a cura della redazione
L’indice dei prezzi al consumo statunitense si attesta al 3,4% annuo, in linea con le attese, e rafforza le aspettative di una Federal Reserve ferma a settembre. Volano i titoli legati all’intelligenza artificiale, mentre i futures australiani indicano un avvio negativo dello 0,2%
Wall Street torna a salire dopo due sedute negative, sostenuta da un dato sull’inflazione statunitense che, pur restando elevato, non ha riservato sorprese negative agli investitori.
A luglio l’inflazione americana si è attestata al 3,4% su base annua, un risultato sostanzialmente in linea con le aspettative del mercato.
La reazione è stata moderatamente positiva: l’S&P 500 guadagna lo 0,3%, il Nasdaq sale dell’1%, mentre il Dow Jones resta sostanzialmente invariato.
Il dato ha soprattutto ridotto i timori che la Federal Reserve possa essere costretta a intervenire nuovamente sui tassi d’interesse.
Fed, diminuiscono le scommesse su un nuovo rialzo
L’inflazione resta superiore ai livelli desiderati dalla banca centrale americana, ma il fatto che non abbia superato le previsioni ha rassicurato gli operatori.
Il mercato interpreta il dato come un elemento che consente alla Federal Reserve di mantenere i tassi invariati nella riunione di settembre.
A rafforzare questa lettura contribuisce anche il rapporto sul mercato del lavoro pubblicato la scorsa settimana, risultato più debole del previsto.
Le probabilità implicite nei mercati di un aumento dei tassi a settembre sono così scese sotto il 50%.
Robert Pavlik, portfolio manager di Dakota Wealth, ha osservato che gli investitori temevano soprattutto un’inflazione peggiore delle attese e che il dato pubblicato ha ridotto il rischio di una Fed costretta verso una nuova stretta.
L’intelligenza artificiale spinge il Nasdaq
Il vero motore della seduta americana resta però ancora una volta il settore tecnologico e, in particolare, le società legate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
CoreWeave balza di circa il 19% dopo aver migliorato le proprie previsioni sugli investimenti annuali e aver superato le attese sui risultati del secondo trimestre.
Forte anche il comparto dei data centre.
IREN guadagna quasi il 10%, mentre Applied Digital avanza del 4,9%.
Ancora più marcato il movimento di Nebius Group, che sale del 34% dopo risultati trimestrali superiori alle attese.
Super Micro +19%, Nvidia avanza del 3%
Tra i protagonisti anche Super Micro Computer, in rialzo del 19% dopo aver previsto per l’anno fiscale 2027 ricavi superiori alle aspettative di Wall Street.
Positive anche le società dei semiconduttori.
Nvidia guadagna il 3%, mentre Micron Technology sale del 4,9%.
Il Philadelphia Semiconductor Index avanza di circa il 2,5%, anche se rimane ancora circa il 15% sotto il massimo storico raggiunto a giugno.
La seduta conferma quindi come il tema dell’intelligenza artificiale continui a rappresentare uno dei principali motori del mercato azionario americano.
ASX verso una nuova apertura negativa
Il buon tono di Wall Street non sembra però destinato a trasferirsi immediatamente sul mercato australiano.
I futures indicano per l’ASX un’apertura in calo dello 0,2%, suggerendo una nuova seduta debole dopo le recenti difficoltà .
Gli investitori australiani continueranno a osservare da vicino sia l’andamento dei mercati americani sia le prospettive sui tassi d’interesse globali.
Il dollaro australiano, intanto, si muove lateralmente, senza variazioni significative.
Petrolio stabile
Poche variazioni anche sul mercato energetico.
I prezzi del petrolio sono rimasti sostanzialmente stabili durante la notte, in assenza di nuovi sviluppi rilevanti provenienti dal Medio Oriente.
Il quadro generale resta quindi caratterizzato da mercati relativamente cauti: Wall Street trova sostegno nell’inflazione in linea con le attese e nei risultati delle società legate all’AI, mentre l’Australia si prepara a un’apertura ancora leggermente negativa.
Per gli investitori, il punto centrale resta la Federal Reserve.
Con l’inflazione al 3,4% e segnali di rallentamento dal mercato del lavoro, cresce infatti la convinzione che settembre possa trascorrere senza un nuovo rialzo dei tassi.
