Caso Mangione, processo statale rinviato: udienza il 10 dicembre, sentenza federale il 18

Slitta il processo nello Stato di New York contro Luigi Mangione per l’uccisione del CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson. Il rinvio arriva dopo che il 28enne si è dichiarato colpevole nel procedimento federale per due capi d’accusa di stalking collegati all’omicidio. La prossima udienza statale è stata fissata al 10 dicembre, mentre il 18 dicembre è prevista la sentenza nel procedimento federale.

Il processo statale avrebbe dovuto iniziare l’8 settembre, ma il giudice Gregory Carro ne ha disposto il rinvio mentre viene esaminata la richiesta della difesa di archiviare le accuse di New York.

Mangione ha ammesso davanti al tribunale federale di aver seguito e ucciso Brian Thompson, assassinato il 4 dicembre 2024 davanti a un hotel di Manhattan. Si è dichiarato colpevole delle accuse federali di stalking, senza raggiungere un accordo sulla pena con la procura. I pubblici ministeri federali hanno annunciato che chiederanno l’ergastolo

La battaglia sul doppio processo

La difesa sostiene che, dopo la dichiarazione di colpevolezza federale, continuare anche con il procedimento statale significherebbe processare Mangione due volte per la stessa condotta, in violazione delle protezioni previste dalla legge di New York contro il cosiddetto double jeopardy.

I procuratori di Manhattan contestano questa interpretazione, sostenendo che le accuse statali e federali presentano elementi giuridici differenti.

Mangione continua infatti a dichiararsi non colpevole nel procedimento statale, dove deve rispondere, tra l’altro, di omicidio di secondo grado e reati legati al possesso di armi. Se condannato per omicidio nello Stato di New York, rischia una pena da 25 anni all’ergastolo. 

Le prossime scadenze

La procura di Manhattan dovrà rispondere alla richiesta di archiviazione della difesa entro il 9 ottobre. La successiva comparizione davanti al giudice statale è prevista per il 10 dicembre.

Otto giorni più tardi, il 18 dicembre, Mangione tornerà invece davanti al giudice federale per conoscere la pena relativa alla sua dichiarazione di colpevolezza. 

Due delle precedenti accuse federali che avrebbero potuto esporlo alla pena di morte erano già state eliminate dal giudice all’inizio dell’anno.

Il caso entra quindi in una nuova fase: Mangione ha ammesso l’uccisione nel procedimento federale, ma resta ancora aperta la battaglia giudiziaria sulla possibilità che New York possa processarlo separatamente per omicidio.