Casinometro mondiale

di Rosanna Dabbene Perosino

Zzzzzzzzzzz. Cari amici umani, ma cosa vi sta succedendo? In questi ultimi dieci anni, anziché cercare di creare prosperità per il futuro dell’umanità, i vostri capitani sono solo riusciti a creare guerre un po’ dappertutto, creare viruses ed antiviruses dannosi all’umanità…

Non vi sembra un complotto mondiale per eliminare il massimo numero di materiale umano dalla faccia della Terra? Credo che questi pensieri si siano sicuramente formati anche in voi, poiché venite costantemente bombardati dal fatto che sulla Terra siete troppi e, siccome il vostro cervello possiede la facoltà d’imparare, adattarsi, ma anche riorganizzarsi, processo conosciuto col nome di “neuroplasticità”, è logico che, dopo qualche tempo, anche se non siete scienziati, il vostro cervello riesca a capire cosa veramente stia succedendo a questa vostra povera umanità.

E poi si aspettano anche di essere votati! Per cosa, per la ghigliottina? Uh, pardonnez-moi! E questo sarebbe un mondo felice in cui crescere i propri figli, tra una criminalità crescente, droghe a non finire, nessun aiuto alle famiglie da parte degli addetti ai lavori, per dare agio a gente che spende a destra e a manca, per puro divertimento e senza alcun rutegno, il vostro denaro.

Oltretutto, proprio per le loro spese pazze, l’Australia si trova ad avere un deficit di oltre 2 trilioni di dollari. Coosaaaa? Zzzzzzzzzzz. Sì, sì, avete proprio capito. Io ragiono come una mosca e perciò non riesco a livellarmi con questo vostro modo di accettare tutto quanto vi viene propinato…

Ma sentiamo cosa si dice in giro sulla situazione odierna. Zzzzzzzzzzzzzzzzz.

Seduti al tavolino di un caffè di Haberfield, quattro amici di origine italiana stanno conversando: Alessio, architetto, con tre figli; Manuele, gioielliere, senza figli; Dario, costruttore, con due figli; Raffaele, infermiere dell’ospedale, con due figli.

Essi stanno consumando un panino durante la pausa pranzo, mentre discutono sui problemi odierni.

Alessio è molto preoccupato. Egli dice:

«La mia famiglia ha un problema gravissimo, perché uno dei miei tre figli ha fatto amicizia con dei giovani dediti alla droga. Ora è anch’egli imbranato e, poiché in Australia vige la legge che i genitori non possono più allevare i propri figli, perciò non possono nemmeno reagire o consigliare ad essi di usare un sano comportamento, per via dell’altamente discutibile “privacy” dei figli stessi.

Naturalmente, se esiste un elemento debole che si lascia influenzare da gente senza scrupoli, che ha il segno del dollaro negli occhi, come Paperon de’ Paperoni, l’antico avido di denaro dei fumetti del passato, i genitori non possono fare altro che vedere questo povero figlio deteriorarsi nel corpo e nella mente, diventare violento con i fratelli, le sorelle ed i genitori, senza che nessuno della famiglia possa fare nulla per fargli riprendere il lume della ragione. Inoltre, anche se intervenisse la polizia, non succederebbe nulla.

Io e mia moglie abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per mantenere la nostra famiglia decorosamente. Abbiamo mandato i nostri figli alla scuola cattolica, in modo da dare loro un’educazione come si deve, e vediamo che tutto ciò non è servito a nulla, perché in Australia non esiste una legge vera e propria che condanna i criminali e protegge le persone oneste.

Anzi, sembra che i criminali siano proprio quelli che non vanno mai in galera, perché con il “bail” il gioco è fatto. Perciò, siccome i criminali hanno i soldi, essi pagano e sono fuori e possono continuare a commettere altri crimini alla faccia di noi stupidi, onesti cittadini.

