National Cabinet, scontro sui data centre: Stati divisi su energia, AI e nuovi standard nazionali

Il National Cabinet si prepara a una riunione ad alta tensione. Al centro del confronto tra il premier Anthony Albanese e i leader di Stati e Territori ci sarà soprattutto il futuro dei data centre per l’intelligenza artificiale, destinati a consumare una quota sempre maggiore dell’elettricità australiana. Sul tavolo anche violenza domestica, influenza aviaria H5N1, sicurezza dei carburanti e buyback delle armi, mentre il tema GST resterà fuori dall’agenda.

La crescita dell’intelligenza artificiale sta diventando anche una questione energetica.

Premiers e chief ministers si incontrano oggi a Sydney con Anthony Albanese per discutere una lunga serie di priorità nazionali, ma il dossier più controverso sarà quello dei data centre, infrastrutture essenziali per lo sviluppo dell’AI e sempre più affamate di energia.

Il governo federale vuole introdurre standard nazionali che impongano ai nuovi grandi centri dati di garantire una parte significativa dell’energia necessaria attraverso fonti rinnovabili, oltre a rispettare requisiti su consumo idrico e contributi alle comunità locali.

Data centre dal 3% al 13% dei consumi elettrici

Secondo l’Australian Energy Market Operator, i data centre consumano oggi circa il 3% dell’elettricità nazionale, ma questa quota potrebbe salire fino al 13% entro dieci anni.

Il ministro federale dell’Energia Chris Bowen sostiene che il sistema australiano potrà assorbire questa crescita se le regole saranno impostate correttamente.

La linea del Commonwealth è che i nuovi data centre dovranno arrivare con propria capacità rinnovabile, sostenuta da gas firming per garantire continuità quando sole e vento non sono disponibili.

Bowen ha anche respinto l’ipotesi di alimentare i data centre con piccoli reattori nucleari modulari, definendoli troppo costosi e troppo lenti da realizzare.

Queensland e Northern Territory contrari

Il piano federale incontra però la forte opposizione di Queensland e Northern Territory.

Il vicepremier del Queensland Jarrod Bleijie ha detto che il suo governo non intende essere costretto da Canberra verso un’unica soluzione energetica.

Secondo Bleijie, il Queensland vuole poter attirare investimenti nei data centre utilizzando diverse fonti energetiche e non intende imporre il rinnovabile alle comunità regionali.

Lo scontro si è fatto ancora più duro dopo che Bowen ha lasciato intendere che il Commonwealth potrebbe, se necessario, approvare leggi capaci di prevalere su quelle statali.

Bleijie ha definito questo approccio sbagliato e ha invitato il governo federale a negoziare invece di minacciare interventi unilaterali.

Violenza domestica: verso un nuovo piano nazionale

Un altro tema centrale sarà la violenza domestica e sessuale contro donne e bambini.

Stati e Territori dovrebbero concordare un’accelerazione del lavoro per il prossimo piano nazionale quinquennale, atteso all’inizio del prossimo anno.

Più di una dozzina di parlamentari crossbench hanno però chiesto ad Albanese di andare oltre.

Tra le richieste c’è quella di trasformare la Domestic, Family and Sexual Violence Commission in una vera autorità statutaria, dotandola del potere di raccogliere dati obbligatori, verificare la spesa pubblica e valutare se i programmi finanziati stiano effettivamente riducendo la violenza.

Secondo i parlamentari, dopo oltre un migliaio di raccomandazioni prodotte da revisioni e inchieste nell’ultimo decennio, manca ancora una supervisione chiara su come vengano spesi miliardi di dollari pubblici.

H5N1, briefing nazionale

I leader riceveranno anche un aggiornamento dal Chief Veterinary Officer sulla diffusione dell’influenza aviaria H5N1.

Il virus è stato ormai rilevato in tutti e sei gli Stati australiani e recentemente è stato confermato anche un caso in un mammifero.

Su questo fronte è attesa maggiore collaborazione tra Commonwealth, Stati e Territori rispetto ad altri dossier più politici.

Sicurezza dei carburanti e guerra con l’Iran

Chris Bowen presenterà anche un aggiornamento sulla fuel security australiana.

Le tensioni in Medio Oriente e le interruzioni collegate alla guerra tra Stati Uniti e Iran hanno riacceso i timori sulla vulnerabilità delle catene di approvvigionamento.

L’Australia importa una quota importante dei propri combustibili raffinati e resta quindi esposta a shock internazionali sui prezzi e sulle rotte marittime.

Buyback delle armi ancora senza consenso nazionale

Più difficile appare invece il confronto sul national gun buyback promosso da Albanese dopo l’attacco terroristico di Bondi.

Al momento soltanto New South Wales e ACT hanno aderito alla proposta.

Il Western Australia ha recentemente completato un proprio programma volontario, ma non sembrano esserci altri Stati pronti a entrare nel piano federale.

Questo significa che, almeno per ora, l’iniziativa resta lontana dall’essere realmente nazionale.

GST fuori dall’agenda

Nonostante settimane di polemiche tra governi statali, la distribuzione della GST non verrà discussa formalmente.

Le posizioni dei diversi Stati sono già note e non sembrano esserci le condizioni per raggiungere un nuovo compromesso nel breve periodo.

Anche il controverso piano federale per uniformare il private health insurance rebate, che potrebbe ridurre il beneficio per gli australiani più anziani, resterà fuori dall’agenda.

Un National Cabinet sempre più difficile

La riunione mostra quanto siano diventati complessi i rapporti tra Canberra e gli Stati.

Su temi come influenza aviaria e violenza domestica esiste spazio per un coordinamento comune.

Su energia, AI, armi e finanziamenti, invece, gli interessi divergono rapidamente.

Il caso dei data centre sintetizza perfettamente il problema: l’Australia vuole attrarre investimenti miliardari nell’intelligenza artificiale, ma deve decidere chi fornirà l’energia, con quali tecnologie e soprattutto chi pagherà il costo della nuova domanda elettrica.

È su questa domanda che oggi potrebbe aprirsi il confronto più duro tra Albanese e i governi statali.

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National Cabinet diviso sui nuovi standard energetici per i data centre AI. Sul tavolo anche violenza domestica, H5N1, fuel security e buyback delle armi.