I bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco” torneranno a casa la prossima settimana, anche se soltanto per poche ore. A comunicarlo è stato Simone Pillon, legale dei coniugi Catherine e Nathan Trevallion, al termine di un incontro con gli assistenti sociali. Il rientro sarà graduale e avverrà nei giorni precedenti l’inizio della scuola. La difesa, però, annuncia ricorso contro le decisioni del Tribunale e chiede il ritorno definitivo dei minori, contestando un provvedimento ritenuto troppo prudente.
Un primo rientro a casa, dopo dieci mesi.
La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” registra un nuovo sviluppo: i bambini dei coniugi Catherine e Nathan Trevallion potranno tornare a Palmoli la prossima settimana, anche se per un periodo limitato a poche ore.
L’annuncio è arrivato dall’avvocato Simone Pillon, che assiste i genitori.
Secondo il legale, l’incontro con gli assistenti sociali si è svolto in un clima costruttivo e ha permesso di definire nuove modalità di rientro graduale e di confronto tra tutte le parti coinvolte.
«La notizia che tutta l’Italia aspettava»
Ospite a Porta a Porta, Pillon ha parlato di un risultato importante.
«La settimana prossima, seppure per poche ore, i bambini della casa nel bosco torneranno a casa», ha dichiarato.
Il legale ha definito il passaggio una “bella notizia”, pur sottolineando che il rientro non sarà ancora definitivo.
I tempi degli incontri, ha spiegato, sono stati leggermente ampliati e il ritorno a Palmoli dovrebbe avvenire nei giorni immediatamente precedenti l’inizio della scuola.
La difesa prepara il ricorso
Parallelamente, i genitori intendono contestare le decisioni del Tribunale.
Pillon ha annunciato che verrà presentato un ricorso perché, secondo la difesa, l’ordinanza sarebbe “troppo cauta” e avrebbe potuto disporre un rientro immediato dei bambini.
Al centro della contestazione ci sono soprattutto due temi: libertà educativa e salute dei minori.
La difesa sostiene che i genitori debbano poter scegliere il modello educativo dei figli nei limiti previsti dall’ordinamento e ritiene che gli aspetti sanitari non siano stati valutati nella misura ritenuta necessaria.
L’obiettivo dichiarato resta il rientro definitivo e completo dei bambini.
L’incontro con gli assistenti sociali
Nel corso del confronto, i genitori avrebbero illustrato il proprio stile educativo e spiegato alcune modalità di relazione con i figli che, secondo la loro posizione, sarebbero state in precedenza interpretate in modo non corretto.
Sono state inoltre discusse le modalità dell’inserimento scolastico e il percorso di accompagnamento previsto per i bambini.
Pillon ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni sugli accertamenti sanitari in corso e sul coinvolgimento di una équipe di Neuropsichiatria Infantile nel follow-up scolastico.
Nuove modalità di dialogo
Uno degli aspetti emersi dall’incontro riguarda anche il rapporto tra la famiglia e i soggetti istituzionali coinvolti.
Secondo il legale, sarebbero state concordate nuove modalità di confronto e comunicazione con l’obiettivo di ridurre le tensioni e favorire una maggiore comprensione reciproca.
Il primo rientro a casa rappresenta quindi un passaggio intermedio.
Non modifica ancora l’impianto complessivo del provvedimento, ma segna un’apertura verso una graduale ricostruzione della quotidianità familiare.
Ora la partita si sposta sul ricorso
La prossima settimana sarà dunque significativa su due fronti.
Da una parte, i bambini potranno tornare a Palmoli per alcune ore.
Dall’altra, la difesa continuerà a chiedere al Tribunale una revisione più ampia delle misure adottate.
Il rientro temporaneo rappresenta un primo passo, ma la questione centrale resta aperta: stabilire se e quando i minori potranno tornare definitivamente a vivere con i genitori.
