Nuovi cardinali, manager internazionali e una maggiore presenza femminile nell’organismo che vigila sui conti della Santa Sede. Confermato alla guida il cardinale Reinhard Marx
Papa Leone XIV rinnova il Consiglio per l’Economia del Vaticano e sceglie di rafforzarlo con nuove figure provenienti sia dal mondo ecclesiastico sia da quello manageriale e finanziario internazionale.
Tra le novità più significative spiccano le nomine di due giovani donne manager, entrambe under 40, chiamate a far parte dell’organismo che ha il delicato compito di indirizzare e controllare la gestione economica e finanziaria della Santa Sede.
Restano invece saldi alcuni punti di riferimento della precedente composizione. Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, viene confermato nel ruolo di coordinatore del Consiglio.
Il Consiglio per l’Economia fu istituito da Papa Francesco nel 2014 nell’ambito del più ampio processo di riforma delle finanze vaticane. Il suo compito è quello di esercitare funzioni di indirizzo e vigilanza sulle strutture amministrative ed economiche della Curia romana, delle istituzioni collegate alla Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.
Un organismo quindi particolarmente importante in un settore, quello della gestione delle risorse finanziarie vaticane, da anni al centro di una crescente attenzione internazionale e di un percorso volto a rafforzare controlli, trasparenza e responsabilità amministrativa.
Quattro nuovi cardinali
Tra le nuove nomine decise da Leone XIV figurano innanzitutto quattro cardinali.
Entrano nel Consiglio Grzegorz RyÅ›, arcivescovo di Cracovia; Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado; Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri di origine francese; e Roberto Repole, arcivescovo di Torino.
Una composizione che amplia ulteriormente il profilo internazionale dell’organismo, coinvolgendo personalità provenienti da diverse realtà ecclesiali europee e mediterranee.
Le due giovani manager
Particolare attenzione è stata suscitata dall’ingresso di Gisela del Liechtenstein, legata a Industrie und Finanzkontor Etablissement, e di Elena Wettstein Principato, manager di UBS Group.
Due figure giovani ma con esperienza internazionale nel settore economico e finanziario, la cui nomina rappresenta anche un ulteriore segnale della volontà di coinvolgere competenze professionali esterne alle strutture tradizionali della Curia.
Leone XIV prosegue così una linea già avviata negli ultimi anni, con una presenza sempre maggiore di laici e donne negli organismi chiamati a gestire alcuni dei dossier più delicati della Santa Sede.
Entrano anche Denis Duverne e Paolo Nusiner
Tra i nuovi componenti figura inoltre il francese Denis Duverne, manager con una lunga esperienza in AXA e dal 2017 presidente del Consiglio di sorveglianza della Fondation pour la Recherche Médicale.
Nuova nomina anche per l’italiano Paolo Nusiner, nato a Bergamo nel 1963 e laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Nusiner ha maturato esperienze professionali in diversi settori, dall’industria all’editoria cattolica, passando per il mondo universitario e sanitario. Dal giugno 2015 ricopre inoltre l’incarico di direttore generale della Direzione per gli Affari Generali del Dicastero per la Comunicazione.
Le conferme
Accanto alle nuove nomine, Papa Leone XIV ha confermato diversi membri già presenti nel Consiglio.
Resta vicecoordinatrice Charlotte Kreuter-Kirchhof, mentre vengono confermati i cardinali Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo, Gérald Cyprien Lacroix, arcivescovo di Québec, e Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, negli Stati Uniti.
Confermati anche Leslie Jane Ferrar, amministratore fiduciario dell’arcidiocesi di Westminster, e Alberto Minali, amministratore delegato di Revo Insurance.
Resta infine segretario del Consiglio monsignor Brian Edwin Ferme.
Con queste nomine Leone XIV imprime dunque il proprio primo significativo intervento sulla struttura chiamata a sorvegliare i conti vaticani, mantenendo una continuità con il percorso avviato da Francesco ma introducendo allo stesso tempo nuovi profili, competenze internazionali e una presenza femminile sempre più rilevante nei vertici economici della Santa Sede.
