di Emanuele Esposito
C’è una sinistra che continua a parlare come se fosse ancora davanti ai cancelli della Fiat negli anni Settanta. Operai, salari, diseguaglianze, privilegi, ricchi contro poveri. Poi arriva agosto, cala il sipario del comizio, e improvvisamente il proletariato può aspettare: ci sono il mare cristallino, il lettino comodo e magari un bicchiere di bollicine da godersi.
La vicenda raccontata da Mimmo Mazza sulla Gazzetta del Mezzogiorno ha come protagonista Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. Secondo il giornale, prima di raggiungere la festa regionale di Alleanza Verdi Sinistra a Giovinazzo, Fratoianni avrebbe trascorso una giornata al Togo Bay Beach di Torre Lapillo, uno degli stabilimenti più esclusivi della zona, dove un ombrellone con due lettini viene indicato a circa 70 euro.
E allora? È vietato? Naturalmente no.
Fratoianni può andare dove vuole, bere ciò che vuole, scegliere il lido che preferisce e spendere i propri soldi come meglio crede. Non è questo il problema. Il problema nasce quando una certa sinistra pretende di impartire lezioni morali agli altri persino su come trascorrono le vacanze.
Perché pochi giorni prima avevamo assistito all’ennesimo processo politico-mediatico sulle ferie di Giorgia Meloni. Vacanze «d’oro», località esclusive, sicurezza, uomini della scorta. Persino la presenza della scorta del presidente del Consiglio era sembrata diventare materia da indignazione nazionale.
La scorta.
Come se un presidente del Consiglio potesse decidere una mattina di lasciare gli agenti a Palazzo Chigi perché vuole andare al mare senza disturbare il racconto pauperista di qualche commentatore.
La questione, dunque, non è il lettino di Fratoianni. È il doppio standard.
Quando il lusso lo sfiora la destra, diventa immediatamente una questione morale. Quando invece riguarda un esponente della sinistra, ecco comparire la libertà individuale, la privacy, il diritto alle vacanze e naturalmente l’invito a non fare demagogia.
Curioso.
Vale anche per la Tesla. Non c’è nulla di male a viaggiare su un’auto costosa, moderna ed elettrica. Anzi. Ma sarebbe utile ricordarsene quando si racconta sistematicamente la politica attraverso una caricatura: noi dalla parte degli ultimi, gli altri dalla parte dei privilegiati.
Perché gli ultimi, quelli veri, spesso non hanno la Tesla. E probabilmente non spendono settanta euro per un ombrellone.
Sono quelli che al mare ci vanno con la borsa frigo. Quelli che parcheggiano a un chilometro dalla spiaggia per non pagare venti euro. Quelli che si portano la pasta al forno da casa e cercano un pezzo di spiaggia libera dove sistemare un telo.
Sono anche quelli che, quando si rompe un tubo della lavatrice, vengono chiamati a ripararlo.
Idraulici, muratori, elettricisti, operai, camerieri, cuochi. Gente che non frequenta i salotti dove si discute per ore del popolo ma che il popolo, molto più banalmente, lo compone.
Ed è forse qui che una parte della sinistra italiana ha perso il filo.
Non perché i suoi dirigenti debbano vivere in una comune, andare in giro con i sandali francescani o trascorrere agosto sotto un ombrellone dell’Arci. Sarebbe una sciocchezza pretenderlo.
Il punto è un altro: non puoi trasformare in peccato politico negli avversari ciò che rivendichi come normale diritto quando riguarda te stesso.
Se andare in un lido esclusivo è legittimo per Fratoianni, lo è anche per un ministro di destra.
Se avere un’automobile costosa non impedisce a un leader progressista di occuparsi dei poveri, allora possedere una casa, trascorrere una vacanza costosa o frequentare un buon ristorante non può automaticamente trasformare un esponente conservatore nel nemico del popolo.
O la morale vale per tutti, oppure non è morale: è propaganda.
E la cosa più divertente è che spesso questa superiorità morale arriva proprio da ambienti che guardano dall’alto in basso quel mondo popolare che dichiarano di voler rappresentare.
Il meccanico che vota a destra diventa improvvisamente ignorante.
L’operaio che non segue le indicazioni dell’intellighenzia è manipolato.
Il piccolo imprenditore è un evasore potenziale.
Il pensionato che non vota come dovrebbe è vittima della propaganda.
Poi però arriva il weekend e qualcuno di coloro che spiegano agli altri cosa significhi essere progressisti si ritrova tranquillamente tra lettini premium e bollicine.
Ripeto: nessuno scandalo.
Il problema non è lo champagne.
È il sermone del giorno dopo.
Fratoianni si goda pure Torre Lapillo, il mare pugliese e ogni comodità che può permettersi. Ci mancherebbe altro. Ma la prossima volta che qualcuno dalla sua area politica deciderà di fare i conti in tasca a Giorgia Meloni perché va in vacanza con la famiglia, forse sarebbe opportuno ricordare quella fotografia.
Non per dire: «Guardate, anche lui è ricco».
Sarebbe una polemica stupida.
Ma per dire qualcosa di molto più semplice:
smettetela di raccontarci che esistono vacanze moralmente di destra e ombrelloni eticamente di sinistra.
Alla fine il sole è lo stesso.
Solo che sotto certi ombrelloni il proletariato costa settanta euro al giorno.
