Morì in esilio a Ravenna, lontano dalla Firenze che non gli aveva mai consentito di tornare. Sette secoli dopo, Dante Alighieri continua però a vivere nelle parole che utilizziamo ogni giorno. Nella puntata di oggi di Deep View ripercorriamo la sua storia attraverso Firenze, Ravenna, Beatrice, l’esilio, i manoscritti della Commedia e perfino la lunga contesa per le sue spoglie.
Ci sono uomini che appartengono alla propria epoca.
E poi ci sono uomini capaci di continuare a parlare a secoli di distanza.
Dante Alighieri appartiene certamente alla seconda categoria.
Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, Dante morì a Ravenna. Aveva trascorso gli ultimi anni lontano da Firenze, la città nella quale era nato e dalla quale era stato esiliato quasi vent’anni prima. La tradizione colloca la morte proprio in quella notte, anche se le fonti medievali non consentono di stabilire con assoluta precisione il momento.
Oggi, 14 settembre 2026, sono trascorsi 705 anni.
Per questa quindicesima puntata di Deep View by Allora! News abbiamo scelto il documentario di la Repubblica “Il mondo di Dante: viaggio tra i misteri della Divina Commedia e i luoghi simbolo del Poeta d’Italia”, realizzato da Antonio Nasso e della durata di 45 minuti e 46 secondi. Il film attraversa i luoghi reali della vita del poeta e ricostruisce il rapporto fra biografia, esilio e nascita della Commedia.
Firenze, la città che Dante non avrebbe più rivisto
Dante nacque a Firenze nel 1265.
La sua non fu soltanto la vita di un poeta.
Fu anche quella di un uomo immerso profondamente nella politica della propria città, in un’epoca segnata dallo scontro tra fazioni, alleanze, famiglie e interessi.
Nel 1302 venne condannato mentre si trovava lontano da Firenze.
Cominciò così l’esilio.
Un esilio che sarebbe diventato definitivo.
Negli anni successivi Dante passò attraverso diverse corti dell’Italia centro-settentrionale. Sperò più volte di poter rientrare nella propria città, ma rifiutò anche condizioni che considerava umilianti. Firenze arrivò nuovamente a condannarlo a morte nel 1315.
Non sarebbe mai più tornato.
E proprio questa lontananza attraversa profondamente la sua opera.
L’esilio che diventò letteratura
Dante perse la propria casa.
Perse la propria posizione politica.
Perse la possibilità di vivere nella città alla quale sentiva di appartenere.
Ma proprio durante gli anni dell’esilio prese forma l’opera destinata a renderlo immortale.
La Commedia.
Secondo Treccani, Dante iniziò probabilmente a comporla intorno al 1306-1307 e continuò a lavorarvi negli anni successivi, completandola durante l’ultima parte della sua vita tra Verona e Ravenna.
Inferno.
Purgatorio.
Paradiso.
Un viaggio immaginario nell’aldilà che diventa contemporaneamente viaggio politico, morale, religioso e umano.
Dante vi inserisce amici e nemici.
Papi e imperatori.
Santi e peccatori.
Personaggi della storia antica e uomini del proprio tempo.
E soprattutto sé stesso.
Beatrice, molto più di una donna amata
Nel viaggio della Commedia c’è una presenza che supera la semplice biografia sentimentale.
Beatrice.
La donna amata diventa guida, simbolo e ponte verso la dimensione divina.
Il documentario scelto da Deep View torna anche sul rapporto tra la figura storica di Beatrice e ciò che Dante costruisce attraverso di lei.
Perché nel mondo dantesco persone realmente esistite possono trasformarsi in qualcosa di molto più grande.
Beatrice non è soltanto il ricordo di una donna.
Diventa una parte fondamentale del percorso attraverso il quale Dante immagina la possibilità dell’uomo di elevarsi oltre i propri limiti.
Una lingua destinata a diventare la nostra
C’è poi un’altra ragione per cui Dante continua a essere presente.
La lingua.
La Commedia non venne scritta nel latino riservato alla cultura alta dell’epoca.
Dante utilizzò il volgare.
Una scelta che contribuì enormemente alla fortuna e al prestigio della lingua letteraria italiana.
Per questo raccontare Dante non significa soltanto parlare di un grande autore studiato a scuola.
Significa in qualche modo raccontare da dove veniamo quando parliamo italiano.
Il documentario di la Repubblica lo presenta infatti come il poeta che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione della nostra identità linguistica, seguendolo attraverso i luoghi della sua vita e della sua opera.
Ravenna, l’ultimo rifugio
Negli ultimi anni Dante trovò finalmente una relativa stabilità a Ravenna, ospite di Guido Novello da Polenta.
