Il premier del Western Australia Roger Cook reagisce con furia al rapporto provvisorio della Productivity Commission sulla distribuzione della GST. Secondo il documento, WA avrebbe beneficiato in modo sproporzionato delle riforme del 2018. Cook parla di “attacco” allo Stato e promette battaglia. Albanese, però, assicura che il Western Australia continuerà ad avere un trattamento equo.
È scontro aperto tra Western Australia e Productivity Commission sulla distribuzione della GST.
Il premier del WA Roger Cook ha reagito con toni durissimi al rapporto provvisorio che mette in discussione gli effetti delle riforme introdotte nel 2018, arrivando a definire gli autori del documento “east coast clowns”.
Secondo il rapporto, il Western Australia sarebbe stato l’unico Stato o Territorio a beneficiare direttamente delle nuove regole di distribuzione della Goods and Services Tax e avrebbe ricevuto, nel 2024-25, risorse sufficienti a coprire il 113% del proprio fabbisogno fiscale stimato, contro circa il 98% degli altri Stati.
Cook: «Un attacco ai lavoratori del WA»
La reazione del premier è stata immediata.
Cook ha definito il rapporto un “attacco a ogni lavoratore del Western Australia”, sostenendo che la Commissione non comprenderebbe il ruolo che lo Stato svolge nell’economia nazionale.
Il premier ha insistito sul fatto che il WA, grazie in particolare all’industria mineraria, contribuisce in modo decisivo alla ricchezza australiana e non dovrebbe essere penalizzato per il proprio successo.
Secondo Cook, modificare il sistema significherebbe togliere risorse al Western Australia per sostenere Stati che, a suo giudizio, hanno fatto meno per sviluppare la propria economia.
Il nodo delle riforme del 2018
La Productivity Commission sta esaminando le modifiche introdotte nel 2018 al sistema di horizontal fiscal equalisation, il meccanismo che determina come viene distribuita la GST tra gli Stati e i Territori.
Il principio di base è che ogni giurisdizione dovrebbe avere risorse sufficienti per offrire servizi pubblici e infrastrutture di qualità comparabile.
Le riforme furono introdotte dopo anni di forte tensione politica nel Western Australia, dove il boom minerario aveva aumentato enormemente la capacità fiscale dello Stato ma, allo stesso tempo, ridotto la sua quota di GST.
La Commissione riconosce che proprio questo meccanismo aveva alimentato in WA la percezione di “perdere” una parte eccessiva delle proprie entrate.
Il rapporto: WA oggi riceve più del necessario
Secondo il documento provvisorio, però, le modifiche del 2018 avrebbero spostato troppo l’equilibrio nella direzione opposta.
Il rapporto sostiene che il Western Australia dispone oggi di risorse superiori a quelle necessarie per raggiungere il livello di servizi previsto dal sistema nazionale di perequazione.
È proprio questo passaggio ad aver provocato la reazione di Perth.
La Productivity Commission sottolinea che una quota minore di GST per uno Stato non rappresenta una “punizione”, ma riflette semplicemente una minore necessità di sostegno federale.
«Dodgy, deceitful and dumb»
Cook non ha risparmiato parole.
Ha definito alcune delle opzioni avanzate dalla Commissione “dodgy, deceitful and quite frankly dumb”, cioè dubbie, ingannevoli e, senza mezzi termini, stupide.
La Commissione ha infatti indicato tre possibili strade per modificare il sistema.
Tra queste figura anche un ritorno al meccanismo precedente al 2018, accompagnato da strumenti più diretti e trasparenti per gestire l’impatto delle entrate minerarie.
Per il governo del WA sarebbe una linea rossa.
Saffioti al fianco del premier
Accanto a Cook, anche la Treasurer del Western Australia Rita Saffioti ha attaccato duramente il documento.
Il governo statale sostiene da tempo che l’attuale accordo sulla GST non debba essere riaperto e ha già condotto una forte campagna politica per difenderlo.
La conferenza stampa di Cook e Saffioti ha avuto anche un momento surreale: l’edificio è stato evacuato per un allarme antincendio.
Saffioti ha ironizzato dicendo, in sostanza, che mentre loro erano fuori qualcuno avrebbe potuto portarsi via la GST del Western Australia.
Albanese rassicura Perth
Cook ha dichiarato di aver parlato direttamente con il primo ministro Anthony Albanese.
Secondo il premier del WA, Albanese gli avrebbe assicurato che gli accordi attualmente in vigore resteranno in piedi e che il rapporto della Productivity Commission non rappresenta automaticamente la posizione del governo federale.
Poche ore prima, Albanese aveva già dichiarato pubblicamente che il Western Australia avrebbe ricevuto una “fair share”, una quota equa, riconoscendo il ruolo centrale dello Stato nell’economia nazionale.
Il governo federale, però, dovrà attendere la conclusione dell’inchiesta prima di prendere decisioni definitive.
La Productivity Commission prevede infatti di consegnare il rapporto finale entro la fine del 2026.
Una battaglia che riguarda tutta l’Australia
Il problema non riguarda soltanto Perth.
Qualsiasi modifica al meccanismo di distribuzione della GST ha conseguenze per tutti gli Stati e i Territori.
Se il Western Australia riceve una quota maggiore, il Commonwealth deve compensare gli altri oppure aumentare il proprio contributo.
È proprio questo uno degli elementi più controversi dell’attuale sistema.
Negli ultimi mesi economisti e governi statali hanno presentato posizioni fortemente divergenti alla Productivity Commission, segno di quanto la questione sia politicamente esplosiva.
WA pronto alla battaglia
Cook non sembra intenzionato a fare concessioni.
Il suo messaggio è che il Western Australia continuerà a difendere l’accordo del 2018 come una conquista ottenuta dopo anni in cui lo Stato riteneva di essere penalizzato dal sistema federale.
Per la Productivity Commission, invece, il nodo è ristabilire un principio di equità tra tutte le giurisdizioni.
Due visioni difficili da conciliare.
E con il rapporto finale atteso entro dicembre, la battaglia sulla GST rischia di diventare uno dei temi più esplosivi della politica australiana nei prossimi mesi.
Per ora, una cosa è certa:
Perth non ha alcuna intenzione di rinunciare a un solo dollaro senza combattere.
