L’erba voglio

di Marco Testa

Da piccolo, mio padre mi diceva sempre di non usare il verbo “voglio”. Mi ricordava il famoso proverbio: «L’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re».

Era una lezione di umiltà, di rispetto e di buon senso. Prima di pretendere, bisogna imparare a dare.

Oggi, invece, sembra che il verbo più coniugato sia proprio “voglio”. Tutti vogliono qualcosa: più fondi, più visibilità, più incarichi, più riconoscimenti. E quando qualcosa non va secondo i propri desideri, arrivano puntuali le lamentele. Manca questo, manca quello. Si pretende sempre di più, quasi mai ci si chiede se si sta facendo abbastanza.

Anche nella nostra comunità assistiamo a un fenomeno curioso. C’è chi è disposto a dare una mano, ma solo a determinate condizioni. Il proprio nome deve comparire, il proprio ruolo deve essere garantito, la propria opinione deve prevalere. Si pongono condizioni che sembrano sine qua non: o si fa come dico io, oppure non partecipo.

Lo spirito del volontariato, però, è un’altra cosa. Significa mettersi al servizio di una causa, non servirsi della causa per alimentare il proprio ego.

E poi ci sono gli instancabili professionisti delle poltrone. Finito un incarico, eccoli ricomparire in un altro ente, in un altro comitato, in un’altra associazione. Cambiano le insegne, ma i protagonisti restano sempre gli stessi. Non perché siano necessariamente i più preparati, ma perché nessun altro trova spazio o viene incoraggiato a mettersi in gioco.

Così il ricambio generazionale diventa un miraggio. Le idee nuove fanno fatica a emergere, mentre si continua a ruotare attorno agli stessi nomi, agli stessi equilibri, alle stesse dinamiche.

Forse dovremmo invertire la domanda. Invece di chiederci continuamente: «Che cosa posso ottenere?», dovremmo domandarci: «Che cosa posso lasciare?».

Una comunità cresce quando gli incarichi non sono trofei da conquistare, ma responsabilità da esercitare. Quando si entra in un comitato per costruire qualcosa insieme, non per dettare condizioni.

L’erba del “voglio” continua a non crescere. Crescono, invece, le comunità dove si coltivano disponibilità, umiltà e spirito di servizio. E di queste, oggi, abbiamo davvero bisogno.