Una comunicazione attribuita al giornalista Emanuele Bellano solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla gestione delle segnalazioni dei lavoratori impiegati attraverso CO.AS.IT. Al centro, presunti episodi di aggressione e molestie e il rischio di disparità nelle protezioni offerte.
Quali tutele vengono garantite agli assistenti linguistici di italiano che lavorano nelle scuole australiane? E che cosa accade quando uno di loro segnala un’aggressione, una molestia o un comportamento intimidatorio? Sono gli interrogativi al centro di una comunicazione attribuita a Emanuele Bellano, giornalista di Report, il programma di giornalismo investigativo di Rai 3.
Secondo la ricostruzione disponibile, la mail sarebbe stata inviata a numerosi istituti australiani nell’ambito di un approfondimento sulle condizioni degli assistenti linguistici impiegati attraverso CO.AS.IT. Ai dirigenti scolastici verrebbero richiesti chiarimenti sulle procedure di tutela e sulla gestione delle segnalazioni. L’attribuzione della comunicazione e l’effettiva estensione dell’invio restano da confermare attraverso la verifica del documento originale.
Il testo riferisce accuse di aggressioni fisiche, comportamenti sessualmente inappropriati e presunti episodi di violenza sessuale. Riporta inoltre che alcuni assistenti avrebbero percepito pressioni, esplicite o implicite, per ritirare, ridimensionare, modificare o abbandonare le proprie segnalazioni. Si tratta di accuse da verificare, che non consentono, allo stato delle informazioni disponibili, di considerare accertati gli episodi né di attribuire responsabilità.
L’attenzione si concentrerebbe anche su quanto accaduto dopo le segnalazioni. Le domande rivolte alle scuole riguarderebbero l’assistenza offerta ai lavoratori, le procedure attivate e le misure previste per evitare pressioni o ritorsioni. Un punto centrale sarebbe la ripartizione delle responsabilità tra gli istituti che ospitano gli assistenti e l’organizzazione attraverso la quale vengono impiegati.
In questo quadro rientrerebbero anche le eventuali possibilità di ricorso a investigatori esterni, mediatori, sindacati, autorità di controllo o altri organismi. L’obiettivo dei quesiti, secondo il testo, sarebbe comprendere come le procedure formali si traducano in protezioni concretamente accessibili a chi presenta una segnalazione.
È qui che emerge il tema del «doppio standard», espressione riportata nella ricostruzione della comunicazione. L’interrogativo riguarda l’eventuale differenza tra le tutele riconosciute al personale direttamente inserito nella struttura scolastica e quelle effettivamente accessibili agli assistenti impiegati attraverso un’organizzazione esterna.
La condizione dei lavoratori di origine migrante e la loro dipendenza dal rapporto con l’ente di riferimento sarebbero quindi elementi da approfondire. L’ipotesi di una disparità nelle protezioni rimane, tuttavia, una questione da accertare attraverso documenti, testimonianze e risposte dei soggetti coinvolti.
La comunicazione richiamerebbe anche il ruolo dei sindacati e il principio della solidarietà tra lavoratori. La questione posta riguarderebbe la capacità di offrire sostegno effettivo anche a chi, per posizione contrattuale o organizzativa, potrebbe incontrare maggiori difficoltà nel far valere le proprie ragioni.
Secondo il testo disponibile, alle scuole sarebbe stata proposta un’intervista di circa trenta minuti, di persona, al telefono o in videoconferenza, con la possibilità alternativa di rispondere per iscritto. Il termine indicato per le risposte è venerdì 18 settembre 2026. La comunicazione preciserebbe inoltre che, in assenza di riscontro, verrebbe dato conto dell’opportunità di replica offerta.
Le informazioni disponibili non consentono di ricostruire le eventuali risposte degli istituti o di CO.AS.IT., né l’esito delle verifiche giornalistiche. Prima di trarre conclusioni sui singoli episodi o sul funzionamento del sistema, sarà dunque necessario acquisire la documentazione originale e le posizioni delle parti interessate. Il tema sollevato resta quello dell’effettività delle tutele: quali strumenti abbia a disposizione un assistente linguistico quando segnala un problema e come venga accompagnato durante la gestione del caso.