Io e mia moglie ci sentiamo abbandonati da chi dovrebbe avere il potere di proteggerci. Davanti a noi non vediamo futuro, solo un cancello chiuso, dove è impossibile comunicare con il nostro amato figliolo.

Vediamo le autorità come delle marionette, statue senza vita o sentimenti, oggetti senz’anima, che prendono le decisioni sul nostro destino, mentre se la spassano usando i soldi delle nostre tasse. Noi non sappiamo se dentro le loro teste esistano dei contatti, dei sentimenti umani o solo dei vermi che si mangiano uno con l’altro per sopravvivere».

«Mannaggia, Alessio», interviene Manuele, «mi dispiace tanto sapere che tu sia in questo stato di completa disperazione e non capisco perché il nostro governo abbia permesso di eliminare completamente tutto il potere dai genitori. Io penso che, quando si ha famiglia, ci si sente responsabili per i figli fino alla morte.

Per me questo superpotere sulle nuove generazioni, che il Governo si è assunto togliendolo alle famiglie, è come un atto di pirateria famigliare e spero tanto che coloro che stilano e fanno osservare queste leggi capiscano l’enorme danno che hanno subito ed ancora stanno subendo i nuclei famigliari.

Purtroppo, io e mia moglie abbiamo vissuto ossessionati dal fatto di non poter avere figli, ma oggi devo dire che sono contento, perché non so proprio come potrei vivere con un dilemma come il tuo.

L’unica cosa che ti posso dire è che, se hai bisogno di aiuto, io sono disponibile per te. Comunque, a parte i problemi della famiglia, in Australia abbiamo migliaia di altri problemi che non vengono nemmeno menzionati.

Infatti, io ho un’oreficeria e sono già stato derubato due volte. I due ladri portavano passamontagna, così non si poteva vedere il viso, e non sono mai stati presi. Durante i furti, io sono anche stato malmenato, ma non ho potuto difendermi.

La legge dice così, no? Perché, se ti difendi e ferisci o uccidi qualcuno dei ladri, salvati cielo, siccome esiste quella “roba” che loro continuano a chiamare legge, ma che ha completamente perso ogni senso legale…

Infatti, quando dovrebbero darti la medaglia perché sei riuscito a prendere un criminale che loro non riuscirebbero mai a prendere, ti mettono in galera! Proprio così, mettono in galera la vittima, non i criminali! Ah! Ah! Ah! Roba da commedia dell’arte.

Abbiamo l’esempio di ciò che è successo ad un povero disgraziato in Italia qualche tempo addietro. Perché non solo ha avuto la vita distrutta, mentre il suo commercio è andato a farsi friggere, ma la “Legge” gli ha affibbiato 14 anni di galera.

Inoltre, le famiglie dei ladri hanno chiesto i danni per i due morti ed il ferito — tre criminali — che ammonterebbero a 750.000 euro. Gli italiani hanno reclamato, ma non si sa mai come va a finire, perché il mondo funziona alla rovescia.

Perciò, io un giorno chiuderò il mio negozio e mi dedicherò alla pesca, sempre sperando che i pesci non mi chiedano i danni… A questo punto, chi può più avere fiducia nei governi, nella legge o nella giustizia?».

Ora è Dario che prende la parola:

«Ben detto, Manuele. Infatti, stiamo tutti vivendo in un mondo che non sembra avere nulla di reale. Stiamo ascoltando storie senza senso, che si ripetono all’infinito, senza alcuna risoluzione utile o pratica.

Io personalmente ritengo che il colpo di grazia al benessere australiano sia stato inflitto dall’avvento della tassa governativa GST, cui gli australiani non erano preparati.

A quei tempi c’era un ministro che disse alla popolazione: “Se io vincerò le elezioni, nel mio governo non entrerà mai la tassa GST”.

Infatti, la gente lo votò — anch’io, che cretino — e dopo pochissimo tempo arrivò anche la GST. I miei genitori avevano un piccolo commercio, appena all’inizio. Con quella nuova tassa sarebbe stata necessaria una segretaria.

