Nicola Carè: «Più spazio alle Camere di Commercio Italiane all’Estero nelle scelte sull’internazionalizzazione»

Al 27° Meeting dei Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, a Roma, il deputato del Partito Democratico eletto in Australia ribadisce il ruolo strategico della rete camerale per la crescita del Made in Italy. Carè chiede maggiore coinvolgimento nelle decisioni istituzionali e strumenti concreti per sostenere le piccole e medie imprese sui mercati internazionali.

A cura della Redazione Allora! Online

La promozione del Made in Italy e il rafforzamento della presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali passano anche attraverso una maggiore valorizzazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE). È questo il messaggio lanciato da Nicola Carè, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione Estero, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, in occasione del 27° Meeting dei Segretari Generali delle CCIE, organizzato a Roma da Assocamerestero.

L’appuntamento riunisce i vertici operativi di una rete composta da 86 Camere di Commercio Italiane all’Estero, presenti in 64 Paesi, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento delle attività, condividere esperienze e sviluppare nuove strategie di internazionalizzazione.

Nel corso della convention, Carè ha sottolineato la necessità di riconoscere maggiormente il patrimonio di conoscenze maturato dalle organizzazioni camerali direttamente nei mercati esteri.

«La forza dell’Italia nel mondo passa anche da chi, ogni giorno, apre nuove strade alle nostre imprese», ha dichiarato il parlamentare in un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook.

Le Camere di Commercio come ponte tra Italia e mercati esteri

Per Carè, il contributo delle CCIE non si limita alla promozione dei prodotti italiani, ma comprende una funzione più ampia di accompagnamento delle aziende che intendono sviluppare attività internazionali.

La conoscenza delle economie locali, dei sistemi commerciali e delle relazioni imprenditoriali costituisce un vantaggio soprattutto per le piccole e medie imprese, che spesso non dispongono delle risorse necessarie per affrontare autonomamente mercati complessi.

«Le Camere conoscono a fondo i mercati, costruiscono relazioni di fiducia sul territorio e accompagnano le aziende, soprattutto quelle più piccole che altrimenti incontrerebbero maggiori difficoltà», ha spiegato il deputato.

Secondo Carè, questa esperienza rappresenta un patrimonio di competenze che dovrebbe trovare maggiore spazio nella definizione delle politiche nazionali per l’internazionalizzazione.

L’obiettivo è rafforzare il collegamento tra le decisioni assunte dalle istituzioni italiane e le esigenze concrete delle imprese che operano o intendono operare all’estero.

Una rete di 86 Camere in 64 Paesi

Il sistema delle Camere di Commercio Italiane all’Estero costituisce una delle principali reti di collegamento tra il tessuto produttivo italiano e le comunità economiche internazionali.

Le CCIE operano attraverso rapporti consolidati con imprenditori, associazioni, autorità locali e organismi economici dei rispettivi Paesi.

Le loro attività comprendono la promozione commerciale, la creazione di contatti tra imprese, l’organizzazione di iniziative economiche e il sostegno ai processi di ingresso in nuovi mercati.

Per molte aziende italiane, soprattutto di piccole dimensioni, poter contare su interlocutori presenti direttamente nel territorio rappresenta un elemento importante per comprendere le opportunità commerciali e ridurre le difficoltà iniziali.

Il meeting romano offre ai Segretari Generali l’occasione di confrontarsi con rappresentanti di Unioncamere, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’iniziativa comprende anche incontri con istituzioni regionali, associazioni, università e organismi impegnati nella promozione economica internazionale.

Carè e l’Intergruppo parlamentare per le CCIE

Nel proprio intervento, Nicola Carè ha richiamato anche l’attività dell’Intergruppo parlamentare per la valorizzazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, costituito su sua iniziativa.

L’organismo, nato con l’obiettivo di rafforzare il riconoscimento istituzionale della rete camerale, intende favorire un confronto tra parlamentari e rappresentanti delle CCIE sulle politiche di sostegno alle imprese italiane.

Carè ne è promotore e presidente.

«Come deputato eletto all’estero e promotore e Presidente dell’Intergruppo parlamentare per la valorizzazione delle CCIE, il mio impegno è portare questa esperienza direttamente in Parlamento e tradurla in proposte concrete», ha dichiarato.

Il parlamentare sostiene che una maggiore collaborazione tra istituzioni e Camere di Commercio possa contribuire alla competitività del sistema produttivo italiano.

Al centro della sua posizione figura la necessità di trasformare le conoscenze maturate sul territorio in strumenti operativi e iniziative legislative capaci di rispondere alle esigenze delle aziende.

L’importanza delle piccole e medie imprese

Uno degli aspetti maggiormente evidenziati da Carè riguarda le piccole e medie imprese, che costituiscono una componente fondamentale del sistema produttivo italiano.

Per queste realtà, l’accesso ai mercati esteri può rappresentare una grande opportunità di crescita, ma anche una sfida complessa.

Differenze normative, difficoltà logistiche, barriere linguistiche e necessità di individuare partner commerciali affidabili possono rallentare i processi di espansione internazionale.

La presenza delle Camere di Commercio Italiane all’Estero consente di creare collegamenti con operatori già inseriti nei mercati locali, facilitando l’accesso alle informazioni e alle reti imprenditoriali.

Per il deputato, investire in queste strutture significa quindi sostenere non soltanto l’esportazione dei prodotti italiani, ma anche l’occupazione e le prospettive economiche delle nuove generazioni.

«Investire in questa rete significa creare opportunità concrete per le imprese, lavoro e prospettive per le nuove generazioni», ha ribadito Carè.

Il ruolo dell’Australia e delle comunità imprenditoriali italiane

Il tema assume particolare rilevanza anche per l’Australia, dove la presenza di imprese e professionisti di origine italiana contribuisce da decenni allo sviluppo delle relazioni economiche tra i due Paesi.

Le Camere di Commercio Italiane attive sul territorio australiano rappresentano punti di incontro tra aziende, investitori e operatori interessati a sviluppare rapporti commerciali con l’Italia.

Settori come l’agroalimentare, la meccanica, il design, le tecnologie e i servizi professionali offrono opportunità di collaborazione, ma richiedono anche una conoscenza approfondita delle caratteristiche del mercato locale.

Per le imprese italiane che intendono entrare in Australia, così come per quelle australiane interessate a collaborare con il sistema produttivo italiano, il sostegno di reti imprenditoriali strutturate può facilitare lo sviluppo di nuove relazioni.

È anche in questa prospettiva che si inserisce l’impegno istituzionale richiamato dal deputato eletto in Australia.

Il ringraziamento ai vertici di Assocamerestero

Al termine del suo intervento, Nicola Carè ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’organizzazione camerale e dai partecipanti alla convention.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto al presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, e al segretario generale Domenico Mauriello, per l’organizzazione dell’incontro e l’attività quotidiana a sostegno dell’internazionalizzazione.

L’appuntamento romano conferma l’importanza del dialogo tra le istituzioni italiane e gli organismi economici operanti all’estero.

Per Carè, la sfida consiste nel dare continuità a questo confronto, affinché l’esperienza delle Camere di Commercio non rimanga soltanto un contributo consultivo, ma possa tradursi in una collaborazione più strutturata nell’elaborazione delle politiche economiche internazionali.

La crescita del Made in Italy, secondo la posizione espressa dal parlamentare, passa anche dalla capacità di ascoltare chi conosce direttamente i mercati, costruisce relazioni e accompagna quotidianamente le imprese italiane oltre i confini nazionali.