Esplosione alla fabbrica di munizioni di Colleferro, Crosetto: «Nessun elemento che indichi un coinvolgimento russo»

Il governo italiano non dispone al momento di elementi che facciano pensare a un sabotaggio russo dietro l’esplosione avvenuta la scorsa settimana nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, alle porte di Roma. Il ministro della Difesa Guido Crosetto invita alla prudenza, mentre proseguono le indagini sulle cause dell’incidente.

Resta ancora da chiarire cosa abbia provocato la violenta esplosione avvenuta giovedì nello stabilimento di munizioni KNDS Ammo Italy a Colleferro, a sud-est di Roma.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha però escluso, allo stato attuale, che vi siano elementi concreti per collegare l’episodio alla Russia.

«Non c’è alcuna indicazione che possa trattarsi di qualcosa di diverso da un problema interno», ha dichiarato il ministro, cercando di frenare le speculazioni su un possibile sabotaggio.

L’esplosione dopo un incendio

L’incidente si è verificato dopo che i vigili del fuoco erano già stati chiamati nello stabilimento per affrontare un incendio.

Successivamente si è verificata una forte esplosione. Non sono stati segnalati feriti.

Le circostanze restano sotto esame e la stessa KNDS, gruppo franco-tedesco proprietario dello stabilimento attraverso la controllata italiana, ha fatto sapere che le cause sono ancora oggetto di indagine.

Il sito di Colleferro produce munizioni di medio e grosso calibro destinate a sistemi di difesa terrestri e navali, oltre a propellenti solidi utilizzati anche nel settore aerospaziale.

Le ipotesi al vaglio

Il governo non ha commentato le notizie secondo cui lo stabilimento produrrebbe anche munizioni destinate all’Ucraina.

Il quotidiano La Repubblica ha riferito che gli investigatori starebbero valutando eventuali collegamenti con episodi simili avvenuti in impianti di munizioni in Bulgaria.

Gli inquirenti, contattati da Reuters, non hanno però rilasciato commenti.

Al momento, dunque, non esistono elementi pubblicamente confermati che colleghino l’esplosione a un’azione esterna o a operazioni di sabotaggio.

Calenda chiede chiarimenti in Parlamento

Sul caso è intervenuto anche Carlo Calenda, leader di Azione, chiedendo al governo di riferire rapidamente in Parlamento.

Secondo Calenda è necessario chiarire quanto accaduto per evitare che rimangano dubbi sull’eventualità di un attacco ibrido russo contro un’infrastruttura legata al settore della difesa.

Una richiesta che riflette il clima di attenzione crescente in Europa nei confronti della sicurezza degli impianti militari e industriali strategici.

Nessun commento dall’ambasciata russa

L’ambasciata russa in Italia non ha rilasciato dichiarazioni sull’incidente.

Le indagini proseguono quindi con particolare attenzione, ma la posizione del governo italiano resta, per ora, netta: nessun indizio concreto indica un coinvolgimento della Russia.

La priorità degli investigatori sarà stabilire se l’esplosione sia stata causata da un incidente tecnico, da un problema interno allo stabilimento o da altre circostanze.

Fino a quel momento, ogni ipotesi di sabotaggio resta soltanto una possibilità non dimostrata.