Coles ha registrato un utile netto statutario di 1,1 miliardi di dollari nell’ultimo esercizio finanziario, in crescita dell’1%, mentre l’utile sottostante è salito del 13% a 1,26 miliardi. A pesare sui conti è stato soprattutto un accantonamento da 235 milioni di dollari legato alla vicenda dei dipendenti sottopagati e alla decisione della Federal Court del settembre 2025.
Il gigante australiano dei supermercati continua a crescere, ma i risultati dell’anno sono accompagnati da una delle questioni più delicate della sua storia recente: il contenzioso relativo ai pagamenti di alcuni lavoratori.
Coles ha infatti contabilizzato 235 milioni di dollari di costi di remediation, pari a circa 165 milioni dopo le imposte, collegati ai procedimenti avviati dal Fair Work Ombudsman e alla sentenza della Federal Court del settembre 2025.
Senza queste poste straordinarie, la fotografia del gruppo appare decisamente più forte.
Utile sottostante a 1,26 miliardi
L’utile sottostante è cresciuto del 13%, raggiungendo 1,26 miliardi di dollari, mentre il profitto statutario si è fermato a 1,1 miliardi proprio a causa degli oneri eccezionali.
Anche gli azionisti beneficeranno dei risultati: il dividendo complessivo salirà a 78 centesimi per azione, il 13% in più rispetto all’anno precedente.
Le vendite dei supermercati, escludendo il tabacco, sono aumentate del 5,1%.
Automazione e vendite online spingono i risultati
Una parte importante della crescita arriva dagli investimenti in automazione ed eCommerce.
Secondo l’analisi riportata nel documento, Coles ha ottenuto circa 311 milioni di dollari di risparmi sui costi durante l’anno. Le vendite online hanno raggiunto 5,6 miliardi di dollari e, nelle prime settimane del nuovo esercizio, quasi un dollaro ogni sei speso da Coles sarebbe arrivato dal canale digitale.
I centri automatizzati per la preparazione degli ordini online avrebbero inoltre raggiunto un EBITDA positivo già nel loro secondo anno di attività.
Un segnale che gli ingenti investimenti tecnologici degli ultimi anni stanno iniziando a produrre ritorni concreti.
Il nodo degli stipendi
Il risultato, però, riporta inevitabilmente l’attenzione sulla gestione del personale.
Secondo i calcoli riportati nel live finanziario, una volta escluso l’accantonamento da 235 milioni, i costi salariali sarebbero aumentati di circa il 2,07% nell’anno, mentre l’inflazione nello stesso periodo avrebbe raggiunto il 4%.
Coles continua a indicare circa 115.000 dipendenti, rendendolo uno dei maggiori datori di lavoro privati del Paese.
È proprio per questo che la vicenda dei sottopagamenti assume un peso che va oltre il semplice impatto sul bilancio.
Tagliati anche i bonus dei dirigenti
Il consiglio di amministrazione ha deciso inoltre di ridurre o trattenere parte degli incentivi destinati ad alcuni dirigenti, tenendo conto sia della vicenda dei pagamenti ai dipendenti sia di un separato caso relativo alle rappresentazioni dei prezzi.
Il valore complessivo della remunerazione dirigenziale rinunciata o trattenuta è stato indicato in circa 1,659 milioni di dollari.
Per la CEO e managing director Leah Weckert, la riduzione dell’incentivo di breve periodo è stata di 414.000 dollari.
Coles: «Un anno di forte performance»
Weckert ha definito il 2026 un altro anno di performance solida, citando crescita delle vendite, miglioramento della soddisfazione dei clienti e maggiore coinvolgimento dei dipendenti.
La CEO ha attribuito parte dei risultati agli investimenti in automazione, eCommerce e disciplina operativa, nonostante un contesto caratterizzato da costo della vita elevato, incertezza geopolitica e maggiore complessità normativa.
Restano invece difficoltà nel business dei liquori, dove gli utili si sono quasi dimezzati e circa 30 negozi dovrebbero essere chiusi nell’ambito del piano di rilancio.
Profitti forti, ma il caso lavoratori resta aperto
I numeri mostrano quindi un gruppo finanziariamente solido, capace di aumentare significativamente il profitto sottostante e di premiare gli azionisti.
Ma i 235 milioni accantonati per la remediation dei lavoratori ricordano che la crescita economica non cancella automaticamente le responsabilità legate alla gestione del personale.
Per Coles, la sfida sarà ora dimostrare di poter continuare a migliorare margini, automazione e vendite senza lasciare irrisolto il rapporto con una forza lavoro di oltre centomila persone.
