Sydney, Com.It.Es. e patronati a confronto con il Consolato: anziani, cittadinanza e servizi al centro

Dalle difficoltà con il codice fiscale agli aggiornamenti anagrafici, fino alle firme per le elezioni del Comitato: nell’incontro sono emerse richieste di maggiore semplicità e collaborazione. Il Consolato offre disponibilità per agevolare le sottoscrizioni sul territorio.

Ottenere un codice fiscale, recuperare un certificato di nascita, aggiornare la propria posizione anagrafica o completare una pratica di cittadinanza: per molti italiani residenti in Australia, soprattutto anziani, anche un adempimento ordinario può trasformarsi in un percorso complicato. Sono queste difficoltà quotidiane ad aver attraversato il confronto tra il Com.It.Es. di Sydney, i patronati e il Consolato Generale d’Italia, dedicato ai servizi alla comunità e alle prospettive di collaborazione in vista del rinnovo del Comitato.

Dal dialogo è emersa la funzione svolta dai patronati come primo punto di riferimento per cittadini che spesso non riescono a gestire autonomamente le procedure digitali. Gli operatori assistono le persone nella preparazione dei documenti, chiariscono le richieste degli uffici e cercano soluzioni quando una pratica si blocca tra amministrazioni italiane e australiane.

Uno dei problemi segnalati riguarda l’attribuzione del codice fiscale, necessario anche per la gestione delle domande di pensione. Per gli ultraottantenni, l’accesso al portale Fast It può rappresentare un ostacolo, al quale si aggiunge talvolta la difficoltà di reperire documenti risalenti a molti decenni fa. Non sempre è disponibile un familiare che possa seguire la procedura. In questi casi, è stato spiegato, i patronati ricorrono anche alla collaborazione dell’INPS per cercare di ottenere l’attribuzione del codice e consentire alla pratica di proseguire.

Il confronto ha affrontato anche la possibilità di utilizzare le sedi dei patronati per alcune attività preparatorie ai servizi consolari. È stata prospettata una collaborazione più ampia, richiamando esperienze di decentramento adottate in altri Paesi. Il Console ha tuttavia espresso riserve sull’utilità di questa soluzione nel contesto locale, soprattutto per i passaporti: le verifiche sugli archivi, l’acquisizione dei dati biometrici e la conclusione della procedura richiedono comunque l’intervento dell’ufficio consolare.

Il punto decisivo, ha sottolineato, resta l’aggiornamento dell’anagrafe. Matrimoni, divorzi, nascite e cambi di indirizzo non comunicati possono impedire il rilascio del documento anche quando il cittadino si presenta regolarmente all’appuntamento. L’assistenza preliminare può quindi aiutare, ma occorre che la situazione personale risulti correttamente registrata.

Anche la comunicazione dei decessi ha suscitato un confronto. È stato segnalato il problema dei plichi elettorali che continuano ad arrivare a persone scomparse. Il Consolato ha riferito di un lavoro di verifica avviato sulla base della corrispondenza restituita nelle precedenti consultazioni, con contatti alle famiglie per chiarire le ragioni del mancato recapito. Il Console ha però evidenziato che, per completare gli aggiornamenti di stato civile, è necessaria la documentazione prevista. È stata quindi suggerita una maggiore collaborazione con i patronati per segnalare i casi e sensibilizzare i familiari sugli adempimenti.

Un altro capitolo ha riguardato la cittadinanza, con particolare attenzione al riacquisto. Gli operatori hanno riferito di assistere persone nella raccolta dei documenti e hanno chiesto maggiore uniformità nelle indicazioni, segnalando casi in cui richieste integrative, non inizialmente individuate nelle informazioni pubblicate, hanno disorientato gli interessati.

Il Console ha richiamato le difficoltà che possono nascere dalle differenze tra i dati riportati negli atti italiani e australiani: nomi anglicizzati, cognomi modificati dopo il matrimonio e generalità non coincidenti richiedono verifiche e interlocuzioni con i Comuni. Sono state inoltre illustrate difficoltà legate alla discontinuità del personale temporaneamente assegnato alle pratiche. Il completamento della procedura, è stato ricordato durante l’incontro, può richiedere ulteriori passaggi di registrazione prima che sia possibile ottenere il passaporto.

Separatamente, è stato affrontato il riconoscimento della cittadinanza per discendenza. Su questo punto il Consolato ha già comunicato ufficialmente la sospensione delle nuove prenotazioni per i richiedenti maggiorenni, collegandola ai limiti alle domande ricevibili nella fase transitoria che precede il trasferimento della competenza a un apposito ufficio del MAECI a Roma dal 1° gennaio 2029. Si tratta di una disciplina distinta dal riacquisto discusso nell’incontro. Avviso del Consolato di Sydney.

Sul fronte dei passaporti, il Console ha difeso il ritorno alle prenotazioni come strumento per organizzare meglio gli accessi: «Avere introdotto le prenotazioni non vuol dire farne di meno». Ha riferito di un aumento degli appuntamenti disponibili e della presenza, in alcune giornate, di posti non occupati. Anche per la carta d’identità elettronica è stato indicato un incremento degli appuntamenti in risposta alla domanda. Per i passaporti, l’utilizzo di Prenot@mi è previsto dall’avviso consolare in vigore dal 1° maggio 2026. Informazioni ufficiali.

La parte conclusiva del confronto si è concentrata sulle elezioni del Com.It.Es. e sulla raccolta delle sottoscrizioni per presentare le liste. Per Sydney è stata richiamata la soglia delle 200 firme, prevista per le circoscrizioni con una collettività superiore a 50 mila cittadini italiani residenti. Il requisito è confermato dalle istruzioni consolari per le elezioni del 2026. Regole sulla presentazione delle liste.

I partecipanti hanno evidenziato le difficoltà organizzative di una raccolta in una città molto estesa, tra distanze, lavoro e disponibilità limitata dei cittadini. Il Console ha offerto la possibilità di concordare presenze fuori sede, purché gli incontri siano organizzati con anticipo e concentrino un numero significativo di persone. Ha inoltre suggerito di trasmettere preventivamente gli elenchi dei sottoscrittori, così da verificare i dati e ridurre il rischio di firme non valide, anche nei casi di differenze tra cognomi italiani e documenti australiani.

Nel corso della riunione è stata illustrata anche un’iniziativa condivisa tra Comitati per chiedere una semplificazione delle procedure o una riduzione delle sottoscrizioni necessarie. Ai patronati è stato infine rivolto l’invito a contribuire alla campagna informativa per l’iscrizione degli elettori: il loro contatto quotidiano con la comunità può favorire una partecipazione più ampia al rinnovo dell’organismo di rappresentanza.

Al termine dell’incontro è stata proposta la raccolta dei principali punti emersi in un documento da condividere con il Consolato e con i patronati, per dare seguito alle questioni sollevate.