Ultim’ora: Garlasco, revisione Stasi: la Procura generale di Milano non si muove d’ufficio

Le indiscrezioni indicano che sarà la difesa del condannato a presentare l’istanza a Brescia. Intanto a Pavia si avvicina la scadenza del 28 settembre per l’inchiesta su Andrea Sempio

Nuovo passaggio nel caso Garlasco, mentre procedono su binari distinti ma inevitabilmente collegati l’inchiesta nei confronti di Andrea Sempio e il possibile percorso verso una revisione della condanna definitiva inflitta ad Alberto Stasiper l’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo quanto riferito da Adnkronos, la Procura generale di Milano non sarebbe intenzionata, al momento, ad assumere direttamente l’iniziativa per chiedere la revisione del processo Stasi. L’orientamento sarebbe quello di attendere un’istanza della difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, da presentare alla competente Corte d’Appello di Brescia.

Si tratta di un passaggio significativo, soprattutto perché nei mesi scorsi la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni aveva avviato l’esame degli atti provenienti dalla nuova inchiesta pavese, nell’ambito delle valutazioni sulla possibilità di promuovere autonomamente una revisione della sentenza definitiva. La notizia delle ultime ore non equivale tuttavia a una presa di posizione ufficiale sulla fondatezza o meno di una revisione: indica, allo stato delle informazioni disponibili, che l’iniziativa potrebbe essere lasciata ai legali di Stasi.

La revisione resta nelle mani della difesa

Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta della famiglia Poggi a Garlasco.

Per arrivare a una revisione, la difesa dovrà mettere nero su bianco quali elementi nuovi ritenga in grado di incidere sul quadro probatorio posto alla base della condanna definitiva. Secondo Adnkronos, proprio questo sarebbe ora il passaggio atteso: il deposito dell’istanza a Brescia da parte degli avvocati Bocellari e De Rensis.

L’eventuale domanda di revisione e il procedimento che riguarda Andrea Sempio restano comunque, dal punto di vista giudiziario, due percorsi autonomi. È però evidente che gli sviluppi della nuova indagine di Pavia potranno assumere rilievo anche nella valutazione degli elementi prospettati dalla difesa di Stasi.

L’inchiesta su Andrea Sempio

Sul fronte pavese, la Procura continua a considerare Andrea Sempio responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi nell’ambito della nuova indagine. L’uomo è indagato e, come previsto dall’ordinamento, deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti riportata da Adnkronos, Chiara sarebbe stata colpita ripetutamente con un oggetto contundente. Nell’impostazione accusatoria vengono richiamati, tra gli altri elementi, la cosiddetta “impronta 33”, le analisi genetiche sulle tracce rinvenute sulle unghie della vittima, le telefonate effettuate nei giorni precedenti il delitto e ulteriori accertamenti sulla dinamica dell’omicidio. Tutti elementi sui quali la difesa di Sempio ha espresso contestazioni e interpretazioni differenti.

La Procura attribuisce inoltre un possibile movente a un presunto approccio nei confronti di Chiara Poggi che sarebbe stato respinto e alla presunta conoscenza di materiale intimo riguardante la giovane e Stasi. Anche questa ricostruzione appartiene alla tesi dell’accusa e dovrà essere sottoposta al vaglio giudiziario nel caso in cui si arrivi a un processo.

Cosa succede il 28 settembre

La prossima data da segnare sul calendario è lunedì 28 settembre 2026, termine indicato per le indagini preliminari.

Non significa però che quel giorno il Gip debba automaticamente decidere se rinviare Sempio a giudizio oppure archiviare il procedimento. Entro quel passaggio la Procura di Pavia dovrà definire la propria strategia processuale: gli scenari indicati comprendono la prosecuzione degli adempimenti verso una richiesta di rinvio a giudizio, un’eventuale richiesta di archiviazione o, nei limiti consentiti dalla procedura, ulteriori iniziative sui termini delle indagini.

Adnkronos riferisce che i pubblici ministeri pavesi sarebbero orientati verso un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari, dopo quello già notificato nel maggio scorso e dopo gli ulteriori accertamenti eseguiti nei mesi successivi. Soltanto dopo gli adempimenti previsti dalla legge potrà maturare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Due procedimenti, un caso che torna al centro dell’attenzione

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco si trova dunque davanti a una fase particolarmente delicata.

Da una parte c’è una sentenza definitiva nei confronti di Alberto Stasi, che conserva pienamente la propria efficacia fino a quando un eventuale procedimento di revisione non stabilisca diversamente. Dall’altra c’è una nuova indagine nei confronti di Andrea Sempio, ancora nella fase preliminare e senza alcun accertamento definitivo di responsabilità.

La scelta della Procura generale di Milano, se confermata, non chiude quindi la strada alla revisione del processo Stasi: sposta semplicemente l’iniziativa verso la sua difesa.

Ed è proprio questo il nuovo punto di equilibrio del caso: mentre Pavia si prepara a definire il futuro giudiziario dell’inchiesta Sempio, a Brescia potrebbe aprirsi un secondo fronte destinato a mettere nuovamente sotto esame uno dei processi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.