Caduta fragorosa, di quelle che fanno rumore in tutto il settore. Joshua Tesolin, uno degli agenti immobiliari più visibili e discussi del New South Wales, è finito al centro di un’inchiesta che rischia di ridisegnare i confini della fiducia nel mercato. Il NSW Fair Trading ha disposto la sospensione immediata della sua licenza e di quella della Tesolin Consulting Pty Ltd, al termine di un’indagine definita “estesa” e tutt’altro che ordinaria.
Il quadro che emerge è pesante. Le autorità parlano di violazioni “gravi e ripetute” del Property and Stock Agents Act 2002. Non singoli episodi isolati, ma un presunto sistema. Tra le accuse: oltre cento casi di underquoting, prezzi di vendita deliberatamente sottostimati per attirare più acquirenti, pratiche di dummy bidding durante le aste per gonfiare artificialmente le offerte, documentazione falsa e tecniche di vendita ad alta pressione, capaci di mettere i clienti con le spalle al muro.
Una strategia commerciale aggressiva che, se confermata, trasformerebbe quello che era considerato un modello di successo in un caso emblematico di deriva del settore.
Eppure, fino a ieri, Tesolin incarnava il sogno australiano. Nato e cresciuto nel Sutherland Shire, a Sydney, cittadino australiano di origini libanesi e italiane, aveva costruito la propria carriera partendo dal basso. Niente università: solo lavoro, disciplina e una fame di risultati che lo aveva portato rapidamente a scalare il mercato immobiliare. Dai primi passi nella gestione degli affitti fino alle vendite milionarie, la sua ascesa era stata fulminea.
A soli 23 anni aveva già superato il milione di dollari in commissioni. Negli anni successivi, il salto: centinaia di proprietà vendute ogni anno, una presenza martellante sul territorio e una strategia di marketing quasi ossessiva, con fino al 20% dei guadagni reinvestiti nella propria immagine. Cartelloni, social media, campagne locali: il nome Tesolin era ovunque.
Il suo regno? Quakers Hill, periferia occidentale di Sydney, dove era arrivato a controllare circa il 45% del mercato immobiliare locale. Numeri che lo avevano consacrato come uno dei top performer del network Ray White, diventando un punto di riferimento e, per alcuni, un simbolo controverso di un modo nuovo e spregiudicato di fare business.
Ma proprio quel modello oggi è sotto accusa. Secondo gli investigatori, molte delle pratiche che hanno alimentato il suo successo potrebbero aver violato le regole fondamentali di trasparenza e correttezza. Il ricorso sistematico alle aste, da lui sempre difeso come metodo più efficiente e redditizio, è ora al centro delle contestazioni.
La sospensione è solo il primo passo. A Tesolin e alla sua società è stato notificato uno “show cause notice”: dovranno spiegare perché non debbano essere applicate sanzioni disciplinari ancora più severe, che potrebbero includere la revoca definitiva della licenza. Nel frattempo, per evitare il caos operativo e proteggere i clienti, è stato nominato un amministratore indipendente con il compito di gestire temporaneamente l’attività.
Il caso Tesolin non è un fulmine a ciel sereno. Negli ultimi mesi, il NSW Fair Trading ha intensificato i controlli su agenti immobiliari sospettati di pratiche scorrette.

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