A Chambéry rifioriscono le radici friulane

Friuli.

Danilo Vezzio, dal racconto di Georges e Alvise.

La rinascita del Fogolâr Furlan e un viaggio nei luoghi delle origini raccontano il legame tra gli emigrati e la loro terra. Nell’ultima pagina di Allora!, anche il pensiero di Pino Forconi dedicato al giornale.

A volte le radici sembrano lontane, ma basta un incontro per riscoprirle. A Chambéry, in Francia, il Fogolâr Furlan torna a vivere grazie all’impegno di Georges Calligaro e di un gruppo di friulani di seconda generazione stabiliti in Savoia. Un’associazione che riunisce persone e famiglie attorno alla memoria delle origini, alla cultura e al desiderio di mantenere un rapporto con il Friuli.

Nel nuovo numero di Allora!, il racconto segue questa rinascita e il viaggio organizzato nella primavera del 2026 per tornare nei paesi degli antenati. Da Gemona a San Daniele, passando per altri luoghi della regione, il percorso intreccia paesaggi, sapori e storie familiari. Per alcuni partecipanti è un ritorno; per altri, l’occasione di conoscere una terra rimasta soprattutto nei ricordi dei genitori.

Tra gli episodi più emozionanti, il pianista Alvise Di Bin, originario di Plasencis, ritrova un compagno di scuola che non vedeva dal 1949. Un incontro che riapre ricordi d’infanzia e restituisce concretezza a un legame sopravvissuto alla distanza e agli anni. Attorno a queste storie si ritrova il senso dell’associazionismo degli emigrati: creare occasioni per riconoscersi, incontrarsi e trasmettere la propria storia alle generazioni successive.

La pagina ospita anche «Un caro pensiero ad Allora!», il messaggio di Pino Forconi alla redazione e ai lettori. Un ringraziamento per lo spazio riservato ai suoi racconti e una riflessione sul valore della memoria, capace di far rivivere luoghi conosciuti e di avvicinare i più giovani alle storie del passato.

Leggi i racconti completi a pagina 24 di Allora!, nell’edizione di venerdì 18 settembre 2026, in edicola.