Australia-Isole Salomone, intesa di principio per un nuovo trattato: sul tavolo oltre 980 milioni di dollari

Australia e Isole Salomone hanno raggiunto un’intesa di principio su un nuovo trattato bilaterale che potrebbe essere firmato nelle prossime settimane. Secondo un messaggio riservato dell’Alto Commissario australiano Jeffrey Roach, verificato da ABC News, Canberra sarebbe pronta a destinare oltre 980 milioni di dollari australiani aggiuntivi al Paese del Pacifico. Il governo australiano non ha confermato pubblicamente le cifre, mentre il negoziato si inserisce in una fase di forte competizione strategica con la Cina nella regione.

Australia e Isole Salomone si avvicinano alla firma di un nuovo accordo destinato a rafforzare in modo significativo i rapporti politici, economici e strategici tra Canberra e Honiara.

Le trattative sarebbero ormai sostanzialmente concluse e fonti citate da ABC News parlano di un’intesa di principio già raggiunta, con la possibilità che il trattato venga formalizzato nelle prossime settimane. 

Il dato più rilevante riguarda l’entità dell’impegno finanziario australiano.

Secondo un messaggio inviato dall’Alto Commissario australiano Jeffrey Roach al vicepremier delle Isole Salomone Francis Sade, Canberra sarebbe pronta a destinare 280 milioni di dollari nei prossimi due anni e altri 700 milioni successivamente

Quasi un miliardo di nuovi fondi

Nel complesso, il pacchetto supererebbe quindi i 980 milioni di dollari australiani.

Il messaggio trapelato indica anche alcune delle destinazioni previste.

Circa 142 milioni di dollari australiani sarebbero destinati alla politica di istruzione gratuita del primo ministro Matthew Wale, mentre altri 47,8 milioni servirebbero per miglioramenti legati ai visti e per rispondere a richieste nel settore della sicurezza. 

Una parte delle risorse dovrebbe inoltre essere distribuita direttamente alle circoscrizioni elettorali attraverso il sistema dei constituency funds.

Secondo il documento, Canberra potrebbe destinare circa 870.000 dollari australiani a ciascuna circoscrizione entro la fine del 2026, seguiti da ulteriori contributi nei due anni successivi. Con 50 seggi parlamentari, l’impegno complessivo ammonterebbe a circa 43 milioni quest’anno e altri 25 milioni nel biennio seguente. 

Il nodo della trasparenza

Proprio il finanziamento diretto alle circoscrizioni potrebbe diventare uno dei punti più delicati del trattato.

Il sistema viene considerato importante da molti parlamentari delle Isole Salomone perché consente di finanziare direttamente progetti locali, ma nel tempo ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sul rischio di utilizzo politico delle risorse.

James Batley, dell’Australian National University, ha osservato che i rischi di corruzione e cattiva gestione esistono, ma possono essere controllati attraverso standard adeguati.

L’ex Alto Commissario australiano Lachlan Strahan ha sottolineato che il sistema può rappresentare un modo efficace per portare fondi nelle comunità locali, purché venga garantito che il denaro non sia utilizzato semplicemente per rafforzare i parlamentari in carica. 

Il messaggio trapelato nel pieno della crisi politica

La pubblicazione del messaggio arriva in un momento politicamente sensibile.

Il primo ministro delle Isole Salomone Matthew Wale ha appena superato una crisi interna, dopo che il ministro degli Interni Manasseh Maelanga aveva annunciato una mozione di sfiducia accusandolo di assumere decisioni importanti senza sufficiente consultazione del governo.

Maelanga ha poi ritirato la sfida, riconoscendo di non avere i numeri necessari per rovesciare l’esecutivo. 

Il messaggio di Roach, inviato proprio durante quella fase, potrebbe alimentare polemiche perché mostra quanto Canberra fosse interessata a chiudere rapidamente l’accordo.

Nel testo l’Alto Commissario auspicava che entrambi i Paesi riuscissero a mantenere la stabilità necessaria per definire il trattato prima della sessione di bilancio di novembre. 

Il vicepremier Sade ha respinto qualsiasi lettura politica, sostenendo che il messaggio fosse soltanto un aggiornamento sui negoziati e non uno strumento di sostegno al governo Wale. 

Canberra guarda anche alla Cina

Il trattato ha inevitabilmente anche una dimensione geopolitica.

Wale, diventato primo ministro a maggio, ha avvicinato le Isole Salomone ad Australia e Stati Uniti, firmando un nuovo accordo con la US Coast Guard e manifestando maggiore cautela verso il tentativo cinese di consolidare il proprio ruolo come partner di sicurezza del Paese. 

Per Canberra, quindi, chiudere l’accordo significa rafforzare una relazione considerata strategica in un’area nella quale la competizione con Pechino è diventata sempre più intensa.

Le Isole Salomone avevano già attirato l’attenzione internazionale negli anni scorsi per il loro rapporto crescente con la Cina, soprattutto sul terreno della sicurezza.

Il nuovo trattato con l’Australia rappresenterebbe quindi un cambiamento importante negli equilibri regionali.

Educazione, salute, infrastrutture e sicurezza

Secondo l’ufficio del primo ministro Wale, i negoziati hanno riguardato diversi settori: istruzione, sanità, infrastrutture, energia, agricoltura, formazione professionale, gestione delle risorse naturali e crescita economica.

Uno degli obiettivi dichiarati è allineare maggiormente l’assistenza australiana alle priorità nazionali delle Isole Salomone e garantire risultati misurabili per le comunità locali. 

Il ministro australiano per il Pacifico Pat Conroy non ha confermato né le cifre né i dettagli del pacchetto, ribadendo che Canberra non commenta il contenuto dei negoziati prima della firma formale del trattato. 

Un accordo strategico per il Pacifico

Se le cifre contenute nel messaggio saranno confermate, l’accordo rappresenterà un aumento molto significativo dell’impegno finanziario australiano nelle Isole Salomone.

Ma la posta in gioco va oltre gli aiuti.

Il trattato punta a consolidare un rapporto politico in una delle aree più contese del Pacifico, sostenere il governo di Honiara nelle sue priorità interne e rafforzare il ruolo dell’Australia come principale partner regionale.

La firma, se arriverà nelle prossime settimane, sarà quindi osservata non soltanto a Canberra e Honiara, ma anche a Washington e Pechino: il nuovo equilibrio strategico del Pacifico passa sempre più attraverso accordi economici, sviluppo e sicurezza.