
Tedros Adhanom Ghebreyesus: 4.449 casi confermati e 2.061 morti in cinque province e 53 distretti sanitari. L’Ituri concentra circa il 90% dei contagi. Due vaccini specifici sono entrati nella fase uno di sperimentazione clinica sull’uomo
L’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un nuovo, pesante allarme sull’epidemia di Ebola: il focolaio in corso è già diventato, secondo l’Oms, il secondo più grande mai registrato e starebbe avanzando più rapidamente di qualsiasi precedente epidemia della malattia.
A descrivere la situazione è stato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante un media briefing.
«È già la seconda epidemia di Ebola più grande mai registrata e si sta diffondendo più rapidamente di qualsiasi precedente focolaio», ha affermato Tedros.
Il direttore generale ha aggiunto che, mantenendo l’attuale ritmo di diffusione, l’epidemia potrebbe arrivare a superare per dimensioni quella che colpì l’Africa occidentale tra il 2014 e il 2016.
Oltre 4.400 casi e più di 2.000 morti
I numeri ufficiali illustrati dall’Oms descrivono una situazione estremamente grave.
Sono stati segnalati 4.449 casi confermati, con 2.061 decessi, distribuiti in cinque province e 53 distretti sanitari.
La situazione più critica riguarda la provincia di Ituri, dove si concentra circa il 90% di tutti i casi e l’80% dei decessi.
Secondo quanto riferito da Tedros, la trasmissione rimane sostenuta nelle città di Bunya, Moapara, Nizi e Lita.
Il dato che preoccupa maggiormente l’organizzazione sanitaria internazionale non è quindi soltanto il numero assoluto dei contagi, ma la rapidità con cui il virus continua a propagarsi.
Due vaccini entrano nella sperimentazione sull’uomo
Dall’Oms arriva però anche una notizia importante sul fronte della ricerca.
Per la prima volta, due vaccini specificamente progettati contro il virus sono entrati nella fase uno della sperimentazione clinica sull’uomo, con l’obiettivo iniziale di valutarne la sicurezza.
Si tratta ancora di una fase preliminare: la fase uno serve innanzitutto a stabilire tollerabilità e sicurezza del prodotto e non rappresenta ancora una dimostrazione definitiva della sua efficacia nella popolazione.
Tedros ha inoltre riferito di due nuovi studi condotti sugli animali con un vaccino contro la specie più comune del virus Ebola, dai quali sarebbero emerse promettenti evidenze di protezione crociata.
Sulla base di questi risultati, l’Oms ha raccomandato che il vaccino venga incluso in una sperimentazione di fase tre, che l’organizzazione auspica possa iniziare il prima possibile.
La corsa contro il virus
La combinazione tra aumento dei casi, elevata mortalità e diffusione geografica rende il controllo dell’epidemia particolarmente complesso.
Il confronto fatto dall’Oms con l’epidemia dell’Africa occidentale del 2014-2016 restituisce la dimensione dell’allarme.
Quella crisi sanitaria rappresentò uno degli episodi più drammatici della storia recente della sanità internazionale. Oggi Tedros avverte che, se l’attuale traiettoria non verrà modificata, il nuovo focolaio potrebbe assumere dimensioni ancora maggiori.
L’attenzione resta quindi concentrata soprattutto sulla capacità di interrompere le catene di trasmissione, individuare rapidamente i nuovi casi e proteggere le comunità nelle aree dove il virus continua a circolare.
L’Oms richiama anche gli Stati Uniti sui vaccini
Durante lo stesso briefing, Tedros ha affrontato anche la questione delle politiche vaccinali infantili negli Stati Uniti, dopo l’annuncio di un cambiamento significativo da parte del governo americano.
Il direttore generale dell’Oms ha espresso preoccupazione per le modifiche alle politiche di immunizzazione.
«Ogni genitore vuole proteggere i propri figli e i vaccini sono tra gli strumenti più potenti per farlo», ha affermato.
Tedros ha sottolineato che ritardare le vaccinazioni o separare inutilmente le dosi non rende la vaccinazione più sicura e può invece lasciare i bambini privi di protezione.
Secondo il direttore generale dell’Oms, le decisioni sulle politiche vaccinali dovrebbero essere fondate su una valutazione «rigorosa, indipendente e trasparente» delle migliori evidenze scientifiche disponibili e non essere condizionate da influenze politiche.
Un’emergenza che continua a crescere
Per l’Oms, la priorità immediata resta comunque fermare l’espansione dell’Ebola.
Con oltre 4.400 casi confermati e più di 2.000 vittime, la nuova epidemia ha già raggiunto dimensioni eccezionali.
La sperimentazione di nuovi vaccini rappresenta una prospettiva importante, ma i risultati richiederanno tempo.
Nel frattempo, il messaggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è inequivocabile: la velocità con cui il virus si sta diffondendo rende decisiva ogni settimana nella risposta all’emergenza.