Ma, poiché essi non se la potevano permettere, hanno dovuto rimetterci tutto. Come loro, moltissimi piccoli commerci hanno fatto la stessa fine.

Per me quella è stata la più grande fandonia della storia australiana e da allora ho smesso di credere ai politici, mentre l’Australia ha cominciato a cadere sempre più in basso. Ora i nostri figli non possono nemmeno più comprarsi casa, perché una casa a Sydney costa il doppio di una casa a Montecarlo.

Noi abbiamo amici che abitano in America, nello Utah, dove tutti i giovani possono ancora comprarsi casa. Non in Australia.

I miei genitori sono venuti in Australia lasciando tutti i loro affetti famigliari e sia loro sia noi abbiamo sofferto moltissimo per questo. Gli hanno detto che era “The Lucky Country” e credo che, per un po’, fu davvero “lucky”, ma col tempo è diventata “The Twisted Country”, perché tutti abbiamo dovuto vivere la nostra vita in questa terra piena d’ipocrisie.

Ora, anche se i miei volessero, non sarebbe più possibile per loro tornare indietro, perché sono stati strippati della cittadinanza italiana e sono diventati “alieni legali”. Perciò si sentono imprigionati in una terra che non ha mantenuto nessuna promessa fatta al loro arrivo.

Così è come si sentono i miei genitori ed anche se noi figli ci siamo, in qualche modo, adattati, viviamo disorientati in un Paese che, anziché progredire, è regredito nel tempo, dove non esiste spazio per dimostrare il proprio potenziale, dando troppo retta e troppo potere a tutti coloro che continuano ad arrivare da chissà dove, Paesi in cui sembra che non sia nemmeno necessario obbedire ad una qualsiasi legge.

Poiché ci dicono che noi dobbiamo rispettarli, anche se loro non rispettano noi, siamo costretti a sottostare al loro volere, solo per non crearci dei problemi legali.

Fortunatamente, i miei figli non si sono lasciati trascinare dalla droga. Sia il maschio sia la femmina si sono sposati ed hanno già dei pargoletti, ma fanno una grande fatica a pagare le rate delle loro case ed hanno dovuto eliminare il periodo delle ferie estive.

Speriamo solo che nessuno di loro si ammali, altrimenti non ce la faranno. Stiamo tutti vivendo in un clima d’insicurezza estrema che ci fa diventare nervosi, affannati e facili alle malattie».

È la volta di Raffaele, che interviene dicendo:

«Avete proprio ragione a proposito delle malattie. Io, essendo infermiere, ne vedo di tutti i colori. Gente che è sempre stata sanissima s’ammala di colpo e muore prima che si possa fare qualsiasi cosa.

A volte non si riesce nemmeno a capire la ragione della sua morte. La salute è diventata anch’essa una cosa irreale.

Comunque, ho letto qualcosa sulla salute degli individui che si riferisce a Robert F. Kennedy Jr., che è il più controverso Segretario alla Salute in America. Egli era conosciuto come un prolifico e tradizionalista personaggio, che faceva di tutto per il mantenimento della produzione di generi alimentari senza elementi nocivi.

La sua dedizione alla guerra contro i prodotti nocivi lo fece apparire su uno dei numeri della rivista “Time”, con la nomina di “Eroe per il Pianeta”.

Sia che il problema si riferisca ad un fiume, ad un vaccino, un pesticida, una droga psichiatrica o un prodotto chimico in una pappa di cereali per bambini, Kennedy ritorna sempre alla stessa domanda morale: “Chi ne ha un beneficio, chi paga e perché a coloro che ne sono danneggiati viene chiesto di stare zitti?”.

Ecco perché la sua campagna sulla salute non può venire separata dalla sua carriera dedicata all’ambiente. Ah, come sarebbe bello averne uno così anche in Australia!».

Zzzzzzzzzzzzzzciaooooooooo.