Treccani colloca il suo trasferimento probabilmente intorno al 1318.
Fu lì che lavorò alla conclusione della Commedia.
Nel 1321 Dante venne inviato in missione diplomatica a Venezia.
Durante il viaggio di ritorno si ammalò.
La tradizione attribuisce la morte a febbri malariche contratte durante il tragitto.
Morì a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre.
La città che gli aveva offerto l’ultimo rifugio divenne anche il luogo della sua sepoltura.
Firenze lo voleva indietro
Ed è qui che la storia assume quasi un significato simbolico.
Firenze aveva mandato Dante in esilio.
Dopo la sua morte, invece, avrebbe desiderato riaverne le spoglie.
Ma Ravenna non volle separarsene.
Le richieste fiorentine furono ripetute più volte nel corso dei secoli senza successo. I resti del poeta si trovano ancora oggi a Ravenna, accanto alla Basilica di San Francesco.
A Firenze, nella Basilica di Santa Croce, esiste invece un grande cenotafio dedicato a Dante.
Un monumento senza il corpo del poeta.
Quasi l’ultima ironia di una storia cominciata con un esilio.
I luoghi di Dante
È questo uno degli aspetti che rende particolarmente adatto a Deep View il documentario scelto oggi.
Dante non viene raccontato soltanto attraverso date e libri.
Viene cercato nei luoghi.
Firenze.
La città dell’infanzia, della politica e della condanna.
Verona.
Uno dei principali rifugi dell’esilio.
Ravenna.
La città dell’ultimo periodo della vita, della conclusione del poema e della morte.
La Società Dante Alighieri ricorda Ravenna proprio come la città nella quale Dante concluse la propria esistenza e dove ancora oggi il rapporto con il poeta è parte integrante dell’identità culturale urbana.
Seguire questi luoghi significa trasformare una figura che rischia talvolta di sembrare lontanissima in un uomo reale.
Un uomo che viaggiò.
Che fu sconfitto politicamente.
Che perse la propria casa.
Che cercò protezione presso altri signori.
E che continuò a scrivere.
Perché abbiamo scelto questo video
Perché Dante è uno di quei personaggi che tutti pensiamo di conoscere.
Inferno.
Beatrice.
Paolo e Francesca.
Ulisse.
Il conte Ugolino.
Ma dietro le terzine che ricordiamo dalla scuola esiste la storia di un uomo molto più complesso.
Un politico sconfitto.
Un esule.
Un intellettuale.
Un uomo costretto per quasi vent’anni a vivere lontano dalla propria città.
E proprio durante quella condizione di precarietà riuscì a completare una delle opere più influenti della letteratura mondiale.
Il documentario di Antonio Nasso per la Repubblica segue il poeta attraverso il dramma dell’esilio, i luoghi della sua vita, il mistero dei manoscritti, la memoria di Beatrice e la secolare disputa sulle sue ossa.
È esattamente ciò che cerchiamo con Deep View:
non ripetere semplicemente ciò che sappiamo, ma provare a guardare meglio ciò che pensavamo di conoscere.
Il video selezionato
🎬 Il mondo di Dante: viaggio tra i misteri della Divina Commedia e i luoghi simbolo del Poeta d’Italia
Documentario di Antonio Nasso – la Repubblica
⏱️ Durata: 45 minuti e 46 secondi
▶️ Guarda il documentario all’interno di questa pagina.
Dopo il video resta una domanda
Dante morì lontano da casa.
Non poté tornare nella Firenze che aveva amato, servito politicamente e spesso criticato con ferocia.
Avrebbe potuto sembrare una sconfitta.
E invece accadde il contrario.
La città che lo aveva espulso finì per identificarlo come uno dei propri figli più grandi.
La lingua nella quale decise di scrivere divenne parte fondamentale della lingua di un Paese che ancora non esisteva.
E l’opera composta durante l’esilio attraversò sette secoli.
Dante non tornò mai davvero a Firenze.
Ma forse, attraverso le sue parole, non se ne andò mai dall’Italia.
Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 moriva un uomo.
Cominciava la lunga vita di un poeta.
Deep View. Guardare più a fondo.
Documentari. Inchieste. Storia. E uomini che continuano a parlare attraverso i secoli.
Fonte e ringraziamenti
Fonte video: la Repubblica.
Allora! News ringrazia la Repubblica e Antonio Nasso per la realizzazione e la diffusione del documentario dedicato alla vita, ai luoghi e all’eredità culturale di Dante Alighieri.
Il video originale resta integralmente attribuito alla testata, all’autore e ai rispettivi produttori.
