50 per cento

Le dichiarazioni di Taylor arrivano mentre emergono nuovi segnali di raffreddamento del mercato immobiliare.

Il tasso di aggiudicazione delle aste nelle principali capitali australiane è sceso al 47,4 per cento, uno dei risultati più deboli degli ultimi anni.

A Sydney è stato registrato un tasso del 47,4 per cento, mentre Melbourne si è fermata al 50,6 per cento. Ancora più marcato il rallentamento a Brisbane, dove soltanto il 33,3 per cento delle abitazioni messe all’asta ha trovato un acquirente.

A Sydney numerosi proprietari hanno inoltre ritirato gli immobili prima della conclusione delle aste, segnalando una crescente distanza tra le aspettative dei venditori e le offerte presentate dagli acquirenti.

Un tasso di aggiudicazione più basso non significa automaticamente che i prezzi siano destinati a crollare, ma indica generalmente una domanda più debole e una maggiore prudenza da parte degli acquirenti.

Lo scontro sulle riforme fiscali

Il tema dell’abitazione è destinato a dominare il confronto parlamentare sulle modifiche proposte dal governo al negative gearing e alla capital gains tax.

Il governo Albanese sostiene che le attuali agevolazioni fiscali abbiano favorito gli investitori e contribuito a rendere più difficile l’ingresso nel mercato per i giovani e per chi cerca di acquistare la prima casa.

La Coalizione considera invece le modifiche un attacco agli investimenti e alla possibilità delle famiglie di costruire il proprio patrimonio.

Taylor ha promesso di opporsi alle riforme e di cancellarle qualora la Coalizione tornasse al governo.

Questa posizione rende ancora più evidente la domanda rivolta al leader liberale: se le agevolazioni agli investitori contribuiscono a sostenere la domanda e i prezzi, in quale modo la loro conservazione dovrebbe rendere le abitazioni più accessibili?

La risposta di Taylor punta soprattutto sulle condizioni economiche generali: tassi più bassi, inflazione sotto controllo e salari reali più elevati.

Il difficile equilibrio della politica australiana

Sia il governo sia l’opposizione devono confrontarsi con una contraddizione che accompagna da anni il dibattito immobiliare australiano.

Da una parte, milioni di cittadini chiedono case più accessibili e maggiori opportunità per i giovani. Dall’altra, una parte consistente dell’elettorato possiede immobili e non vuole assistere a una riduzione significativa del loro valore.

Il governo presenta il raffreddamento del mercato come un possibile aiuto per chi vuole acquistare la prima casa, precisando però di non voler provocare un crollo.

L’opposizione denuncia invece il rischio di una perdita di fiducia e di valore, ma continua a promettere una maggiore accessibilità senza specificare quale andamento dei prezzi considera desiderabile.

Nel frattempo, il mercato sembra avere già iniziato a rallentare.

La vera sfida non sarà quindi soltanto stabilire se i prezzi debbano salire o scendere, ma decidere chi dovrà sostenere il costo economico della trasformazione di un sistema che, per molti australiani, ha reso la proprietà della casa sempre più difficile da raggiungere.