Inaugurata alla Design Gallery della Melbourne School of Design l’esposizione dedicata a Enrico Taglietti, architetto milanese capace di sviluppare un linguaggio originale e di lasciare un segno profondo nel modernismo australiano
È stata inaugurata alla Design Gallery della Melbourne School of Design, University of Melbourne, la mostra “Taglietti: Life in Design”, dedicata alla vita, alla visione e all’eredità creativa dell’architetto italiano Enrico Taglietti.
L’esposizione, sostenuta dall’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne e dal Consolato Generale d’Italia a Melbourne, è stata ufficialmente aperta dalla Console Generale d’Italia, Chiara Mauri.
La serata inaugurale ha riunito rappresentanti delle istituzioni culturali, del mondo accademico e della comunità del design per celebrare una delle figure più originali dell’architettura moderna australiana.
Un ponte tra Italia e Australia
Nato a Milano, Enrico Taglietti sviluppò la parte più significativa della propria carriera in Australia, dove seppe elaborare un linguaggio architettonico indipendente e immediatamente riconoscibile.
La sua formazione italiana e la sensibilità maturata all’interno della cultura europea del progetto si incontrarono con il paesaggio, il clima e le necessità sociali australiane.
Da questo dialogo nacque un’architettura capace di rispondere ai bisogni umani senza rinunciare alla ricerca formale.
Taglietti non si limitava a progettare edifici. Considerava l’architettura come parte di un sistema più ampio nel quale spazio, natura, luce, materiali e vita quotidiana dovevano convivere in equilibrio.
Una carriera costruita insieme a Franca
La mostra racconta anche la collaborazione creativa e personale tra Enrico Taglietti e la moglie Franca, figura fondamentale nella costruzione del suo percorso professionale.
La loro fu una partnership capace di attraversare decenni di ricerca, progetti e trasformazioni culturali.
“Taglietti: Life in Design” non presenta quindi soltanto il lavoro di un singolo architetto, ma ricostruisce una storia condivisa, nella quale la progettazione si intreccia con la famiglia, le relazioni professionali e l’esperienza quotidiana.
Gli interventi della serata inaugurale
Durante l’apertura sono intervenute Anna Wong e Virginia Rigney del Canberra Museum and Gallery, Silvia Michelidella University of Queensland e Tanja Taglietti di Taglietti Studio + Archive.
I loro contributi hanno permesso di approfondire differenti aspetti dell’opera dell’architetto: dal valore storico dei suoi progetti alla conservazione dell’archivio, fino alla necessità di trasmettere alle nuove generazioni il suo approccio al design.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al professor Philip Goad della Melbourne School of Design, che ha contribuito a portare l’esposizione a Melbourne e ha accompagnato gli ospiti nella comprensione del suo significato culturale e architettonico.
Un linguaggio progettuale indipendente
Enrico Taglietti comprese che l’architettura non dovesse imporre una forma astratta alla vita delle persone, ma rispondere concretamente alle loro necessità.
Le sue opere sono caratterizzate da un’attenta relazione con il territorio, dalla capacità di controllare luce e ombra e da una concezione dinamica degli spazi.
Tetti fortemente aggettanti, geometrie decise, percorsi interni articolati e un dialogo costante con il paesaggio diventano elementi di una ricerca che non può essere ridotta a un semplice stile.
La sua produzione contribuì in modo significativo allo sviluppo dell’architettura moderna australiana, offrendo una visione alternativa rispetto ai modelli più convenzionali.
Non soltanto edifici
L’attività di Taglietti si estese ben oltre la progettazione architettonica.
Il suo lavoro comprendeva:
- urbanistica;
- progettazione degli interni;
- grafica;
- paesaggio;
- arredamento;
- studio degli stili di vita.
Questa ampiezza rivela un approccio olistico al design, nel quale ogni elemento concorreva a costruire l’esperienza complessiva dello spazio.
Per Taglietti, progettare significava interrogarsi sul modo in cui le persone vivono, si muovono, si incontrano e stabiliscono un rapporto con l’ambiente circostante.
Una mostra per comprendere l’uomo dietro l’architetto
“Taglietti: Life in Design” invita il pubblico a osservare non soltanto le opere realizzate, ma anche il pensiero che le ha generate.
Disegni, documenti, immagini e materiali d’archivio permettono di seguire l’evoluzione di una carriera vissuta all’interno di una comunità creativa internazionale.
La mostra mette in evidenza la capacità di Taglietti di combinare cultura italiana, sperimentazione moderna e comprensione del contesto australiano.
Il risultato è il ritratto di un progettista visionario, ma profondamente interessato alla dimensione umana dell’architettura.
L’eredità italiana nel design australiano
L’esposizione rappresenta anche un’occasione per riflettere sul contributo degli italiani alla cultura progettuale australiana.
La storia di Taglietti dimostra come la migrazione non sia stata soltanto uno spostamento geografico, ma anche un trasferimento di idee, competenze e sensibilità.
La sua esperienza professionale contribuì a creare un legame culturale tra Italia e Australia che continua ancora oggi attraverso università, istituzioni, archivi e nuove generazioni di architetti.
Portare questa mostra alla University of Melbourne significa restituire centralità a una figura capace di interpretare l’Australia senza rinunciare alle proprie radici europee.
Aperta fino al 28 agosto
La mostra “Taglietti: Life in Design” resterà aperta al pubblico fino al 28 agosto 2026 presso la Design Gallery della Melbourne School of Design, University of Melbourne.
L’esposizione offre ad architetti, studenti, appassionati di design e visitatori l’opportunità di conoscere da vicino una personalità che ha trasformato il modo di pensare lo spazio e ha lasciato un’impronta duratura nella storia culturale australiana.
