Scuola, i dati INVALSI 2026: cala l’abbandono scolastico al 7,3%. “Oltre 520 mila ragazzi sono rimasti sui banchi”

L’Italia registra un risultato significativo nella lotta alla dispersione scolastica. Secondo i dati INVALSI 2026, oltre 520.000 studenti che rischiavano di interrompere il proprio percorso di studi hanno invece proseguito la scuola, contribuendo a un netto calo dell’abbandono scolastico.

Il tasso di dispersione è infatti passato dall’11,5% del 2022 al 7,3% del 2026, consentendo al nostro Paese di raggiungere con largo anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2030, che prevedeva una soglia inferiore al 9%.

Il dato assume ancora maggiore rilievo nel confronto internazionale: l’Italia si colloca oggi davanti a Paesi come Spagna (12,8%) e Germania (13,1%), confermando un’inversione di tendenza rispetto agli anni passati.

Ma la riduzione dell’abbandono, sottolinea il Ministero dell’Istruzione, non sarebbe stata ottenuta abbassando il livello degli standard. Al contrario, diminuisce il numero degli studenti che conseguono il diploma senza possedere competenze adeguate, mentre cresce il numero delle eccellenze scolastiche.

Tra gli strumenti indicati come determinanti per questo risultato figurano il docente tutor, il progetto Agenda Sud, il Piano Estate, il Decreto Caivano e gli investimenti destinati alla digitalizzazione delle scuole e allo sviluppo delle competenze STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).

Particolare attenzione viene posta anche al Mezzogiorno, dove i dati evidenziano un recupero rispetto al passato e una progressiva riduzione del divario con il resto del Paese.

Permangono tuttavia alcune criticità, soprattutto nella scuola primaria. Le difficoltà riscontrate nelle competenze di base, sia in Italia sia nelle scuole italiane all’estero, rappresentano uno degli aspetti su cui si concentrano le nuove Indicazioni nazionali, che prevedono un rafforzamento dell’insegnamento della lettura, della grammatica e della sintassi, una revisione dell’approccio alla matematica e una maggiore valorizzazione dell’utilizzo di carta e penna nelle attività didattiche.

Il percorso di riforma, dunque, non viene considerato concluso. I risultati ottenuti rappresentano però un segnale incoraggiante per il sistema scolastico italiano.

Il messaggio rivolto agli studenti che hanno scelto di non abbandonare gli studi è chiaro: il successo più importante non è rappresentato soltanto dalle statistiche, ma dalle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che hanno deciso di continuare a investire nel proprio futuro.